mercoledì 30 settembre 2009

"Meno male che il PD c'è!"



Gli evasori fiscali hanno un nuovo inno: "Meno male che il PD c'è!" - di Alessandro Robecchi
Un sincero ringraziamento al Partito Democratico e ai suoi leader che lottano per la segreteria è venuto ieri sera da mafiosi, evasori fiscali, riciclatori di denaro, appassionati del falso in bilancio e delinquenti vari che per anni hanno sottratto soldi al fisco e dunque ai cittadini italiani. Ieri alla camera si votavano le eccezioni din costituzionalità del famoso Scudo Fiscale di Tremonti, un condono tombale per evasori fiscali che hanno accumulato all’estero oltre 300 miliardi di euro. Il PD ha urlato, ha strepitato, si è opposto con tutte le sue forze. Ha scritto cose terribili sul suo sito, come per esempio che nello Scudo Fiscale c’è l’impunità per il falso in bilancio, che "Mediolanum già ne approfitta". Sul sito del Pd ieri c’era un titolo che parlava chiaro: "Evasori e mafiosi, ecco chi ci guadagna con Tremonti". Coraggiosi, eh? Il segretario Franceschini ieri ha tuonatio: "E’ uno schiaffo a tutti gli italiani onesti!". Bravo! Purtroppo, la mozione sulla incostituzionalità dello Scudo non è passata. La mozione è stata battuta con 267 no, 215 sì e 3 astenuti. Sarebbe bastato che i deputati del Pd fossero andati a votare. Non tutti, ma qualcuno in più. Erano invece assenti in 59, più di uno su quattro ha deciso che aveva di meglio da fare che combattere mafiosi e evasori. Il Pd ha dunque oggettivamente regalato lo Scudo Fiscale al governo Berlusconi. Bersani? Non c’era. D’Alema? Non c’era. Franceschini? Non c’era. Di fatto una vera e propria astensione: assente il 27 per cento del partito, complicità sufficiente a far passare la truffa dello Scudo Fiscale (che si poteva agevolmente bloccare per sempre) su cui oggi si vota la fiducia. La base del Pd, ammesso che ci sia ancora una base, fa incetta di sacchetti per il vomito. Gli evasori fiscali, invece ringraziano sentitamente e ieri sera hanno posto una targa che ricorda la luminosa giornata del Partito Democratico e il suo prezioso apporto alla giustizia in Italia.

martedì 29 settembre 2009

Influenza "A" - Comunicato Stampa dell'ASL di Terni

COMUNICATO STAMPA

VIRUS A(H1N1): ISTITUITO ALL’ASL 4 DI TERNI UN COMITATO PANDEMICO AZIENDALE E UN FILO DIRETTO CON I CITTADINI. A NOVEMBRE LE PRIME VACCINAZIONI.


L’ordinanza del Ministero della Salute elenca, in ordine di priorità, le categorie di persone a cui va garantita la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1):

- persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;

- donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;

- persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;

- persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;

- persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.

- In particolare sono considerate persone a rischio quelle affette da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.

Alla Regione dell’Umbria saranno distribuite oltre 100 mila dosi di vaccino. La vaccinazione verrà effettuata presso le strutture dell’Asl 4 provinciale di Terni al momento dell’effettiva disponibilità del vaccino da parte del Ministero della Salute, presumibilmente entro i primi giorni di novembre.

In queste settimane l’Asl 4 di Terni ha partecipato con i suoi rappresentanti al comitato pandemico istituito dalla Regione dell’Umbria. In sede provinciale, su disposizione dell’assessorato regionale alla sanità, ha istituito il comitato pandemico aziendale coordinato dalla direzione sanitaria e formato dai direttori dei tre distretti sanitari di Terni, Narni - Amelia e Orvieto, dai direttori dei presidi ospedalieri di Narni - Amelia ed Orvieto e dagli esperti del dipartimento di prevenzione e del servizio di igiene e sanità pubblica. Al tavolo del comitato pandemico aziendale partecipano inoltre i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Definita una stretta collaborazione con l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni per il piano dell’emergenza sanitaria.

