domenica 28 febbraio 2010

I FASCISTI DI CASAPOUND “NO PASARAN” A TERNI


COMUNICATO STAMPA

I FASCISTI DI CASAPOUND “NO PASARAN” A TERNI


Centinaia di persone hanno partecipato oggi, domenica 28 febbraio ’10 dalle 9.30 alle 14.30 al presidio democratico ed antifascista organizzato dalla Rete Antifascista Ternana intorno all’area dell’aviosuperficie di Terni per esprimere la totale opposizione e contrastare l’iniziativa politica sotto copertura “sportiva” organizzata e pubblicizzata dal gruppo neofascista CasaPound.

Cittadini ed antifascisti di tutte le età hanno manifestato la più intransigente contrarietà al fatto che uno spazio pubblico, come l’avio superficie, che appartiene alla città, venga aperto a gruppi che rivendicano la loro identità fascista.

Chi affermava che si trattava “solo” di una manifestazione sportiva non ha certo più nessun alibi: era evidente l’appartenenza politica della ventina di fascisti, presentatisi con saluti romani e felpe dell’organizzazione neofascista “blocco studentesco”, con bastoni ben evidenti all’interno delle autovetture, che hanno potuto lanciarsi col paracadute sui cieli di Terni protetti da un imponente presenza di forze dell’ordine, producendo una situazione di pesante tensione politica in un territorio e tra una popolazione che ripudia qualsiasi deriva fascista.

Di questa gravissima situazione riteniamo il principale responsabile il presidente dell’A.T.C. Sergio Sbarzella, cui addossiamo la piena e completa responsabilità dell’accaduto e di cui la rete antifascista ternana chiede le immediate dimissioni.

Chiediamo al Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo di mantenere gli impegni espressi nell’incontro avvenuto venerdì 26 febbraio ribadendo, come ha già fatto, il carattere antifascista della nostra città e togliendo ogni spazio di legittimazione e agibilità a chi, come Casa Pound, fa del razzismo, dei pestaggi e delle intimidazioni pratica “politica” quotidiana.

Chiediamo che venga annullata ogni e qualsiasi convenzione tra l’A.T.C, il Comune di Terni e la RotKopf per la gestione di spazi e servizi nell’avio superficie di Terni, in quanto l’A.D. di questa società Riccardo Paganelli risulta essere anche il presidente dell’associazione “The Zoo” che avrebbe firmato il patto “commerciale” (ma di scandalosa sostanza politica) con l’interfaccia “sportiva” di Casa Pound, “Istinto Rapace”.

Nel ribadire la storia ed il carattere antifascista della nostra Costituzione e della nostra città la Rete Antifascista Ternana, annuncia che se tale iniziativa politica di entrismo dei fascisti di Casa Pound, miseramente mascherata da corso di paracadutismo non dovesse essere interrotta rinnova l’appuntamento per il presidio al’aviosuperficie domenica prossima e ogni volta che sarà prevista la presenza di fascisti organizzati, sino alla completa inagibilità del nostro territorio per i neofascisti.


Rete Antifascista Ternana

Arci Terni, Arciragazzi "gli anni in tasca", Associazione "Buaba", Associazione "Demetra", Associazione "InterniStranieri", associazione "il Pettirosso", associazione "Plaza de Mayo", Associazione "primidellastrada", Blob Lgc.-Laboratorio comunicazione, comitato antifascista cittadino di Orvieto, Centro sociale "Germinal Cimarelli", circolo anarchico "Carlotta Orientale", Confederazione Cobas, Curva Est Ternana, Alerta Network, Rivista "Micropolis", USPK, F.G.C.I., Giovani Comunisti, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei comunisti Italiani, Sinistra ecologia e libertà.

sabato 27 febbraio 2010

Ecorecuperi, luce su un disastro dimenticato


di Giorgio Frasca Polara

IL CASO. Un’interrogazione parlamentare e la magistratura delineano un quadro inquietante sull’incendio dello scorso anno nell’azienda ternana e sulla gestione successiva all’evento.

Ma quali sono le reali dimensioni del disastro ambientale provocato – Terra ne ha riferito più volte – dall’incendio divampato alla Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone (Terni) nel luglio dello scorso anno? L’impresa era impegnata nel trattamento dei rifiuti su carcasse “bonificate” di autoveicoli. E l’incendio ha distrutto proprio enormi quantità di “fluff”, così si chiama il materiale plastico derivante dalla frantumazione di auto e camion stoccato all’interno dello stabilimento. Ebbene di questo materiale ce n’era, nei capannoni dell’impresa, per 6.929 tonnellate rispetto alle 3.200 consentite dalla concessione!

Quali siano effettivamente le dimensioni, e perché tanto silenzio, hanno daccapo chiesto di sapere, in una interrogazione al governo (Ambiente, Lavoro, Salute, Interno) i sei deputati radicali del gruppo Pd anche alla luce delle gravi accuse mosse dalla magistratura umbra a conclusione di una prima fase dell’inchiesta sul disastro: ben centotredici interventi dei vigili del fuoco nei quarantotto giorni prima che tutti i focolai dell’incendio fossero spenti. Su disposizione del Gip del tribunale di Terni, Maurizio Santoloci (che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Elisabetta Massini), sono state richieste misure cautelari di diversa portata nei confronti del sindaco di Stroncone Nicola Beranzoli; dell’imprenditoire e presidente della Cassa di risparmio di Terni e Narni, Terenzio Malvetani; del direttore del dipartimento provinciale dell’Arpa, ing. Adriano Rossi: e del titolare della Ecorecuperi, Massimo Scerna.

