lunedì 5 ottobre 2026

 


FISCO, LISTANTI (SI TERNI): “CON LA PROPOSTA AVS MENO TASSE SU LAVORATORI E FAMIGLIE. LE GRANDI RICCHEZZE PAGHINO DI PIÙ”

CON AVS IL FISCO CAMBIA IL SEGNO

Emiliano Listanti
Segretario Provinciale Sinistra Italiana Terni

La riforma prevede una nuova IRPEF fortemente progressiva che ridurrebbe le tasse per 41,5 milioni di contribuenti, il 98% del totale . Per chi guadagna tra 20 e 40 mila euro l’anno il taglio medio sarebbe del 29%, pari a circa 1.200 euro all’anno .

«Per un lavoratore, un’infermiera, un insegnante, un operaio o un pensionato 1.200 euro in più all’anno fanno la differenza. Non è propaganda: significa recuperare potere d’acquisto e lasciare più risorse nelle tasche di chi vive del proprio lavoro».

La riforma costa 22 miliardi e non prevede nuovo debito: circa 15 miliardi arriverebbero da una patrimoniale progressiva sulle ricchezze nette superiori a 5,4 milioni di euro , mentre 7 miliardi sarebbero recuperati attraverso la lotta all’evasione fiscale.

«La destra prova da sempre a terrorizzare il ceto medio evocando la patrimoniale. Ma mentre agita lo spettro di nuove tasse, sotto il Governo Meloni la pressione fiscale è aumentata: dal 41,7% del PIL del 2022 al 42,9% del 2025. Più di un punto percentuale in più. Questa è la realtà dei numeri.

E sulla nostra proposta i numeri sono altrettanto chiari: la patrimoniale riguarderebbe soltanto lo 0,1% più ricco del Paese . Il 99,9% degli italiani non pagherebbe quella tassa. Al contrario, avrebbe meno IRPEF».

Non è estremismo. È giustizia fiscale: chi ha meno deve pagare meno, chi possiede milioni può e deve contribuire di più.

Per Listanti il punto è politico: «In questi anni si sono moltiplicati condoni, privilegi e scorciatoie per chi può permetterseli, mentre lavoratori e pensionati continuano a pagare tutto fino all’ultimo euro. Noi vogliamo rovesciare questa logica».

«Chi vive del proprio lavoro deve pagare meno. Chi possiede patrimoni da milioni di euro può contribuire di più. Chi evade deve essere perseguito, non premiato con l’ennesimo condono. È una scelta di giustizia sociale, ma anche una scelta di modello di Paese».

«Anche dal nostro territorio vogliamo sostenere con forza questa battaglia: spostare il peso fiscale dal lavoro alle grandi ricchezze e alle rendite significa restituire reddito a milioni di persone che fino a oggi hanno sostenuto il peso maggiore del sistema.

La domanda, alla fine, è molto semplice: vogliamo continuare a proteggere lo 0,1% più ricco o vogliamo ridurre le tasse al 98% dei contribuenti? Noi abbiamo scelto.

Meno tasse, più stipendio. Con AVS il fisco cambia segno .»


giovedì 3 settembre 2026

E' morto Fabio Mussi

 
Fabio Mussi se n'è andato. 

Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava. 

Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che ‘sezionavano’ letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola. Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno. 

Fabio Mussi era nato a Piombino nel 1948 da una famiglia di operai. Iscritto al PCI dal 1965 entrò giovanissimo nel Comitato Centrale. Quando molti anni dopo i DS si sciolsero per dar vita al PD lui scelse un’altra strada annunciando la sua decisione con quel ‘io mi fermo qui’ che dà la misura di uomo mai settario ma allo stesso tempo rigoroso e schietto. 

Nel mezzo cinque legislature in Parlamento, moltissimi incarichi e poi Ministro dell’Università e della ricerca nel secondo Governo Prodi. Poi la fondazione di Sinistra Democratica e qualche anno dopo, quella di SEL con chi come me aveva lasciato Rifondazione Comunista. 

È lì che l’ho conosciuto personalmente. Mio padre che lo aveva conosciuto molti anni prima all’università di Pisa me lo descriveva come quello che infiammava le assemblee per la sua retorica brillante e potente. Una retorica che non ha mai perso nonostante la fatica del corpo che si è misurata con i postumi di un doppio trapianto di reni che subì nel 2008. A lui affidammo la redazione delle tesi e la relazione introduttiva del congresso fondativo di Sinistra Italiana nel 2017. 

Il titolo ‘C’è Alternativa’ esprime bene la tenacia della sua ricerca. La Politica per cambiare e trasformare il mondo. Un’ambizione mai personale ma sempre collettiva contro la rassegnazione. 

Aprendo quella relazione Fabio ci disse più o meno così: ‘Compagne e compagni, qui si ritrovano uomini e donne che in questi anni hanno mantenuto fermo un punto: uno sguardo di sinistra sull’Italia e sul Mondo’. 

Caro Fabio, questa promessa posso fartela. Quel punto continueremo a tenerlo fermo. A te devo e dobbiamo moltissimo. 

Mi mancherai. Mi mancheranno le tue telefonate, mi mancherà la tua voce e la tranquillità che mi dava parlare con te per chiederti un consiglio o una opinione nei momenti complicati. 

Un grande abbraccio alla moglie Luana e alle figlie Valentina e Gaia.

Ciao Fabio, e grazie. 

Nicola Fratoianni

lunedì 23 marzo 2026