lunedì 30 novembre 2009

Il Comune di Narni si doterà del Testamento Biologico


dopo il registro per le coppie di fatto, il Comune di Narni approva la Proposta per il Testamento Biologico
Narni - Proposta Testamento Biologico
Premesso che
* Per testamento biologico si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. E' conosciuto anche come "Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari". La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari stessi.
* Il testamento biologico (con la denominazione di "Living will") è stato introdotto per legge negli Stati Uniti nel 1991. Una delle principali affermazioni della legge americana è quella relativa alla idratazione ed alla alimentazione artificiali, che sono considerate a tutti gli effetti come terapie ed in quanto tali possono essere rifiutate attraverso il testamento biologico. Lo stesso principio è seguito nelle leggi esistenti negli altri paesi occidentali ed è stato costantemente ribadito nelle sentenze sull'argomento, oltre che nella valutazione dei più illustri scienziati che hanno studiato il tema delle scelte di fine vita. Da allora, la maggior parte dei paesi occidentali ha legiferato in materia. Dove non esiste ancora una legge specifica, vi è però una giurisprudenza costante che riconosce valore ai testamenti biologici. In Italia, l'articolo 32 della Costituzione stabilisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" e che "la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Questa norma costituzionale configura per tutti i cittadini quello che i giuristi definiscono un "diritto perfetto", che cioè non ha bisogno di leggi applicative per essere esercitato. Parimenti, l'art 13 della Costituzione afferma che "la libertà personale è inviolabile", rafforzando il riconoscimento alla libertà ed indipendenza dell'individuo nelle scelte personali che lo riguardano. Tuttavia, il problema si pone - come dimostrato dalla drammatica vicenda di Eluana Englaro - nei casi in cui per diverse ragioni il malato perda la capacità di esprimere la propria volontà di rifiutare determinate terapie. Per questo motivo è necessario approvare una legge che stabilisca in modo chiaro le modalità di redazione e di registrazione del testamento biologico e di nomina del fiduciario, così che ciascuno possa dichiarare, ora per allora, la propria volontà circa le terapie da accettare o rifiutare in situazioni come quella descritta, vincolando i medici ad attenersi alla volontà così espressa.



Considerato che:

- la carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all'atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all'integrità della persona ( titolo 1, Dignità, art 3 Diritto all'integrità personale);

- la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo Italiano ai sensi della Legge n° 145 28 marzo 2001, sancisce all'art. 9 che " i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione";



Preso atto che:

il nuovo codice di Deontologia medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri, dopo aver precisato all'art. 16 che " il medico deve astenersi dall'ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato…", all'art 35 sancisce che " il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l'acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente… In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti …curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona." Inoltre all'art 38 si afferma che " il medico deve attenersi,… alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi…Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato."



Valutato altresì che:

il Comitato Nazionale di Bioetica, si è espresso in data 18 dicembre 2003, precisando che " … appare non più rinviabile una approfondita riflessione, non solo bioetica, ma anche biogiuridica, sulle dichiarazioni anticipate… che dia piena e coerente attuazione allo spirito della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina…". Inoltre il CNB specifica che " le direttive anticipate potranno essere scritte su un foglio firmato dall'interessato, e i medici dovranno non solo tenerne conto, ma dovranno anche giustificare per iscritto le azioni che violeranno tale volontà".


Considerato che

in questo scenario, l'Ente Comune è nella possibilità giuridica ed amministrativa di farsi promotore di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario.



Tutto ciò premesso,

Il CONSIGLIO COMUNALE impegna la GIUNTA COMUNALE :

1. a predisporre un modulo che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica, nel quale ogni cittadino interessato possa esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione;

2. ad istituire un registro telematico che raccolga le dichiarazioni e a definirne il regolamento d'accesso;

3. a trasmettere periodicamente le dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati per legge alla pubblicizzazione, nelle more della entrata in vigore di una normativa nazionale che regolamenti la materia, in particolare:

* Al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,affinché la dichiarazione venga inserita nella tessera sanitaria personale del dichiarante.
* All' ARSAN e all'Assessorato Regionale alla Sanità della Regione, affinché provveda ad istituire un registro provvisorio regionale, nelle more dell'entrata in vigore di una legislazione nazionale in materia.
* Alla ASL competente per territorio, affinché anch'essa istituisca un registro provvisorio , nelle more dell'entrata in vigore delle leggi regionali e nazionali che regoleranno la materia.
* Al medico di famiglia della persona che ha sottoscritto la Dichiarazione anticipata di volontà, affinché ne tenga debito conto in ogni momento del percorso medico-assistenziale della persona che ha espresso la volontà.

Si delega il Segretario Comunale a trasmettere la Delibera al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, al Comitato Nazionale di Bioetica, alla Regione, alla Provincia, all'ASL competente per territorio.


Alfonso Morelli – Movimento per la Sinistra

Federico Novelli – Partito Socialista

Roberto Scorzoni – Partito dei Comunisti Italiani

Cimitero di Piediluco

Tra le risposte fornite dagli assessori comunali stamattina durante il question time a Palazzo Spada, da segnalare quella dell’assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci sull’ampliamento del cimitero di Piediluco. Ricci ha detto che, rispetto al progetto iniziale la cui esecuzione era stata rimandata più volte, la previsione di spesa sarebbe ora di 400.000 euro per la realizzazione di 120 nuovi posti. “Tuttavia, avendo valutato anche la quantità delle richieste si procederà per stralci e si andrà alla realizzazione dei primi 69 posti salma entro il 2010”.

dal sito del Comune

Difendiamo la Puglia migliore!


Ci auguriamo che nel Pd prevalga il buon senso. Pretendere di andare al voto in Puglia con un candidato diverso da quello naturale senza nemmeno passare dalle primarie, sarebbe un gesto di arroganza intollerabile. Che porterebbe SL a rivedere in tutte le regioni l’opportunità di un’alleanza elettorale con il Pd.Lo afferma Claudio Fava del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.
Il bilancio di questi cinque anni – prosegue Fava – indica Vendola come uno dei migliori presidenti di regione.
Se Bersani – conclude l’esponente di SL – non vuole sostenere la sua candidatura spieghi perché e sottoponga il suo candidato al legittimo confronto con le primarie.
Ogni altra proposta sarebbe irricevibile.
Lo rende noto l’ufficio stampa di Sinistra Ecologia Libertà.