Le accuse vanno dall’incendio colposo alla produzione e alla commercializzazione di alimenti avvelenati da diossina, dal favoreggiamento di interessi economici di privati (il figlio di Malventani è proprietario di un agriturismo ad appena tre chilometri dalla Ecorecuperi) alla falsificazione seriale e sistematica della realtà dei danni ecologici, “creando – sottolineano i sei radicali – disinformazione sulle gravissime e probabilmente non completamente note conseguenze del disastro”. Perché anche la commercializzazione di alimenti (per animali e per umani) avvelenati? Per un effetto di risulta: grazie alla sottovalutazione dolosa degli effetti dell’incendio, decine e decine di aziende agricole di un vasto circondario a cavallo di Umbria e Alto Lazio hanno prodotto e venduto inconsapevolmente alimenti inquinati.

Non a caso nella ricostruzione dei fatti firmata dal pm Massini e accolta dal gip si parla di una sorta di cupola il cui unico intento a posteriori sarebbe consistito nel minimizzare, per evidenti tornaconti, l’allarme-diossina; e che per questo la stessa cupola avrebbe agito con pressioni, contatti, rilevazioni pilotate e del resto testimoniate anche da sei mesi di intercettazioni telefoniche. Sempre secondo le accuse, a causa delle blande ordinanze emanate dall’amministrazione comunale d’intesa con l’Arpa, la popolazione (soprattutto di Stroncone, Narni, Configli e della stessa Terni) avrebbe continuato a nutrirsi di alimenti contaminati, bevendo latte inquinato (da fieno ed erbe inquinati), mangiando carne di animali contaminati da diossina, nonché a vendere propri prodotti inquinati, ortofrutticoli soprattutto.

Ora, dunque, i deputati radicali (Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Fareina-Coscioni, Mecacci e Maurizio Turco) chiedono che si faccia chiarezza chiedendo l’intervento dell’Istituto superiore della sanità. Accertamenti mancati? C’è la prova provata dell’irresponsabile assenteismo del governo: tre mesi fa, giusto sulle conseguenze del disastroso incendio alla Ecorecuperi, quattro deputati del Pd (Trappolino, Sereni, Verini e Bocci) avevano chiesto alla ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo perché mai il suo dicastero non avesse provveduto al riconoscimento formale del “danno ambientale” provocato dall’incendio e, di conseguenza, al necessario – e prescritto tassativamente dal decreto legislativo n.152 del 2006 – intervento finanziario per avviare e sostenere le procedure di bonifica e di salvaguardia ambientale di tutta l’area investita dai fumi velenosi, com’era stato chiesto nel corso di una riunione presso la Regione Umbria tra tutte le istituzioni e le autorità locali.

Già in quella sede era stata formulata una grave denuncia rimasta senza seguito: che la Ecorecuperi (proprio un nome, una garanzia ecologica) non solo ha enormi responsabilità per quanto è accaduto, ma anche per il dopo-disastro: è inadempiente sia per quanto riguarda la messa in sicurezza dell’area, sia per quel che riguarda la rimessa in pristino dello stato dei luoghi attraverso l’eliminazione dei rifiuti ancora presenti e che l’Arpa-Umbria aveva catalogato come “rifiuti pericolosi” (codice Cer 191211*).

Ora attenzione: le aziende agricole e zootecniche danneggiate sono 83, per danni quantificati in un milione e 150mila euro. A dicembre era stato chiesto alla Prestigiacomo: quali sono le intenzioni del ministero? Che cosa aspetta ad avviare le procedure di bonifica e di salvaguardia ambientale? Altri mesi sono passati, una seconda interrogazione è stata presentata, ma non c’è traccia di risposte. Con tanti (sgarbati) saluti al poteri ispettivi del Parlamento.

da www.terranews.it

SEL TERNI su Ecorecuperi
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mercoledì 24 febbraio 2010

Questione Morale e principio di responsabilità


Principio di responsabilità e senso di colpa. Sono fondamentali. Siamo testimoni del naufragio di una Nazione, la nostra. Travolta dal basso, dall’individualismo amorale di massa, e dall’alto, dalla corruzione e dal sovversivismo delle classi dirigenti.L’ultimo affaire, quello della Protezione civile (nel quale i magistrati incappano nel corso di una inchiesta che riguarda amministrazioni toscane di centrosinistra), è di straordinaria potenza emblematica. La destra al governo è la migliore interprete di questo naufragio, ma non ne ha l’esclusiva.
Diciotto anni fa, Tangentopoli. Passata l’ondata di indignazione (della quale peraltro Lega e An, attualmente al governo alleate o incorporate nel Pdl, dettero una particolarmente esuberante interpretazione manettara e forcaiola), tutto si è ricomposto. L’ondata successiva è stata contro i “moralisti” e i “giustizialisti”. L’hanno alzata partiti e politici, giornali e tv, opinion makers e agenzie di manipolazione dell’opinione pubblica. Facciamo l’esempio del “terzismo” del Corriere della sera : si è alimentato di un realismo smagato e accomodante, di un cinismo pacato e confortevole. Questione morale? Ma va là, crederai mica ancora a certe favole…
Siamo reduci dalla celebrazione di Bettino Craxi, cui ha partecipato anche una parte del Pd, dopo l’archiviazione tombale di Enrico Berlinguer, cui ha partecipato negli anni larga parte del Pd. Ora, l’unico leader politico italiano che ha osservato senza abbassare lo sguardo la faccia butterata del potere, che ha collegato il destino d’Italia alla questione morale, che ha posto il tema della “diversità” come un programma per la sua parte, è stato Enrico Berlinguer.
Dimenticato Berlinguer (come venne precocemente raccomandato da personalità della stessa sinistra), condotta negli ultimi quindici anni una campagna battente contro moralisti e giustizialisti, effettivamente i giusti e gli onesti sono stati messi all’angolo. E così ci troviamo a nuotare in una “gelatina” dove brulica un’umanità degradata che domina, e avvelena, la vita della società e dello Stato.
Lo scandalo è senza precedenti. Ma nessuno di quelli che hanno contribuito a far cadere le resistenze politiche, le difese intellettuali e morali, si sente in colpa, o responsabile. E questo è l’altro lato del disastro italiano.