Per il 3 ottobre è stata programmata un’iniziativa di aggiornamento e formazione specifica sulla vaccinazione stagionale e sulla vaccinazione pandemica rivolta ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta presso la sala conferenze del “Santa Maria” di Terni.
L’Asl 4 di Terni sta inoltre lavorando per definire il piano straordinario della vaccinazione coinvolgendo tutto il personale medico e infermieristico disponibile al fine di vaccinare la popolazione nel più breve tempo possibile.

La Regione dell’Umbria ha infine definito un piano della comunicazione su base regionale coinvolgendo tutti i mass media. I medici dell’Asl 4 parteciperanno in queste settimane a trasmissioni televisive sull’argomento.
L'Azienda Sanitaria Locale di Terni ha istituito un gruppo di lavoro per rispondere alle domande dei cittadini.

PER CHIARIMENTI O CONSIGLI UTILI CI SI PUO' RIVOLGERE ALL'UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DAL LUNEDI' AL VENERDI' DALLE ORE 9 ALLE ORE 13 AI NUMERI 0744/204841 - 0744/204888. La chiamata verrà girata ai medici del Dipartimento di prevenzione - Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, coordinato dalla responsabile dottoressa Luisa Valsenti
Si può scrivere inviando un fax al numero 0744/204900


Distinti saluti.

Terni, 26 settembre 2009
UFFICIO STAMPA ASL 4 TERNI

Mussi (SeL): tracollo SPD come conseguenza di un'abdicazione


MUSSI: TRACOLLO SPD COME CONSEGUENZA DI UN’ABDICAZIONE

In un articolo che appare oggi sul quotidiano L’Altro, Fabio Mussi di Sinistra e Libertà commenta i risultati delle elezioni politiche svoltesi domenica in Germania.

“La batosta della Spd è il penultimo episodio di chiusura di una fase. Il prossimo sarà la batosta del Labour in Inghilterra. Si tratta di ineluttabile destino perché sono partiti socialisti e l’Europa moderna non è più patria per il “socialismo”? No, si tratta delle conseguenze di una abdicazione.(…) La crisi della sinistra storica dipende esattamente da questo: dall’aver subito il fascino del liberismo come tempo fa è stato riconosciuto anche da D’Alema, senza peraltro trarne le conseguenze. Dall’aver cioè subito l’egemonia altrui, dall’aver dissipato un’autonomia culturale e un pensiero critico, infine dall’aver rinunciato ad una conoscenza del mondo reale. (…) Ora l’idea che siccome il socialismo è in crisi, come si vede anche nel voto tedesco, la risposta è il Partito Democratico nato in Italia, è del tutto infondata. Quello del Pd è un progetto precocemente fallito per le stesse esatte ragioni per cui la Spd prende un colpo micidiale e il Labour lo prenderà sicuramente in Inghilterra. Il Pd è figlio della stessa razionalità: al centro, al centro! E genera un riformismo innocuo e senza sale.(…) La teoria bipartitica, nata in seno al neonato Pd sotto la campana delle figura immaginarie, è stata madre della pratica monopartitica, lasciandola dilagare politicamente e culturalmente una destra - quella di Silvio - che peraltro non è quella di Angela… Subito si è alzato il coro ‘vince il centrodestra, bisogna andare più a destra’ . Il coro degli interessati e degli sciocchi. P.s.: Per chi si fosse perso qualche seguito degli alfieri della “Sinistra di Centro”. Schroeder già leader Spd fa il rappresentante di magnati russi, con adeguata retribuzione. Blair già leader laburista, convertitosi nel frattempo dal protestantesimo al cattolicesimo, fa l’affarista e il conferenziere, e viene descritto dalla stampa come avido di cachet milionari… Quando si dice mettere in pratica una teoria (della ricchezza). Due casi di marxismo involontario.”

il tracollo della SPD, intervento di Pasqualina Napoletano

Vendola, Di Lello e Musacchio sulle elezioni in Germania e Portogallo

IL CIELO SOPRA BERLINO editoriale di Luciana Castellina per "il manifesto"


Nasce la nuova Germania pentapolare, di Alessio Fratticcioli
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lunedì 28 settembre 2009

Cronaca di un Partito annunciato


Contributo di Ileana Piazzoni del gruppo "Sinistra e Libertà - 14 Luglio"
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Interventi di Vendola, Di Lello e Musacchio sulle Elezioni in Germania e Portogallo


GERMANIA: VENDOLA, RISULTATO SINISTRA STRAORDINARIO

«Torna ad affacciarsi in Europa una domanda netta e chiara, indiscutibilmente di sinistra. L’affermazione della Linke e dei Verdi in Germania, stando ai primi exit poll, è un risultato straordinario, mentre la Spd paga severamente l’alleanza di governo con Angela Merkel, e anche in Portogallo si profila un successo della sinistra».