"La Repubblica" - intervista a Vendola
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Sinistra e Libertà incontra i lavoratori dell' ISPRA




il comunicato e il video dell'incontro

il Blog dei precari ISPRA
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sabato 28 novembre 2009

NO BERLUSCONI DAY



ANCHE IN SPAGNA IL NO BERLUSCONI DAY!
Il 5 dicembre, giorno in cui a Roma e in molte altre città d’Italia e del mondo si svolgerà il NO BERLUSCONI DAY, si mobiliteranno anche gli italiani di Barcellona, Madrid, Siviglia per chiedere le dimissioni del capo del governo italiano, per manifesta incompatibilità morale e giudiziaria con la sua carica, perché si è appropriato della politica per fini personali, perché ha calpestato la Costituzione e la dignità di tanti italiani onesti!
La manifestazione di Barcellona, coordinata dalla associazione AltraItalia, avrá inoltre come obiettivo richiamare l’attenzione su:

1. la situazione degli Italiani all’estero, ignorati dall’informazione di regime e temuti dalla politica italiana
2. La recente “tangentopoli” spagnola e il rischio di ”italianizzazione” della politica locale
3. Il preoccupante sbarco di camorra e mafia in Catalogna e in Andalucía, come ha denunciato piú volte Roberto Saviano

L’appuntamento é per SABATO 5 DICEMBRE, a BARCELLONA, in PORTAL DE L’ÀNGEL, dalle 16 alle 20.
Musica, video, documenti e parole in libertà.

5-D: ¡Los Italianos en España dicen NO a Berlusconi!

El próximo 5 de diciembre, los italianos residentes en Barcelona, Madrid y Sevilla también pedirán la dimisión de SILVIO BERLUSCONI en un acto contemporáneo a la manifestación nacional que tendrá lugar en Roma y en muchas otras ciudades de Italia y de todo el mundo.
La manifestación, denominada NO BERLUSCONI DAY, es apartidista y nace de la espontánea organización a través de la Red de ciudadanos italianos, quienes reclaman la dimisión del jefe de gobierno italiano Silvio Berlusconi por la manifiesta incompatibilidad moral y judicial con su cargo de Primer Ministro, por haberse apoderado de la política con fines personales, por haber pisoteado la Constitución italiana y la dignidad de muchos ciudadanos italianos honrados.
La manifestación de Barcelona, coordinada por la asociación AltraItalia, tiene además como objetivo llamar la atención de italianos, españoles y catalanes sobre los siguientes aspectos:

1. El riesgo de “italianización” de la política española y catalana a raíz de los casos de corrupción que se han dado recientemente
2. La preocupante actividad de la Camorra y otras asociaciones mafiosas en Cataluña y otras comunidades autónomas, como ha denunciado en múltiples ocasiones el escritor Roberto Saviano.

La cita es el próximo SÁBADO 5 de DICIEMBRE en BARCELONA, en el PORTAL DE L’ÀNGEL, desde las 16:00 a las 20:00 horas.
Música, audiovisuales, documentos y palabras en libertad.

5-D: Els Italians de Barcelona diuen NO a Berlusconi!

El proper 5 de desembre els italians residents a Barcelona també demanaran la dimissió de SILVIO BERLUSCONI en un acte contemporani a la manifestació nacional que tindrà lloc a Roma i en moltes altres ciutats d’Itàlia i del món.
La manifestació, anomenada NO BERLUSCONI DAY, és apartidista i neix de l’espontània organització a través de la Xarxa dels ciutadans italians, els quals reclamen la dimissió del cap del govern italià per palesa incompatibilitat moral i judicial amb el seu càrrec de Primer Ministre, per haver-se apropiat de la política per a fins personals, per haver trepitjat la Constitució i la dignitat de molts ciutadans italians honrats!
La manifestació de Barcelona, coordinada per l’associació AltraItalia, a més a més té l’objectiu de cridar l’atenció d’italians i catalans sobre els següents aspectes:

1. El risc d’”italianització” de la política catalana i espanyola, tal i com es podria témer arran dels recents casos de corrupció
2. La preocupant activitat de la Camorra i d’altres organitzacions mafioses a Catalunya i a altres comunitats autònomes d’Espanya, tal i com ha denunciat en nombroses ocasions l’escriptor Roberto Saviano.

La cita és el proper DISSABTE 5 de DESEMBRE a BARCELONA, al PORTAL DE L’ÀNGEL, de les 16:00 a les 20:00 hores.
Música, audiovisuals, documents i paraules en llibertat.

Cattiva Politica


In merito agli intrighi del solito D'Alema sula ricandidatura di Vendola, pubblichiamo un intervento di Fulvia Bandoli e un'articolo apparso su "Gli Altri"

CATTIVA POLITICA
di Fulvi Bandoli

L’esperienza di governo che il centro sinistra ha tentato al Sud in questi anni ( negli ultimi dieci soprattutto) è quasi un buco nero.

In questo buio si distingue per capacità di governo su moltissime questioni solo l’esperienza pugliese che ha saputo legiferare e decidere su questioni importanti come il lavoro e le imprese, il sostegno alle famiglie, i giovani, le questioni ambientali e dell’acqua in particolare, la formazione professionale e molto altro ancora. Sulla sanità come dice Vendola ci sono stati problemi a mettere sotto controllo l’insieme di quel mondo ma nel complesso l’esperienza della Puglia è l’unica esperienza positiva di governo nel sud. Vogliamo parlare della Campania, della Calabria, dell’Abruzzo? Regioni imbarazzanti per la paralisi che hanno mostrato su questioni centrali e per l’incosistenza dimostrata in tutte le materie di competenza regionale.

Eppure il Pd ( D’Alema ma con lui anche altri che tacciono da troppi giorni, Bersani compreso) nulla dice sul disastro di queste regioni e discute della Puglia, di cambiare un presidente che ha ridato speranza ai pugliesi perché l’Udc non l’appoggerebbe. Invece di chiedere all’Udc e anche a Di Pietro come mai e per quali ragioni non appoggino l’unica esperienza positiva di governo al Sud si lancia come un sasso la candidatura di Emiliano ( appena eletto Sindaco di Bari) in totale dispregio delle istituzioni e dell’impegno che ogni eletto si prende con i suoi elettori.