Fabio Mussi Presidente comitato Scientifico SEL
articolo pubblicato da "il fatto - quotidiano"
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martedì 23 febbraio 2010

SEL Terni su Crisi Basell


La grave situazione creatasi alla Basell, che minaccia la chiusura del polo chimico di Terni, rappresenta un colpo durissimo alla stabilità economica e lavorativa delle famiglie dei dipendenti coinvolti. Ma tale circostanza dimostra anche drammaticamente lo stato di fragilità del sistema produttivo nazionale soprattutto chimico.

Il circolo di Terni di Sinistra Ecologia e Libertà crede che la tradizione e la qualità dell’industria chimica di Terni ed in generale dell’Italia rappresenti un settore strategico da difendere e potenziare con opportune politiche di ricerca. Potenziare la ricerca e la qualità produttiva significa avere una prospettiva concreta industriale per il nostro territorio e per la nostra città. In definitiva è necessario dotarsi rapidamente di una seria e concreta politica industriale.

E’ pertanto urgente che il Governo torni a ragionare di programmazione economica, a individuare gli asset industriali su cui posizionare lo sviluppo produttivo e, su quelli, investire risorse, indirizzare la ricerca per colmare il gap relativo alla registrazione dei brevetti, creare le condizioni affinché i privati vi investano: è ormai palese che il mercato da solo non è infatti in grado di produrre ricchezza e benessere diffusi.

Il circolo di Terni di Sinistra Ecologia e Libertà si augura che la sinistra, quella presente in Parlamento e quella rimasta fuori, abbia la consapevolezza che occorre costruire unitariamente una proposta in grado di vincere questa sfida.

Se lo augura per i lavoratori di Basell, per questa città e per il futuro dell’Italia: noi faremo la nostra parte.

lunedì 22 febbraio 2010

NO alla Chiusura della Scuola di Piediluco

“Sinistra Ecologia Libertà” sostiene la battaglia dei genitori e degli abitanti di Piediluco, impegnati per far rimanere in vita la Scuola del paese.
Nei prossimi giorni ci attiveremo affinchè le istituzioni locali evitino la chiusura della Scuola, chiusura che avrebbe delle conseguenze drammatiche per Piediluco e per i paesi vicini.
Chiediamo che la Scuola, l'unica rimasta tra Terni e Rieti, continui a funzionare e venga rilanciata anche per offire nuovi servizi ed opportunità al territorio.

Sinistra Ecologia Libertà
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domenica 21 febbraio 2010

"Vuotate gli arsenali strumenti di guerra, riempite i granai sorgente di pace"


il 24 febbraio 1990 moriva Sandro Pertini. quello che segue è il discorso tenuto da Pertini alle Camere, dopo la sua investitura a Presidente della Repubblica

