Ancora una volta, come sempre, con il cuore e la mente ai soldati sovietici che aprono i cancelli di Auschwitz, riconsegnando all'Europa umanità e speranza. Siamo tutti ebrei, ieri come oggi. In un'Europa nella quale riemerge e torna a uccidere il cancro dell'antisemitismo. Siamo tutti rom, sinti, omosessuali, comunisti. Irriducibili all'orrore e all'odio che soltanto la norma, l'ordine, la disciplina possono concepire e mettere in pratica. In un'Europa che vede crescere ovunque le destre radicali, noi tutti abbiamo una grande responsabilità. Chi è sopravvissuto ai campi di concentramento e di sterminio aveva in mente, forse, un'Europa e un mondo migliori di questi.

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