Non può venire nulla di buono da una tale pratica politica, che fa scomparire il merito delle cose e mette al centro solo le tattiche e gli schieramenti. Ha ragione Vendola a pretendere le primarie, nel caso questo strappo del Pd andasse avanti, e credo che Bersani eletto da ben due primarie non avrà la faccia di negarle alla Puglia. Infine Sinistra e Libertà è una faticosa costruzione lo so bene, ma c’è . E Vendola non è solo il presidente della Puglia ma anche l esponente più riconosciuto di questa realtà.



Contrordine Compagni, parla Massimo - da "Gli Altri" 27nov

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giovedì 26 novembre 2009

svenduta l'ex Scuola di Piediluco

Per 640 mila Euro, il comune ha venduto l'edificio della Ex Scuola Elementare di Piediluco.
Come Gruppi della "Sinistra Unita" alla Circoscrizione "Velino" e al Comune, ci opponemmo, sia nella discussione sul bilancio 2008, sia su quella per il 2009, alla vendita dell'edificio, che, secondo noi, doveva essere risistemato per ospitare gli uffici pubblici presenti a Piediluco.

martedì 24 novembre 2009

ThyssenKrupp: Terni, impianti fermi per sciopero Fiom


Circa 200 lavoratori della ThyssenKrupp di Terni hanno dato vita oggi pomeriggio ad un presidio di protesta in occasione del assemblea annuale di Confindustria Terni, tenuta dentro il sito delle acciaierie, con la partecipazione del vice ministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso. Al meeting avrebbe dovuto partecipare anche la presidente dell'associazione industriale, Emma Marcegaglia, invece assente.

Gli impianti del sito industriale di viale Brin sono stati completamente fermati dallo sciopero indetto dalla Fiom Cgil, a sostegno della lotta dei lavoratori dello stabilimento ThyssenKrupp di Brescia, ove la multinazionale ha avviato la procedura di licenziamento per 55 lavoratori su 204.

I lavoratori in sciopero hanno presidiato il tendone dove si svolgeva l'iniziativa di Confindustria scandendo cori e lanciano banconote da 28 euro (a tanto ammonta l'aumento previsto dall'accordo separato) preparate per l'occasione dalla Fiom.

Fuori dalla fabbrica ternana ad attendere e sostenere i lavoratori in sciopero c'erano altri 500 lavoratori e cittadini che hanno presidiato la fabbrica per l'intero pomeriggio, con volantinaggi, stand musicali e gastronomia.

"Lo stabilimento fermo e una partecipazione di grande rilievo da parte dei lavoratori. Quella di oggi è un'ulteriore testimonianza di quanto le ragioni della Fiom siano condivise e appoggiate dai lavoratori", questo il commento del segretario generale della Fiom di Terni, Attilio Romanelli.

da www.rassegna.it
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Il buco nero della Ricerca Italiana


di Umberto Guidoni

“Dobbiamo insistere perché ci siano maggiori investimenti pubblici e privati nella ricerca”. Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato oggi sul tema della ricerca in Italia.

Un tema che vede uno scollamento stridente fra le condizioni materiali, in cui si svolge l’attività di ricerca, e la rappresentazione che ne da il Governo Berlusconi e la maggior parte della informazione, ormai a senso unico.

Nelle stesse ore in cui Napolitano lanciava l’accorato appello, un centinaio di lettere di licenziamento venivano recapitate a ricercatori e tecnici precari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio, ha preferito attenersi rigidamente alla burocrazia ministeriale piuttosto che battersi per la qualità delle ricerca, messa a repentaglio da questo massiccio esodo di cervelli e di esperienze.

Già, perché il paradosso è proprio in questa gioco delle parti, messo in scena dai ministri Gelmini e Brunetta. Pubblicamente si indignano perché l’Università e gli Enti di Ricerca non valorizzano il merito e la qualità; nel chiuso del palazzo mettono in campo decreti leggi e codicilli per affossare definitivamente la ricerca pubblica considerata uno spreco, una spesa improduttiva. E allora tagli indiscriminati all’Università, commissariamenti degli enti di ricerca, licenziamento dei ricercatori precari anche per quelle realtà, come l’INFN, che hanno una lunga tradizione di eccellenza in ambito internazionale. Un atteggiamento culturale ed ideologico, prima ancora che una proposta politica, che spiega, ad esempio, la completa assenza del governo all’inaugurazione dell’LHC a Ginevra, la più avanzata macchina per la fisica delle particelle, ormai in fase operativa anche grazie al significativo contributo degli scienziati italiani.

Quest’accanimento nei confronti della ricerca si ammanta spesso di parole roboanti: Brunetta pontifica sulla meritocrazia, sulla mobilità dei giovani ricercatori. Tutte cose che in astratto è difficile contestare, ma che poco hanno a che vedere con il paese reale.

Nel nostro Paese per molti anni, non ci sono stati concorsi: cinque anni della Moratti, uno e mezzo della Gelmini, con in mezzo la meteora Mussi. Alla fine di questi periodi ci sono ricercatori bravi e meritevoli che non hanno mai avuto l’opportunità di un concorso libero. Quando, per molti anni, non si bandiscono concorsi, fermare le stabilizzazioni e licenziare i precari può generare una catastrofe. Brunetta dovrebbe saperlo bene, perché è diventato professore associato con «la grande sanatoria» del 1981.

Oggi, la situazione è ben più tragica. Decenni di politiche episodiche e di riforme approssimative ci consegnano un panorama desolante: tra assegnisti, borsisti, co.co.co e collaboratori a progetto, oltre il 35% del personale impiegato è costituito da ricercatori precari.

Concordo, quindi, con le parole del Presidente Napolitano ma gli investimenti nella ricerca sono solo una parte, anche se importante, del problema. Il rilancio della ricerca italiana deve passare, necessariamente, per la valorizzazione del fattore umano, a cominciare proprio dai ricercatori precari, lavoratori qualificati che svolgono la loro attività professionale in un perenne stato di insicurezza.