"Onorevoli senatori, onorevoli deputati, signori delegati regionali, nella mia tormentata vita mi sono trovato più volte di fronte a situazioni difficili e le ho sempre affrontate con animo sereno, perché sapevo che sarei stato solo io a pagare, solo con la mia fede politica e con la mia coscienza.
Adesso, invece, so che le conseguenze di ogni mio atto si rifletteranno sullo Stato, sulla nazione intera. Da qui il mio doveroso proposito di osservare lealmente e scrupolosamente il giuramento di fedeltà alla Costituzione, pronunciato dinanzi a voi, rappresentanti del popolo sovrano. Dovrò essere il tutore delle garanzie e dei diritti costituzionali dei cittadini. Dovrò difendere l'unità e l'indipendenza della nazione nel rispetto degli impegni internazionali e delle sue alleanze, liberamente contratte.
Dobbiamo prepararci ad inserire sempre più l'Italia nella comunità più vasta, che è l'Europa, avviata alla sua unificazione con il Parlamento europeo, che l'anno prossimo sarà eletto a suffragio diretto.
L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.
Ma dobbiamo operare perché, pur nel necessario e civile raffronto fra tutte le ideologie politiche, espressione di una vera democrazia, la concordia si realizzi nel nostro paese.
Farò quanto mi sarà possibile, senza tuttavia mai valicare i poteri tassativamente prescrittimi dalla Costituzione, perché l'unità nazionale, di cui la mia elezione è un'espressione, si consolidi, si rafforzi. Questa unità è necessaria, e se per disavventura si spezzasse, giorni tristi attenderebbero il nostro paese.
Non dimentichiamo, onorevoli deputati,, onorevoli senatori, signori delegati regionali, che se il nostro paese è riuscito a risalire dall'abisso in cui fu gettato dalla dittatura fascista e da una folle guerra, lo si deve anche e soprattutto all'unità nazionale realizzata allora da tutte le forze democratiche.
E' con questa unità nazionale che tutte le riforme, cui aspira da anni la classe lavoratrice, potranno essere attuate. Questo è compito del Parlamento.
Bisogna sia assicurato il lavoro ad ogni cittadino. La disoccupazione è un male tremendo che porta anche alla disperazione. Questo, chi vi parla, può dire per personale esperienza acquisita quando in esilio ha dovuto fare l'operaio per vivere onestamente. La disoccupazione giovanile deve soprattutto preoccuparci, se non vogliamo che migliaia di giovani, privi di lavoro, diventino degli emarginati nella società, vadano alla deriva, e disperati, si facciano strumenti dei violenti o diventino succubi di corruttori senza scrupoli.
Bisogna risolvere il problema della casa, perché ogni famiglia possa avere una dimora dignitosa, dove poter trovare un sereno riposo dopo una giornata di duro lavoro.
Deve essere tutelata la salute di ogni cittadino, come prescrive la Costituzione.
Anche la scuola conosce una crisi che deve essere superata. L'istruzione deve essere davvero universale, accessibile a tutti, ai ricchi di intelligenza e di volontà di studiare, ma poveri di mezzi.
L'Italia ha bisogno di avanzare in tutti i campi del sapere, per reggere il confronto con le esigenze della nuova civiltà che si profila. Gli articoli della Carta costituzionale che si riferiscono all'insegnamento e alla promozione della cultura, della ricerca scientifica e tecnica, non possono essere disattesi. Il dettato costituzionale, che valorizza le autonomie locali e introduce le regioni, è stato attuato. Ne è derivata una vasta partecipazione popolare che deve essere incoraggiata.
Questo diciamo, perché vogliamo la libertà, riconquistata dopo lunga e dura lotta, si consolidi nel nostro paese. E vada la nostra fraterna solidarietà a quanti in ogni parte del mondo sono iniquamente perseguitati per le loro idee.
Certo noi abbiamo sempre considerato la libertà un bene prezioso, inalienabile. Tutta la nostra giovinezza abbiamo gettato nella lotta, senza badare a rinunce per riconquistare la libertà perduta. Ma se a me, socialista da sempre, offrissero la più radicale delle riforme sociali a prezzo della libertà, io la rifiuterei, perché la libertà non può mai essere barattata. Tuttavia essa diviene una fragile conquista e sarà pienamente goduta solo da una minoranza, se non riceverà il suo contenuto naturale che è la giustizia sociale. Ripeto quello che ho già detto in altre sedi: libertà e giustizia sociale costituiscono un binomio inscindibile, l'un termine presuppone l'altro: non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà, come non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale. Di qui le riforme cui ho accennato poc'anzi. Ed è solo in questo modo che ogni italiano sentirà sua la Repubblica, la sentirà madre e non matrigna. Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati. Così l'hanno voluta coloro che la conquistarono dopo venti anni di lotta contro il fascismo e due anni di guerra di liberazione, e se così sarà oggi, ogni cittadino sarà pronto a difenderla contro chiunque tentasse di minacciarla con la violenza. Contro questa violenza nessun cedimento. Dobbiamo difendere la Repubblica con fermezza, costi quel che costi alla nostra persona.. Siamo decisi avversari della violenza, perché siamo strenui difensori della democrazia e della vita di ogni cittadino. Basta con questa violenza che turba il vivere civile del nostro popolo, basta con questa violenza consumata quasi ogni giorno contro pacifici cittadini e forze dell'ordine, cui va la nostra solidarietà.
Ed alla nostra mente si presenta la dolorosa immagine di un amico a noi tanto caro, di un uomo onesto, di un politico dal forte ingegno e dalla vasta cultura: Aldo Moro . Quale vuoto ha lasciato nel suo partito e in questa Assemblea! Se non fosse stato crudelmente assassinato, lui, non io, parlerebbe oggi da questo seggio a voi. Ci conforta la constatazione che il popolo italiano ha saputo prontamente reagire con compostezza democratica, ma anche con ferma decisione, a questi criminali atti di violenza. Ne prendano atto gli stranieri spesso non giusti nel giudicare il popolo italiano. Quale altro popolo saprebbe rispondere e resistere alla bufera di violenza scatenatesi sul nostro paese come ha saputo e sa rispondere il popolo italiano?
Onorevoli senatori, onorevoli deputati, signori delegati regionali invio alle forze armate il mio saluto caloroso. Esse oggi, secondo il dettato della Costituzione, hanno il solo nobilissimo compito di difendere i confini della patria se si tentasse di violarli. Noi siamo certi che i nostri soldati e i nostri ufficiali saprebbero con valore compiere questo alto dovere.
Il mio saluto deferente alla magistratura: dalla Corte costituzionale a tutti i magistrati ordinari e amministrativi cui incombe il peso prezioso e gravoso di difendere la vita altrui. Ma devono essere meglio apprezzate ed avere condizioni economiche più dignitose.
Vada il nostro riconoscente pensiero a tutti i connazionali che fuori delle nostre frontiere onorano l'Italia con il loro lavoro.
Rendo omaggio a tutti i miei predecessori per l'opera da loro svolta nel supremo interesse del paese. Il mio saluto al senatore Giovanni Leone, che oggi vive in amara solitudine.
Non posso, in ultimo, non ricordare i patrioti coi quali ho condiviso le galere del tribunale speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza. Non posso non ricordare che la mia coscienza di uomo libero si è formata alla scuola del movimento operaio di Savona e che si è rinvigorita guardando sempre ai luminosi esempi di Giacomo Matteotti , di Giovanni Amendola e Piero Gobetti , di Carlo Rosselli, di don Minzoni e di Antonio Gramsci , mio indimenticabile compagno di carcere.
Ricordo questo con orgoglio, non per ridestare antichi risentimenti, perché sui risentimenti nulla di positivo si costruisce, né in morale, né in politica.
Ma da oggi io cesserò di essere uomo di parte. Intendo essere solo il Presidente della Repubblica di tutti gli italiani, fratello a tutti nell'amore di patria e nell'aspirazione costante alla libertà e alla giustizia. Onorevoli senatori, onorevoli deputati, signori delegati regionali, viva l'Italia!"

