lunedì 9 dicembre 2013

Primarie PD: i primi commenti di Marco Furfaro e Fulvia Bandoli

I Commenti che seguono sono stati presi da FaceBook. 
Anche a Marmore vince Renzi. Questo il risultato del seggio marmorese:
VOTANTI: 189   RENZI: 88 CUPERLO: 79 CIVATI: 19   BIANCHE: 3

"No, non sono andato a votare. Per un semplice motivo, che non è perché sono iscritto e faccio parte della segreteria nazionale di SEL. Ma perché non ho niente a che fare con un partito che governa con Alfano e Formigoni, e non solo. Penso che il compito nostro sia far decollare una volta per tutte SEL, perché abbiamo sulle spalle il destino della sinistra in questo Paese. E' una responsabilità grande ma bellissima. Abbiamo, stiamo facendo dei congressi... utilizziamo questo momento per rilanciare il nostro progetto, per innovarlo, rigenerarlo, per far entrare aria buona e per mettere al centro l'innovazione, ma di sinistra, non quella guarda a destra. Che significa ripartire da un modello di società cambiato, che investa sulle persone, sui singoli e sulle comunità, che si batta per i diritti e per il lavoro quanto per il reddito, che faccia i conti con venti anni di travaglismo e anche con quelli che rincorrevano Di Pietro spacciandolo per sinistra e ora si lamentano dei danni fatti da questa cultura. Una sinistra che capisca che Berlusconi e Grillo, che il berlusconismo e il grillismo, non si battono dicendogli quanto "sono brutti e cattivi" ma dando risposte alla crisi, empatizzando il dolore e il disagio che vivono milioni di persone. Tornando a fare politica, ritessendo ago e filo con cura, di noi e di quello che sta fuori. Ieri è andato a votare gran parte del popolo del centrosinistra, io non voglio far finta di non vederlo. Ma so anche che altrettanti non sono andati a votare e che anche molti di quelli che lo hanno fatto vorrebbero qualcosa di più da quello che offre il quadro. E' il momento di rilanciare la sfida di SEL, che è quella della sinistra, non solo del nostro partito (che ha il compito di guidare la sfida). La partecipazione certamente non si misura con le primarie, ma secondo me il dato che ne viene fuori è una voglia di protagonismo che parla anche a noi e ai nostri luoghi chiusi, non solo all'esterno ma spesso agli stessi iscritti. Anche per questo penso che dovremmo mettere in campo e prevedere strumenti innovativi, come per esempio la cosiddetta democrazia deliberante, magari allargando la partecipazione degli iscritti alle associazioni, ai movimenti, ai comitati di quartiere, sulle grandi questioni che riguardano il futuro della sinistra. Scusa la banalità, ma penso che oggi più che mai abbiamo il dovere di rilanciare SEL per farne l'epicentro della sinistra italiana e dar modo a tanti e tante che si sentono esclusi da questo processo di partecipare. Liberiamo energie, troviamo modi innovativi, pensiamoli insieme. Ne abbiamo bisogno. Io non mi arrendo al fatto che sia Matteo Renzi a rappresentare la sinistra. Non mi adeguo. SEL era nata per ricostruire la sinistra, il campo largo, il centrosinistra, riaprire la partita. Questa sfida va rilanciata e con forza."

Marco Furfaro (Sinistra Ecologia Libertà)

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NON E' DETTO che 10,100,1000 PRIMARIE siano la strada giusta....

In Italia con il termine di primarie oramai si definiscono un innumerevole tipo di votazioni,il voto per un segretario, la scelta di un parlamentare in un collegio, la scelta di un premier, anche quella per un segretario di circolo o di federazione...ci sentissero gli inventori delle primarie sbiancherebbero...ma l Italia e' cosi, copiona e spesso pasticciona. Utili tutti i voti dei cittadini o le consultazioni come le chiamerei io invece di chiamarle Primarie,ma non tutti i voti hanno la stessa valenza o la stessa importanza.
Mio nonno era un comunista con qualche venatura anarchica, una persona che ho amato moltissimo e dal quale ho imparato a vivere. Il giorno delle elezioni si alzava prima, si vestiva elegante ( come si poteva essere eleganti in una famiglia di braccianti romagnoli), si metteva il nastro nero (quello che gli anarchici portavano al posto della cravatta) e si buttava sulle spalle la pesante mantella di panno se era inverno. Diceva che voleva essere il primo a votare, che poi non si sa mai cosa può succedere nella vita. Mio nonno non avrebbe mai fatto tardi al voto in tutta la sua vita. Nell’anno delle prime elezioni libere in Sud Africa ( l’anno dopo la liberazione di Nelson Mandela) ho avuto il privilegio di fare l’osservatrice dell’Onu e di partecipare a quel grande evento che durò più di una settimana, con milioni di persone che votarono per la prima volta e che per farlo fecero file interminabili.

In un villaggio sperduto una vecchia contadina arrivò a piedi al seggio la sera prima ( veniva da parecchio lontano) con un cesto sulla testa con le cose che le potevano servire per la notte e qualcosa da mangiare. La mattina si mise in fila e finalmente dopo sette ore riuscì a votare. Io ebbi l’onore di accompagnarla dentro la cabina perchè era analfabeta e noi osservatori in modo imparziale dovevamo spiegare le modalità di voto. Le chiesi se sapeva per chi votare e lei mi disse che lo sapeva. Le chiesi di dirmi il nome e di indicarmi sulla scheda la foto ( c’erano le foto dei candidati presidenti proprio per chi non sapeva leggere) e lei sussurando mi disse il nome di Mandela e lo indicò sulla scheda. Io a quel punto, essendo chiara la volontà dell’elettrice, votai per lei con una croce sul simbolo vicino alla foto. Quello che diedi per lei e poi per alcune altre decine di contadini e contadine furono i migliori voti della mia vita .Poi le consegnai la scheda piegata e lei, con una fierezza che non so descrivere e le lacrime agli occhi, depositò il suo voto nell’urna. Poi uscimmo.
Siccome era tra le più anziane donne ad aver votato e in tanti l’avevano vista arrrivare, bivaccare la notte e fare quella lunga fila, una televisione americana la volle intervistare. Le chiesero come mai avesse fatto un viaggio così lungo e tante ore di fila così anziana com’era…e lei semplicemente rispose ” sono settant’anni che aspetto di votare, cosa volete che siano un giorno di cammino e sette ore di fila al confronto? Oggi ho votato per la mia liberta' e per quella del sudafrica."

Fulvia Bandoli (SEL)

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