Un ricercatore precario è una contraddizioni in termini ed una palese violazione dell’Art. 1 della Carta Europea dei Ricercatori: Gli Stati membri s’impegnino a compiere i passi necessari per assicurare ….. un ambiente di ricerca e una cultura di lavoro favorevoli, in cui gli individui e le équipe di ricerca siano considerati, incoraggiati e sostenuti, e beneficino del sostegno materiale e immateriale necessario per conseguire i loro obiettivi e svolgere i loro compiti. In tale contesto, si dovrebbe accordare particolare priorità all’organizzazione delle condizioni di lavoro e di formazione nella fase iniziale della carriera dei ricercatori, in quanto questa contribuisce alla scelte future e rafforza l’attrattiva delle carriere nel settore della R&S.

Battersi per l’applicazione integrale della Carta dei Ricercatori significa dare, ai nostri giovani, una prova tangibile che questo paese è pronto a scommettere su di loro.

Pubblicato su "Gli Altri"

BUCONERO.EU - il sito dei lavoratori precari INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
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Terni e Rieti più vicine anche per la promozione dei territori


Un progetto per mettere in rete Greccio, i santuari francescani, Cascata e Piediluco. Incontro tra sindaci e presidenti delle province

Il progetto di sviluppo turistico fra le Province e i Comuni di Terni e Rieti è stato al centro dell’incontro svoltosi venerdì scorso nella sede dell’amministrazione provinciale di Rieti e al quale hanno preso parte i presidenti Fabio Melilli della Provincia di Rieti e Feliciano Polli della Provincia di Terni, i sindaci di Rieti Giuseppe Emili e di Terni Leopoldo Di Girolamo insieme al direttore generale del Comune di Terni Aldo Tarquini. Nel corso dell’incontro si è discusso delle tematiche legate allo sviluppo turistico delle due aree confinanti anche in vista del completamento della Terni-Rieti che metterà sempre più in stretto collegamento le due province. Al centro dell’attenzione c’è stata soprattutto la realizzazione di un sistema di sviluppo turistico integrato che rafforzi l’asse Cascata-Velino e Parchi del Nera e del Velino potenziandone i punti di forza (la cascata, Piediluco, Greccio e i santuari francescani) per quel che attiene l’offerta turistico-culturale. Si è parlato quindi degli itinerari relativi al Cammino di Francesco, del collegamento della ciclovia della conca reatina con l’area ternana fino a Piediluco e del progetto di navigabilità del Velino di cui si era già discusso recentemente fra i quattro enti istituzionali e che vede già disponibili risorse della Regione Lazio. Al termine dell’incontro è emersa l’intenzione unanime di interessare altri enti per lo studio di un piano integrato di sviluppo con il coinvolgimento di soggetti privati e istituti di credito. A tale proposito sarà costituito un comitato con la presenza delle amministrazioni interessate. “Mettere in correlazione i territori limitrofi per sfruttarne sinergie comuni – ha detto il presidente Polli – significa impostare i principi di un nuovo sviluppo turistico coinvolgendo anche le aree limitrofe a quelle della provincia di Terni, nel rispetto e nell’attuazione del nostro programma di mandato. La collaborazione con le altre Province ne è un esempio concreto e positivo”. “Sfruttare le potenzialità dell’area interprovinciale – ha osservato invece il sindaco di Girolamo – rappresenta per Terni un’importante opportunità per la valorizzazione territoriale del comune”.

da www.comune.terni.it

lunedì 23 novembre 2009

Adesso dipende solo da noi


di Claudio Fava

Duole che il Partito socialista abbia deciso di abbandonare (temporaneamente, speriamo) il progetto di Sinistra, Ecologia e Libertà e di andare con il proprio simbolo e con proprie liste alle regionali di marzo. Duole e c’interroga tutti: ma non sarà una ragione per mettere da parte il progetto nel quale siamo tutti impegnati. Per un motivo elementare: quel progetto non è più solo nostro, appartiene a un milione di donne e uomini che ci hanno votato alle europee, alle migliaia di amici che ci hanno offerto la loro adesione, alle compagne e ai compagni che hanno aperto in questi mesi circoli di Sinistra, Ecologia e Libertà in tutto il paese. Dico di più, questo progetto appartiene all’Italia, a un paese orfano di buona politica, all’urgenza di rimettere in campo una nuova sinistra italiana.
Certo, ai soci fondatori, ai partiti e alle forze politiche che hanno promosso Sinistra e Libertà appartiene – nelle forme di un rogito notarile – la disponibilità di un simbolo. Ma qui non di simboli si parla bensì di un’idea, di un progetto che potrà darsi forme e segni diversi ma che resta la ragione civile e culturale della nostra sfida. Dispiace che i socialisti abbiano scelto un’altra strada, e che il nuovo gruppo dirigente dei Verdi sia impegnato a ricostruire il perimetro della propria identità. Dispiace, ma qui è d’altro che parliamo. E sarebbe ingenuo confondere lo spirito di una missione politica con i segni grafici che lo raccontano.
Il progetto di Sinistra, Ecologia e Libertà non solo non è morto, come annunciano talune prefiche, ma ha in sé ancor più ragioni e urgenza per guardare avanti. L’unica cosa che è nella nostra disponibilità è dichiararci inadeguati a questo progetto. Farci da parte. Aspettare che altri raccolgano questa sfida. Ma nessuno, ripeto: nessuno ha il diritto di ammainare una bandiera che appartiene ormai alla coscienza del paese e alla militanza di migliaia di donne e uomini che, sotto questa bandiera, hanno ritrovato le ragioni della propria passione politica.
Per quanto mi riguarda, per quanto riguarda le compagne e i compagni di Sinistra Democratica, noi andiamo avanti. Senza scorciatoie politiciste. Senza puntare all’invenzione di piccoli partiti di testimonianza. Senza cercare rifugio in una sinistra residuale, antagonista, minima. Andiamo avanti per rilanciare il progetto originario e per fare dell’assemblea nazionale del 19 e del 20 dicembre anzitutto un’occasione per produrre democrazia, partecipazione e politica. Sarà quello il momento per offrire al paese il nostro punto di vista e la nostra proposta. Se riusciremo a ricondurre Sinistra, Ecologia e Libertà sul terreno della politica, come stiamo facendo in questi giorni (l’adesione – con nostri contenuti . alla manifestazione del 5 dicembre, la collaborazione avviata con il Forum dell’acqua, il sostegno alla vertenza della Cgil università per l’11 dicembre…), non ci sarà defezione che potrà togliere forza a questo percorso. Se poi qualcuno vorrà fermarsi o tornare indietro, se preferirà cercare facili approdi in altri porti, lo faccia. Ma sarà una scelta sua, e basta. Perché Sinistra, Ecologia e Libertà va avanti.