Roma, 9 luglio 1978

SEL Terni su Vascigliano

I gravi sviluppi giudiziari che le cronache hanno riferito in questi giorni in merito alle vicende di Vascigliano confermano le preoccupazioni di Sinistra Ecologia Libertà rispetto ai rischi che incombono sulla salute dei cittadini ed alle ripercussioni che questa vicenda produce sull'economia delle aree di Vascigliano, Collescipoli, Stroncone e area narnese. SEL chiede pertanto alle Istituzioni Locali di garantire che per l'area industriale di Vascigliano si produca un piano di sicurezza come già da tempo sollecitano i comitati di cittadini che a più riprese hanno richiamato l'attenzione su queste problematiche in questi anni. Chiede inoltre alla Regione di rafforzare gli strumenti di verifica e monitoraggio delle fonti inquinanti al fine di rassicurare i cittadini sulla qualità ambientale e delle coltivazioni oltrechè predisporre degli strumenti a sostegno dell'economia locale messa in ginocchio da queste vicende. Auspichiamo che da qui si possa ripartire per migliorare il grado di attenzione alla delicatezza del sistema ambientale dell'area di vascigliano al fine di prevenire episodi come quello che si è purtroppo verificato.

Sinistra Ecologia Libertà - Terni

mercoledì 17 febbraio 2010

Tariffe: Spada di Damocle sui redditi delle famiglie


TARIFFE: SPADA DI DAMOCLE SUI REDDITI DELLE FAMIGLIE


UNA RECENTE RICERCA HA EVIDENZIATO CHE IL 65% DELLE FAMIGLIE ITALIANE TEMONO CHE IL POTERE D’ACQUISTO DEI PROPRI SALARI E PENSIONI SIA EROSO SOPRATTUTTO DALL’INCREMENTO DELLE TARIFFE.

NON HANNO TORTO :
GLI INCREMENTI TARIFFARI HANNO RAGGIUNTO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI
PERCENTUALI NOTEVOLI.

ACQUA: DAL 2002 ,CON L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE GALLI E LA REALIZZAZIONE DEL SII A TERNI L’ACQUA E’ AUMENTATA DEL DEL 103%.
E’ L’EFFETTO NEGATIVO DELLA PARZIALE PRIVATIZZAZIONE DI QUESTO BENE.
L’ACQUA E’ UN BENE UNIVERSALE E FONDAMENTALE PER LA VITA .
DEVE ESSERE GESTITA DAL SETTORE PUBBLICO.

RIFIUTI: CON IL PASSAGGIO DA TASSA A TARIFFA L’INCREMENTO DAL 2006 E’ STATO DI CIRCA IL 50%.
LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE, CHE ANNULLA IN SOSTANZA IL SISTEMA TARIFFARIO, OBBLIGHERA’ I COMUNI A RIVEDERE L’INTERO SISTEMA DI TASSAZIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI.
E’ NECESSARIA IN QUESTO SETTORE UNA NUOVA POLITICA GESTIONALE DEI RIFIUTI.

ENERGIA ELETTRICA E GAS: L’INTRODUZIONE DEL MERCATO LIBERO NON HA PRODOTTO SIGNIFICATIVI RISULTATI A FAVORE DELLE FAMIGLIE NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI,COMPLICE LA CRISI PETROLIFERA DEL 2008.
NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI L’INCREMENTO E’ STATO DI CIRCA IL 25%.
IL BONUS SCONTO PER LE FAMIGLIE E’ STATO USUFRUITO DA UNA PERCENTUALE IRRISORIA.

NELLE ASSICURAZIONI LA RIVOLUZIONE TENTATA DALLA LEGGE BERSANI E’ FALLITA :
NONOSTANTE GLI INCIDENTI SIANO DIMINUITI, LE ASSICURAZIONI ANCHE QUEST’ANNO INTRODURRANNO UN NOTEVOLE INCREMENTO DELLE TARIFFE(15%).


SINISTRA E LIBERTA’ S’IMPEGNA A CONDURRE UNA BATTAGLIA NEL PAESE PER RIDURRE L’INCREMENTO DELLE TARIFFE E RIDIMENSIONARE IL PROCESSO DI LIBERALIZZAZIONE
NEI VARI SETTORI .



CIRCOLO DI SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ DI TERNI
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Campacci: sette nuovi box consegnati ai commercianti

dal sito del Comune di Terni

Presto anche le pensiline e le opere di arredo

Ad inizio settimana sono stati consegnati agli ambulanti i sette nuovi box realizzati dal comune di Terni nel parco dei Campacci."I commercianti potranno così allestire gli spazi per la vendita ed essere pronti, nel nuovo sito riqualificato, per il periodo pasquale, primo importante appuntamento in termini di flussi turistici".
Gli assessori al Comercio, Maria Bruna Fabbri, e ai Lavori Pubblici, Silvano Ricci, presenti alla consegna, hanno anche ribadito che "l'Amministrazione si adopererà per completare,in tempi brevi, la sistemazione esterna, relativa alla realizzazione delle pensiline ed alle altre opere di arredo".

La nostra lettera per sollecitare i lavori al Parco
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martedì 16 febbraio 2010

Vince il Buon Governo della Sinistra!


Tremilacinquecentosei cittadine e cittadini di Lamezia Terme hanno sfidato la pioggia ed il gelo che hanno imperversato domenica 14 febbraio anche a Lamezia, profondo Sud, per partecipare alle primarie di coalizione per la scelta del candidato Sindaco del centrosinistra.Più del doppio rispetto al numero di cittadini che hanno partecipato alle ultime primarie per il congresso del PD ed il trenta per cento in più rispetto a quelli che nella stessa giornata e negli stessi seggi hanno scelto di partecipare alle primarie per le regionali : un dato di assoluto rilievo per una città di 70.000 abitanti e 42.000 votanti (dato delle ultime amministrative).

Gianni Speranza, Sindaco uscente e nostro compagno, ha ottenuto il 75,39% dei consensi (2643 voti validi) contro il 14,06% di Chiara Macrì (493 voti validi), del PD, e il 10,55% di Giovanni Cimino (370 voti validi), sempre del PD.
Lungo l’intera giornata giovani, anziani, intere famiglie hanno fatto la fila nei tre seggi allestiti in città, con un entusiasmo e una partecipazione straordinari. Si sono mobilitati in difesa del “loro” Sindaco contro i ripetuti tentativi, palesi e occulti, di tendere tranelli e creare ostacoli alla sua naturale ricandidatura dopo il primo mandato.
Come già in Puglia, e più della Puglia, l’elettorato di centrosinistra si è ribellato alle logiche incomprensibili e opache che, prescindendo dai risultati dell’azione amministrativa, tentavano una “normalizzazione” del caso Lamezia, laboratorio di buona politica e d’innovazione amministrativa, tanto più importante in una regione come la Calabria che tende a brillare esattamente per le ragioni opposte.
Ora la partita si sposta sul terreno più impervio della vera competizione elettorale con il centrodestra e gli altri candidati sindaci espressione di liste civiche locali.
Cinque anni fa Gianni Speranza vinse le elezioni al ballottaggio, con il 66% dei consensi, ma non avendo una maggioranza in Consiglio Comunale perché le liste del centrodestra avevano superato già al primo turno il 50% dei voti mentre il loro candidato sindaco era rimasto molto al di sotto. Di qui le previsioni di una breve durata della consiliatura da parte di avversari e alleati. Previsione smentita, anno dopo anno, dai fatti e dai risultati dell’azione amministrativa.
La sfida che oggi lancia Gianni Speranza riguarda proprio questo punto: non solo vincere, ma avere in Consiglio una solida maggioranza che possa consentire a lui, alla sua amministrazione e a tutta la città di marciare spediti verso gli obiettivi che ci si è prefissati senza la quotidiana corsa ad ostacoli che ha caratterizzato i primi cinque anni. Di qui l’appello alla città e al centrosinistra che è chiamato a dare vita a liste forti e rappresentative affinché si realizzi un risultato coerente con la volontà di dare a Lamezia altri cinque anni di buon governo, di legalità e di sviluppo.

Nuccio Iovine
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sabato 13 febbraio 2010

9 quintali di Trote per l'Apertura 2010


In vista della prossima apertura della Pesca (28 febbraio), l'amministrazione provinciale rilascerà 6 quintali di trote nel Velino e 3 quintali nel Lago di Piediluco. A Novembre furono immesse nel lago 4 q.li di trote.

giovedì 11 febbraio 2010

Addio a Nicola Teti, l'editore comunista del ''Calendario del Popolo''


Si svolgeranno domani mattina, venerdi' 12 febbraio, al cimitero di Lambrate, i funerali dell'editore Nicola Teti, morto improvvisamente ieri mattina nella sua casa di Milano all'eta' di 80 anni. Dal 1964, anno della morte di Palmiro Togliatti, Teti era l'editore di ''Il Calendario del Popolo'', il periodico di storia e cultura politica nato nel 1945 per iniziativa di Stefano Canzio e Giulio Trevisani ed inizialmente edito dalla sezione stampa e propaganda del Pci. Presente in tutte le case del popolo e diffuso soprattutto tra i tesserati comunisti, ''Il Calendario del Popolo'' tocco' punte anche di 100.000 copie negli anni Cinquanta, contribuendo alla formazione politica e culturale di milioni di militanti. Nelle prossime settimane uscira' il numero 750 del ''Calendario'' preparato come di consueto direttamente da Nicola Teti.

Sempre fedele alla sua giovanile militanza comunista, Nicola Teti amava presentare la sua casa editrice milanese all'insegna dello slogan ''Il coraggio della coerenza''. Era anche l'editore della rivista ''Marxismo oggi''. Nato il 9 marzo 1929 a Polia, in provincia di Vibo Valentia, Nicola Teti e' stato un vulcanico editore comunista, particolarmente orgoglioso di aver dato vita alla monumentale opera in 25 volumi di taglio marxista e materialista ''La Storia della Societa' italiana'', che negli anni Ottanta si avvalse della migliore storiografia di quegli anni (l'opera fu diretta da Giovanni Cherubini, Franco Della Peruta, Ettore Lepore, Giorgio Mori, Mario Mazza, Giuliano Procacci, Rosario Villari).