sabato 21 novembre 2009

Giorgio Amendola - Una scelta di vita


"Appello di Amendola ancora attuale"

"Ancora attuale appare l'appello di Giorgio Amendola all'unità di tutte le forze politiche e sociali, nell'impegno a combattere i nemici della democrazia come il terrorismo, e ad affrontare i maggiori problemi di consolidamento del sistema democratico". E' il testo del messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente della Fondazione Giorgio Amendola nel centenario della nascita dell'esponente del Pci.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al dottor Prospero Cerabona, presidente della Fondazione Giorgio Amendola, un messaggio in cui esprime vivo apprezzamento per le iniziative di commemorazione del centenario della nascita di Giorgio Amendola, che giungono oggi alla giornata conclusiva con l'inaugurazione del busto che lo ritrae. Messaggio in cui il Presidente sottolinea l'appassionata tensione di Amendola per l'interesse generale del Paese e l'attualita' ancora oggi del suo appello a tutte le forze politiche per consolidare il sistema democratico.

"Giorgio Amendola, di cui ricordo la forte influenza sulla mia formazione politica e lo stretto legame umano che ci uni' -scrive Napolitano-, e' stato un fiero antifascista, nel solco dell'esempio paterno, e un appassionato militante del Partito Comunista Italiano. La sua passione politica non ha tuttavia mai oscurato la sua visione dell'interesse generale del paese. Con tale visione nazionale e' strettamente connessa la concezione amendoliana del riformismo della sinistra, il cui compito storico egli vedeva nell'avviare a soluzione i problemi irrisolti dello sviluppo economico e del progresso sociale e civile dell'Italia unita. Ancora attuale appare il suo appello all'unita' di tutte le forze politiche e sociali, nell'impegno a combattere i nemici della democrazia come il terrorismo, e ad affrontare i maggiori problemi di consolidamento del sistema democratico".

Amendola su Wikipedia
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venerdì 20 novembre 2009

Vendola si ricandida alla Regione Puglia


Il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, ha sciolto poco fa qualsiasi riserva e ha ufficializzato la propria candidatura alle prossime regionali. ”Mi candido – ha detto – per conto del Pdl, popolo della legalita’, del Pdp, popolo della precarietà, e del Pdb, Popolo dei bambini. E di tutti quei soggetti sociali che sono il mio partito”.

Oggi ho ufficializzato la mia candidatura alle prossime elezioni regionali. Ho interrotto il giro di valzer con i partiti. Da oggi tutti sono obbligati a giocare a carte scoperte. Non c’è in gioco una carriera, la mia, c’è in gioco la qualità di una politica.

Ho scelto in questo momento di chiudere i giochi per quanto riguarda la mia persona. I giochi si possono riaprire soltanto se qualcuno intenderà accettare la sfida delle primarie, in quel caso sarò disponibile. Ma senza primarie deve essere del tutto chiaro che io correrò e correrò per vincere.

Non correrò per perdere, non correrò per testimoniare: farò l’ennesima sfida impossibile. Ancora una volta, nel mio piccolo, Davide contro Golia, contro poteri giganteschi, forse. Io penso a quei vecchietti che ho incontrato, a quelle vecchiette, nell’Appennino Dauno, poi sul Gargano che mi hanno detto ‘Presidente non ci abbandonare!’, o ai bambini che stamani hanno siglato con me un altro patto per il futuro, i bambini delle scuole a cui abbiamo regalato i diari sulla raccolta differenziata, a cui abbiamo prestato le cure. Penso alle persone diversamente abili che per la prima volta hanno avuto una interlocuzione forte con una Regione capace di considerarli non dei problemi ma delle risorse, penso al completamento della costruzione di tutti gli impianti per i rifiuti, e potrei continuare all’infinito.

Penso alla protezione civile che finalmente abbiamo, un gioiello, mentre dieci anni di distrazione criminale della destra facevano della Puglia una terra preda delle fiamme o del fango. Noi possiamo vantare un cambiamento straordinario nell’economia come nella rete dei servizi e dei diritti per i cittadini. Io non posso farmi indietro perché significherebbe dire a tutte queste conquiste che forse potrebbero essere messe in discussione. L’operato di questo governo è stata un’esperienza entusiasmante con la quale abbiamo cominciato a dare speranza alle città soffocate dall’inquinamento, alle persone prigioniere della precarietà o delle cosiddette esternalizzazione, ai bambini, alle donne e ai vecchi senza servizi sociali. Voglio continuare. Se penso che la rimozione di Vendola può significare bloccare il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari, se penso che togliere Vendola può facilitare la costruzione di centrali nucleari in Puglia, o che togliere Vendola significa poter vendere l’Acquedotto Pugliese, allora devo rispondere che Vendola non ha un problema personale, non ha un problema di carriera. Vendola è ospite dei suoi doveri pubblici, è legato ai suoi doveri pubblici, Vendola risponderà alle domande, alle speranze, alle ansie di questa grande Puglia.

Ho il dovere di rivolgermi alla ‘Pdl’, che è il mio partito, il Popolo della legalità; alla ‘Pdp’, che è il mio partito, il ‘Popolo della precarietà’, e a tutti i soggetti in carne ed ossa, piccoli, grandi, ammalati: noi dobbiamo continuare a coltivare il sogno di una Puglia migliore, la Puglia migliore l’abbiamo vista sbocciare, ha bisogno di tanto lavoro ancora e io sono disponibile a farlo.

4 quintali di trote "fario" nel lago di Piediluco


L'amministrazione provinciale di Terni ha provveduto ieri alla reimmissione di 4 quintali di trote "fario" nel lago di Piediluco per favorire il ripopolamento della pregiata specie. Le operazioni hanno riguardato l'area corrispondente alla foce del medio Nera e sono state condotte dalla Polizia locale alla presenza dell'assessore provinciale alla Pesca e in coordinamento con le associazioni di pescatori.

Deliberato del Coordinamento nazionale del 19 novembre


Il Coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che il progetto politico di SEL, il suo spirito, la sua ambizione civile e culturale siano ormai un patrimonio del paese, di tutte le donne e gli uomini che in questi mesi ci hanno chiesto di impegnarci per costruire una nuova sinistra italiana.