Altro orgoglio di Teti era stata la pubblicazione in Italia dei tredici volumi della ''Storia Universale'' dell'Accademia delle Scienze dell'Urss, che lui aveva fatto adattare per il nostro Paese dallo storico Franco Della Peruta.

martedì 9 febbraio 2010

Umbria: dopo le Primarie, il Programma


COMUNICATO STAMPA

Dopo le “primarie”, il programma

Dopo la vittoria di Catiuscia Marini alle “primarie” del PD, Sinistra Ecologia Libertà chiede alla candidata alla Presidenza della Giunta Regionale di avviare al più presto gli incontri per costruire una coalizione che batta la destra e sia ispirata da un profilo profondamente riformatore.

SEL aveva valutato queste primarie più come uno strumento per risolvere le problematiche interne al PD che una manifestazione di buona politica e di partecipazione popolare e aveva indicato, come preferibili a queste, primarie aperte a tutta la coalizione.

Ora che finalmente c’è il nome individuato dal PD, è indispensabile che le forze politiche si affidino al senso di responsabilità e definiscano urgentemente un programma condiviso che affronti le reali necessità dei cittadini umbri.

Sinistra Ecologia e Libertà porrà sul tavolo della coalizione argomentazioni programmatiche chiare: l’individuazione di ricette innovatrici che aiutino ad uscire dalla crisi economica; la lotta alla precarietà con strumenti concreti di assistenza al reddito; la difesa dei beni comuni (salute, istruzione, acqua, giustizia); l’avvio di un percorso riformatore dell’intero assetto istituzionale regionale; la ricerca di energie alternative e rinnovabili, con il conseguente divieto all’ubicazione di centrali nucleari e depositi di scorie.

Auguriamo, pertanto, a Catiuscia Marini un proficuo lavoro per rendere l’Umbria una Regione ancora migliore.


Perugia, 9/2/2010


Il Portavoce Regionale
(Luigi Bori)

mercoledì 3 febbraio 2010

Fiat e disoccupazione, la crisi continua


Con gli operai FIAT

Lo scorso 23 maggio, mentre Marchionne era impegnato nel chiudere trattative in giro per il mondo, avevo denunciato come il piano aziendale della FIAT prevedesse un taglio di 10mila persone. Avevo denunciato come il governo italiano si fosse limitato ad attendere la chiusura delle trattative con Chrysler e Opel prima di vedere le carte del piano FIAT. Avevo denunciato come in un periodo di crisi, le ristrutturazioni aziendali, se devono avvenire anche grazie al contributo pubblico, devono essere a bilancio zero per i licenziamenti.
E oggi, purtroppo, quell’allarme lanciato quasi un anno fa trova la sua collocazione malvagia nelle carte di Marchionne che vogliono la chiusura di Termini Imerese, mentre la produzione continua a ritmi incalzanti in Polonia, Brasile.
Dietro la frase “Capacità produttiva in eccesso” ci sono famiglie, vite che saranno spazzate via dal mondo produttivo, e non solo. Ed è per questo che oggi gli operai FIAT sono in sciopero. Ed è per questo che vanno supportati.
Mi auguro che il governo italiano faccia quello che in questi mesi non ha osato fare: chiedere conto alla FIAT e a Marchionne di quanto è stato loro dato in questi anni dall’Italia e bloccare quindi i licenziamenti, rilanciando piuttosto la produzione e puntando sulla ricerca e l’innovazione.

Nichi Vendola

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Disoccupazione a due cifre.Che fare? di Betty Leone
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lunedì 1 febbraio 2010

Offese razziste a due ragazzi il presidente ritira la squadra

Articolo apparso sul sito di "Repubblica", riguardante i fatti della partita Casteltodino - Bosico.
Pubblichiamo anche la dichiarazione del Sindaco Di Girolamo


Offese razziste a due ragazzi il presidente ritira la squadra

In una partita del campionato di seconda categoria a Terni pubblico e avversari offendono due giocatori di origine nigeriana: l'arbitro non interviene e a dieci minuti dalla fine la squadra del Casteltodino esce dal campo
di MASSIMO NORRITO


Offese razziste a due ragazzi il presidente ritira la squadra
Questa volta non si parla della curva della grande squadra, del grande stadio e del grande campione. Questa volta si parla di un campetto di periferia, di un campionato di seconda categoria e di giocatori dilettanti.
Ma l'episodio di razzismo è altrettanto odioso e sconcertante. Insulti, e il solito, tristissimo, "sporco negro" nei confronti di un ragazzo di diciannove anni, italianissimo, ma di colore.
Insomma, una storia che somiglia tantissimo a quelle che ogni domenica accompagnano le partite di Balotelli nell'Inter. Per una volta però la partita è stata sospesa. Non dall'arbitro ma i dirigenti della squadra del ragazzo di origine nigeriana che hanno deciso di dire basta e, visto che nessuno interveniva, sono tornati negli spogliatoi quando mancavano dieci minuti alla fine.
Tutto accade a Terni. Campionato di seconda categoria. Girone E. Si affrontano il Bosico e il Casteltodino. Nel Casteltodino giocano due fratelli di colore di 25 e 19 anni, Emeka e Narciso Egwu. Due ragazzi che vivono da sempre a Casteltodino, che sono amati e rispettati dai 1300 abitanti del paesino in provincia di Terni. Due ragazzi sensibili che hanno perso anche il padre che dalla Nigeria era emigrato in Italia. Partita tranquillissima sino a quando, dopo un normale contrasto di gioco, un giocatore del Bosico di 37 anni si rivolge al diciannovenne del Casteltodino chiamandolo sporco negro.
L'episodio avviene nell'indifferenza di tutti. Del pubblico, dei dirigenti avversari, degli altri giocatori, dello stesso arbitro che dice di non aver sentito nulla. Indifferenza alla quale dicono no i diligenti del Casteltodino che a quel punto decidono di ritirare la squadra e abbandonare il campo.