Questo progetto va oggi rilanciato, insediato nella società, offerto alla partecipazione di quanti, dentro e fuori le forze politiche di provenienza, vogliono offrire il loro contributo e la loro passione.

Al consolidamento del nostro progetto e al concreto avvio del processo costituente di una nuova soggettività politica della sinistra italiana sarà dedicata l’Assemblea nazionale del 19 e 20 dicembre: un primo fondamentale appuntamento che avrà al centro la politica, la democrazia e la partecipazione.

L’assemblea sarà l’occasione per avviare un’ampia discussione sui principi, sulle forme e sui programmi capaci di delineare il profilo politico di Sinistra Ecologia e Libertà.

Il Coordinamento nazionale ha deciso inoltre di aderire, con un proprio specifico contributo politico, alla grande manifestazione nazionale del 5 dicembre e di partecipare alla giornata di mobilitazione indetta dalla Cgil università per l’11 dicembre prossimo.

In vista del vertice di Copenaghen, il coordinamento nazionale, d’intesa con il Forum Ambiente, Economia e Territorio di SEL, lancia la “Fiaccolata per il Clima” a Roma il 7 dicembre e nel resto delle principali città italiane il 12 dicembre.

Per richiamare l’attenzione sulle problematiche climatiche, decide anche di adottare, nei giorni della conferenza, un logo evocativo da utilizzarsi nelle iniziative e sui documenti di SEL. Inoltre, all’interno dell’assemblea per la Costituzione di Sinistra e Libertà del 19 e 20 dicembre, verrà dedicata almeno un’ora alla discussione sulle problematiche ambientali e sui risultati del vertice di Copenaghen.

Infine, il coordinamento invita i Consiglieri regionali, provinciali e comunali di SEL a presentare all’interno delle rispettive amministrazioni, un ordine del giorno sul tema che verrà pubblicato al più presto sul sito.

venerdì 13 novembre 2009

Documento approvato dal Coordinamento Nazionale di SeL il 12 novembre e Costituzione del Coordinamento Ternano


Documento approvato dal Coordinamento Nazionale di SeL il 12 novembre

Il Coordinamento Nazionale conferma la convocazione dell’assemblea nazionale per la costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà, decidendo che si svolga in due giornate, il 19 e 20 dicembre 2009.
L’assemblea nazionale assume come ordine del giorno:
1. Discussione e votazione sul documento politico e programmatico di SEL, a partire dal documento che sarà presentato dal gruppo di lavoro ad hoc, integrato dal contributo dei diversi forum tematici;
2. Discussione e votazione sulle regole di partecipazione democratica di SEL, a partire dal documento che sarà presentato dal gruppo di lavoro ad hoc;
3. Discussione e votazione degli ordini del giorno politici;
4. Votazione del coordinamento nazionale;
L’assemblea procederà a cedere la titolarità del simbolo di SEL alla sovranità dei propri aderenti.
L’assemblea resterà costituita come platea permanente e potrà essere riconvocata in qualsiasi momento da qui alle elezioni regionali.
Il coordinamento nazionale accoglie la richiesta del Coordinamento toscano di presentarsi alle elezioni primarie del prossimo 22 novembre con il simbolo di Sinistra Ecologia e Libertà.

Approvato con un voto contrario (Gim Cassano)

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COSTITUZIONE DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE

A seguito delle decisioni prese nell’Assemblea Nazionale di Bagnoli, nella riunione del 29 ottobre del coordinamento nazionale e nel coordinamento regionale umbro si rende necessaria, così come già avvenuto in tanti territori italiani, un’organizzazione anche nella Provincia di Terni, ovvero la predisposizione di quegli organi che possano garantire la costruzione di un’iniziativa politica visibile e condivisa in tutti i territori della Provincia. Dalle indicazioni organizzative pervenute dal coordinamento nazionale, compresa la predisposizione dei moduli, si ritiene urgente avviare la campagna di adesione a partire dalla prima data utile. Ciò per garantire il principio di sovranità degli aderenti rispetto al simbolo e per intraprendere un processo democratico di partecipazione, stabilendo così i confini delle funzioni decisionali, sia politiche che amministrative.
Al fine di rendere efficiente e continuativa l’azione politica e coordinare l’attività dei territori si costituisce il coordinamento provinciale con l’assegnazione di funzioni inerenti i rapporti con il coordinamento regionale, la proposta politica, l’indicazione delle candidature alle prossime elezioni rispetto alla circoscrizione ternana, l’attività di comunicazione interna ed esterna, la gestione delle adesioni. Tale organo avrà carattere provvisorio fino a nuove indicazioni che perverranno in seguito all’assemblea del prossimo 19 dicembre. Tutti i membri del coordinamento provinciale devono aver aderito a SeL, così come indicato dal regolamento approvato nella prima riunione del coordinamento nazionale.
Il coordinamento provinciale dovrà individuare al suo interno, al fine di garantire al meglio lo svolgimento delle funzioni sopraesposte, le seguenti figure: responsabile stampa/comunicazione; responsabile tesseramento;; responsabile gruppi di lavoro e programma; portavoce; responsabile enti locali e coordinamento amministratori; responsabile organizzazione. Infine si individua un responsabile tesoreria per ciò che concerne l’assetto organizzativo ed economico, anche in vista delle prossime elezioni regionali, in quanto è di importanza primaria l’individuazione delle funzioni e dei criteri di gestione economica, stabilendo le modalità di versamento delle quote da devolvere in un conto corrente comune intestato a SeL Terni.
In linea con le modalità adottate nella costituzione del coordinamento nazionale e data l’urgenza di predisporre organi che possano garantire sin da subito l’operatività di SeL Terni si avanza la proposta di rispettare i criteri di nomina indicati dall’Assemblea di Bagnoli e di prevedere la rappresentatività di genere e di forze provenienti dalla società civile. Pertanto si propone un organismo di massimo 15 elementi, di cui 3 espressi da ciascuna forza politica e 3 provenienti dalla società civile.
Per attivare l’iniziativa politica nei singoli territori e favorire il radicamento di SeL il coordinamento provinciale si propone di costituire circoli territoriali che possano dare corpo a questo obiettivo.
Si rende indispensabile anche la costituzione di un coordinamento provinciale degli eletti che dia organicità e coerenza all’attività amministrativa e garantisca il necessario confronto politico tra gli amministratori.

lunedì 9 novembre 2009

Acqua Bene Comune


Pubblichiamo i dati di un'inchiesta sulle perdite negli acquedotti ternani, la mozione di Alfonso Morelli al Comune di Narni e la dichiarazione di Nichi Vendola


Rete colabrodo, ogni giorno nel ternano in fumo 18mila litri di acqua, perdite per 37mila €

Nel ternano ogni giorno si sprecano diciottomila litri d'acqua.Per un costo di circa 37mila €.
Tutta colpa degli acquedotti colabrodo, responsabili di una perdita pari al 36% del totale di acqua che si disperde nella rete (studio Legambiente - Ecosistema urbano 2009).

Ogni ternano consuma mediamente 150,2 litri d'acqua ogni giorno, quindi la popolazione provinciale "succhia" dagli acquedotti 33.044.000 litri ogni giorno, circa il 64% dell'acqua erogata per una spesa di circa 66mila € al giorno.


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MOZIONE - RICONOSCIMENTO DELL'ACQUA COME BENE COMUNE E DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO COME SERVIZIO PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA.

In questi giorni il Senato ha approvato, con il voto favorevole di PDL e Lega, il decreto legge che obbliga a privatizzare la gestione dei servizi idrici. Le norme approvate in Senato sono molto gravi perché l'obbligo entro 1 anno di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto-dovere di amministrare l'uso dell'acqua nell'interesse delle persone e delle comunità ed apre la strada a un monopolio privato dell'acqua alle multinazionali.

Queste posizioni di contrarietà alle decisioni del governo devono però concretizzarsi con atti chiari soprattutto in quei territori amministrati dal centro sinistra altrimenti rimangono, come purtroppo spesso accade, parole al vento e di fatto la volontà governativa non viene sostanzialmente mai ostacolata.

Per tale motivo propongo un ordine del giorno, presentato già in altri comuni d’Italia, da approvare nel consiglio comunale di Narni con l’auspicio che venga diffuso in tutte le istituzioni dell’Umbria.


MOZIONE


Al Sindaco del Comune di Narni

Alla Giunta del Comune di Narni

Al Presidente del Consiglio Comunale di Narni

Narni lì 09/11/09

OGGETTO: RICONOSCIMENTO DELL'ACQUA COME BENE COMUNE E DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO COME SERVIZIO PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA.

PREMESSO CHE

L'acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.

L'acqua costituisce un bene comune dell'umanità, un bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti.

Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile: l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico. L'accesso all'acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, rappresenta:

– una causa scatenante di tensione e conflitti all'interno della comunità internazionale;

– una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.

SOTTOLINEATO CHE

Su questa base si vuole condividere ed aderire alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e quindi si ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e approvazione.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA LA GIUNTA:

1. a costituzionalizzare il diritto all'acqua, attraverso le seguenti azioni:

• riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto Umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

• confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

• riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d.lgs n. 267/2000;

2. a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni:

• informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali;

• contrasto al crescente uso delle acque minerali e promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche;

• promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul risparmio idrico, con incentivazione dell'uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l'introduzione dell'impianto idrico duale;

• promozione, attraverso l'informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;

• informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche;

• promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.

3. ad aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” costituitosi di recente nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

sta portando avanti da circa tre anni;

4. a sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:

• sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno;

• propone inoltre di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione

internazionale.

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA altresì

DI DICHIARARE l'acqua:

• un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente;

• un diritto inviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell’uomo, che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana.



DI DICHIARARE il Servizio Idrico Integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.

DI TRASMETTERE il presente provvedimento all’ATO di appartenenza e a tutti i Sindaci del suo ambito.



Cons. Alfonso Morelli (Sinistra e Libertà - Narni)

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VENDOLA: PRIVATIZZARE L’ACQUA? UNA BESTEMMIA

Lo ha detto il governatore della Puglia ed esponente di Sinistra e Libertà Nichi Vendola, in una conferenza stampa per annunciare le iniziative contro il decreto sui servizi pubblici locali che prevede l’ingresso dei privati nelle società idriche.

«Ad Atlanta, negli Usa, la privatizzazione dell’acquedotto è stata un fallimento - ha detto il governatore -. A Parigi si ritorna al pubblico. Chi si era lasciato andare alla frenesia di privatizzare oggi fa marcia indietro. In Italia, invece andiamo contro corrente».

Vendola ha rimarcato che «con i suoi oltre 20 mila km di rete, l’Acquedotto pugliese è il più grande d’Europa». E a chi contesta che abbia una dispersione idrica del 50-55%, replica che «questo dato è un falso, che somma dati vecchi: la dispersione si attesta oggi sul 28%. Acquedotto pugliese è un boccone che potrebbe fare gola a molti», ha aggiunto, sottolineando che «ci sono cantieri aperti per mezzo miliardo di euro e ci prepariamo a fare investimenti per un altro miliardo di euro. Prima del 2005, l’Acquedotto pugliese faceva investimenti per 23 milioni l’anno e le tariffe salivano. Dal 2005, con la nostra gestione, abbiamo bloccato le tariffe e abbiamo fatto della società una realtà solida da 123 milioni di investimenti l’anno, 60 depuratori in gestione, 400 lavoratori assunti. Le perdite idriche sono scese dal 35% al 28% con un investimento sulla rete da 8 milioni annui e il risparmio di 25 milioni di metri cubi di acqua ogni anno».

domenica 8 novembre 2009

"Caro Saviano, scusa se insisto. Questa è la nuova Resistenza"


"Caro Saviano, scusa se insisto. Questa è la nuova Resistenza"
di Claudio Fava

Caro Saviano,
due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilità a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non è stato uno sgarbo né una forzatura ma una necessità civile. Perché a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione. Chiamata stavolta a decidere di sé stessa: se pensa cioè di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verità e di memoria, dall’impunità che s’è fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si è ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose.

Il candidato che la destra quasi certamente presenterà si chiama Nicola Cosentino, sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del PDL in Campania e «uomo a disposizione dei Casalesi», secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli. Falso, dice Cosentino. Vero, dicono i suoi accusatori. Possibile, dicono i giudici che l’hanno iscritto nel registro degli indagati. Chiunque al posto suo avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto così lacerante. Chiunque: non Cosentino. Che continua a fare il sottosegretario e oggi si candida a governare la sua regione. Io c’ho i voti, fa sapere: e noi gli crediamo. Peccato che i voti da soli non bastino per restituire limpidezza alle storie degli uomini.