"E' l'unico modo per farci sentire e per denunciare quanto accaduto - dice Maurizio Venturi presidente del Casteltodino - Siamo stanchi. Danno tutti addosso a questi ragazzi che sono più italiani di quelli che li insultano. Siamo stanchi. Su dieci partite sono già quattro volte che capitano di queste cose".
In effetti è vero. Non è la prima volta che i due ragazzi di colore del Casteltodino sono nel mirino dei razzisti. La cosa più clamorosa che in uno di questi casi, secondo il racconto del presidente Venturi, a dare dello sporco nero a uno dei suoi giocatori sarebbe stato addirittura l'arbitro.
"So bene che la nostra denuncia porterà adesso a una indagine federale - dice Venturi - ma siamo sereni e soprattutto siamo sicuri di agire nel bene. Non c'interessa che la partita venga rigiocata o che venga cambiato il risultato del campo (il Casteltodino perdeva 1 a 0). Vogliamo solo che la gente sappia che certi episodi non capitano solo ai grandi campioni e che c'è un ragazzo di diciannove anni che non vuole più giocare a calcio perché in campo gli gridano sporco negro".
(31 gennaio 2010) - da www.repubblica.it

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Frasi razziste in campo, Di Girolamo: "Estranee alla cultura della nostra città"

In merito all'episodio riportato dagli organi di informazione avvenuto in occasione di un incontro di calcio a Terni, durante il quale un atleta ospite è stato oggetto di insulti razzisti, il Sindaco Leopoldo Di Girolamo ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’episodio di razzismo denunciato dalla dirigenza della squadra di calcio di Casteltodino, che ha deciso per questo motivo di ritirare la propria formazione dalla partita in corso in un campionato dilettantistico, è totalmente estraneo e antitetico rispetto alla cultura e alla pratica civile della nostra città e non può che suscitare sdegno e riprovazione da parte della stragrande maggioranza dei cittadini ternani, i sentimenti dei quali sono certissimo di interpretare.

Si tratta di episodi isolati - ma non per questo meno deprecabili - che contrastano inoltre con l’orientamento consolidato di società dilettantistiche ternane che da sempre mettono al centro della loro importante attività il carattere educativo e formativo della pratica sportiva, specialmente nei confronti dei minori e dei ragazzi.

Terni ha una lunga e radicata tradizione di accoglienza e di tolleranza, testimoniata e confermata fin dalla sua nascita come moderna città industriale, avvenuta oltre un secolo fa nel segno di una fortissima immigrazione interna e di una integrazione virtuosa di gente venuta da ogni parte d’Italia e che ne ha costruito lo sviluppo e la ricchezza materiale e civile.

In questi ultimi anni, a fronte di tassi di immigrazione tra i più alti d’Italia, analoghi a quelli registrati nel nord-est dell’Italia, in Emilia Romagna e nelle grandi città, il processo di integrazione degli stranieri a Terni si è realizzato senza tensioni sociali significative, attraverso la presenza di una rete vastissima di associazionismo e di volontariato, con il protagonismo delle stesse comunità dei nuovi cittadini immigrati, con il supporto di una trama di servizi avanzati messa a disposizione, sostenuta e rafforzata dalle Istituzioni pubbliche.

Terni è la città dell’Umbria, lo ha rilevato nei giorni scorsi il primo rapporto regionale sull’immigrazione, che ha in corso il maggior numero di progetti dedicati alla corretta integrazione, è quella che più contribuisce con risorse proprie alla realizzazione di questi progetti, che si avvale della collaborazione attiva di diverse associazioni di immigrati per l’orientamento, la formazione culturale e scolastica, l’integrazione sociale, l’assistenza. L’Umbria è inoltre tra le regioni italiane nelle quali la clandestinità è più contenuta, e Terni mantiene livelli di sicurezza tra i più elevati d’Italia.

In queste settimane, attraverso decine di iniziative, celebriamo a Terni San Valentino, Patrono della città e Santo dell’amore: il messaggio che abbiamo voluto mettere al centro degli “Eventi Valentiniani” è quello dell’amicizia, della tolleranza, del rispetto delle diversità, dell’ascolto e del dialogo. Sono valori nei quali la nostra comunità si riconosce pienamente, respingendo, rifiutando e isolando qualsiasi manifestazione di intolleranza, di xenofobia e di razzismo.

I ternani sono, per chi ha avuto modo di conoscerli, per cultura, storia e inclinazione fortemente ospitali ed accoglienti: anche per questo esprimo la più totale e sentita solidarietà mia, di tutta l’Amministrazione comunale e della città di Terni alla comunità di Casteltodino, ai dirigenti della società di calcio e in modo particolare ai ragazzi vittime degli insulti razzisti.”