Che si fa, dunque, se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purché abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andrà a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti... Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu.

Conosco già la tua obiezione che è stata anche la mia per molti anni: che c’entro io con la politica? Quando ammazzarono mio padre, pensai la stessa cosa: la mia vita è qui, mi dissi, continuare il mestiere suo e mio, scrivere, dire, capire. Perché la scrittura, una scrittura disposta a mettere in fila nomi e fatti, è un impegno civile capace da solo di riempire una vita. Vero. Poi però arrivano momenti della vita in cui capisci che ti tocca far altro. E fare altro, fare di più, a volte vuol dire la fatica della politica, affondare le mani e la vita in questa palude per provare a portarci dentro un po’ d’alito tuo, un po’ della tua storia, un po’ della tua sregolatezza, un po’ dei tuoi sogni. Non inventiamo nulla, caro Saviano.

Ci fu una generazione di ragazzi, nel ’43, costretti dalla notte all’alba a improvvisarsi piccoli maestri delle loro vite. Lasciarono le case, le donne, gli studi e per un tempo non breve si presero sulle spalle il mestiere della guerra. Se siamo usciti dalla notte di quella barbarie, lo dobbiamo anche a loro.

Anche questo è un tempo in cui occorre trovare il coraggio e la spudoratezza di fare altro. Di inventarsi altre vite. E di misurarsi con mestieri malati, com’è quello della politica. So che adesso qualcuno s’imbizzarrirà: che c’entra la resistenza con la lotta alle mafie? Che centrano i nazisti? Che c’entra Casal di Principe? Io invece credo che tu capisca. In gioco è il diritto di chiamarci ancora nazione. Quel diritto oggi passa da Napoli, dalle cose che diremo, dalle scelte che faremo. O dai silenzi in cui precipiteremo.

"L'Unità" 08 novembre 2009

ASM: Raccolta del verde

giovedì 5 novembre 2009

"Berlusconi? Cade a marzo" Intervista a Daniele Luttazzi


"Berlusconi? Cade a marzo"
Intervista a Daniele Luttazzi


da www.lastampa.it

Il satirico più amato e odiato d’Italia non si ferma. Nuova stagione teatrale (Va’ dove ti porta il clito), tournèe musicale per i club, palestra comica nel suo blog, blitz a RaiNews (“la giornalista è una mia amica”) e un libro per Feltrinelli (La guerra civile fredda). Daniele Luttazzi è ovunque, tranne che in tivù. E ha una certezza: “Silvio Berlusconi è finito, a marzo cade”. Ecco un’intervista senza rete, in esclusiva per questo blog.
Perché riprendere la parodia di Susanna Tamaro?
“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.
Lo spettacolo comincia con un’affermazione impegnativa: “Questo monologo celebra la fine del regno birbonico”.
“Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi Berlusconi ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. Berlusconi è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. Berlusconi è finito, il berlusconismo no”.
Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché Berlusconi cadrà a marzo?
“Alcuni indicatori - settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA- segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che Berlusconi anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione”.
C’entra anche l’immagine dell’Italia all’estero?
“Un po’ sì. Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d’Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l’universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l’epifenomeno. E’ molto più grave che Tremonti e Berlusconi, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice”.
Anche il Vaticano ha scaricato Berlusconi?
“Sì. La Chiesa è così: finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di Berlusconi. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani”.
Lei non è mai stato tenero con il Pd. E’ diventato più indulgente dopo le primarie?
“No. Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D’Alema che parla di “amalgama non riuscito” e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c’era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda”.
Chiederlo a lei fa un po’ ridere, ma esiste un problema di libertà d’informazione?
“Certo. All’origine di tutto c’è il conflitto di interessi berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sinistra, clan di destra, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D’Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L’ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta”.
Internet è più libero?
“Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c’è un’area del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l’artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall’alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l’altro, la sua “democrazia dal basso” non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group”.
Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.
“Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.
Il satirico, in tutto questo, che ruolo ha?
“Far ridere commentando i fatti. Quando funziona, i bersagli non ridono. Il satririco inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L’arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia: apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix”.
Molti satirici si sono avvicinati a Di Pietro. Lo stesso Travaglio, da lei “lanciato” in tivù, non lo nasconde. Luttazzi no. Perché?
“Sarebbe un atteggiamento di parte. La satira non è propaganda per questo o quel partito. Con la sua arte, il satirico ricrea un’agorà in cui suggerisce dubbi e lascia liberi di decidere. L’arte ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. La satira ha una sua nobiltà, di tipo artistico, molto più potente della semplice denuncia partitica. L’artista è il primo che deve mettersi in discussione, non deve credere di avere sempre ragione. Si tratta di rispettare il pubblico, non di plagiarlo. Io ho ricevuto una solida educazione cattolica. Agli inizi mi capitava di dire battute sulla religione che mi facevano molto ridere, anche se non le condividevo ideologicamente. Dopo vent’anni, ho scoperto che quelle mie battute avevano ragione. Devi fidarti della piccola verità che c’è in una risata. La satira ti rende terzo a te stesso”.
Tutte queste cose, lei potrebbe dirle da Santoro, ma non ci va. Non potrebbe sfruttare lo spazio come Sabina Guzzanti?
“E’ una buona obiezione, ma io conosco il potere del contesto. Ho rifiutato anche Celentano e la conduzione di Sanremo: certi contesti sono più forti di te. Basta leggere McLuhan. Se vai a Sanremo, sei Sanremo. Non sei tu”.
Michele Santoro non è Sanremo. C’è Vauro, c’è Travaglio.
“Vero, ma anche lì c’è un contesto. Santoro è in onda per ordine di un giudice. La dirigenza Rai ha detto esplicitamente che, se potesse, lo farebbe subito fuori. Io non vado in un posto che è una riserva e un altro deve garantire per me. La satira è libera. Quando accetti anche solo un controllo minimo, hai accettato un limite alle tue opinioni. La satira non può avere limiti, a parte quelli di legge”.
Tutto bello, ma così lei si preclude una fetta smisurata di pubblico.
“Non faccio satira “per andare in tv”. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un’arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l’ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd”.