È quanto afferma il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola commentando le elezioni in Germania e Portogallo.

«Questi risultati - prosegue Vendola - premiano un lungo e faticoso percorso di rinnovamento della cultura e della politica della sinistra in Germania e Portogallo. Rappresentano perciò il miglior viatico per quel laboratorio di rinnovamento della sinistra italiana che intende essere Sinistra e Libertà».


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GERMANIA: DI LELLO; LA SINISTRA RIAFFERMI PROPRI VALORI
“Il risultato delle elezioni in Germania non lascia spazio a equivoci o a intepretazioni forzose: a trarre beneficio dai 4 anni di Grosse koaliktion è stata soprattutto la Signora Merkel con la CDU”.

Lo dichira Marco Di Lello, coordinatore nazionale del PS ed esponente di Sinistra e Libertà.

“Se una lezione si può trarre dal voto tedesco,-osserva Di Lello - specie se paragonato al confortante successo dei socialisti di Josè Socrates in Portogallo e alla possibile vittoria che dovrebbe ottenere Georges Papandreu con il PASOK in Grecia domenica prossima, è che le forze socialiste, riformiste e di progresso, per vincere non devono dimenticare le loro radici che affondano nella sinistra riformista, riaffermando e modernizzando i propri valori: in primo luogo la giustizia sociale e la difesa dei più deboli e -conclude l’esponente socialista - condividendoli con quanti vi si possono riconoscere.”


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VERSO UNA NUOVA FASE DELLE RELAZIONI TRA LE SINISTRE

Le elezioni in Germania premiano la Linke e i verdi, confermando la crisi del socialismo europeo con la sconfitta del SPD. Discreto il risultato elettorale in Portogallo con la riconferma del presidente socialista Socrates. Di R. Musacchio*

Le attenzioni principali sono rivolte al voto tedesco, ed è logico. Ma penso sia utile tenere insieme la lettura del voto della Germania con quella del più piccolo, ma significativo Portogallo. Anche perché da entrambi i Paesi potrà risultare una nuova fase delle relazioni tra le sinistre, tema che sta a cuore ad una forza come la nostra, Sinistra e Libertà, che proprio dell’esigenza di una nuova sinistra anche in Europa ha fatto un tema centrale delle recenti elezioni Europee. Non propongo una chiave di lettura provinciale, ma una chiave di lettura, tra le tante possibili, utile a pensare il futuro.

Partiamo dalla Germania, vero cuore di Europa, dove il voto influenzerà non poco il futuro dell’insieme della Unione Europea. Qui le sinistre si troveranno con tutta probabilità tutte e tre, SPD, Grunen e Linke, all’opposizione. Ci arrivano con alle spalle risultati diversi. La SPD con una sconfitta di notevoli proporzioni che la porta al 22% con un meno 12% peggiore anche delle ultime elezioni Europee. La Linke invece fa un balzo in avanti e si colloca tra il 12 e il 13%, assai meglio delle già positive Europee e quattro punti in più delle scorse politiche. Ormai supera largamente il 5% anche all’ovest oltre a confermarsi oltre il 20% all’est. A ribadirlo i dati di due land dove si è votato ieri per le amministrative uno all’est dove la Linke sta al 27,7% e uno all’ovest dove va al 6,5. Molto bene anche i verdi che fanno un più 2% raggiungendo il 10%. Vince la Merkel anche se la sua CDU cala di 3 punti sulle politiche. Andrà a fare un governo con i liberali che hanno un vero balzo al 14,5%.

Finisce così la grande coalizione nata dopo la fine dell’era Schroeder e al profilarsi dell’astro, venuto dall’est, della Merkel. Coalizione non obbligata perché addirittura i numeri dello scorso parlamento non impedivano un alleanza rosso-rosso-verde, negata, però, dai partiti che avrebbero potuto comporla. In questi anni la grande coalizione ha consentito alla Merkel di consolidarsi ed ha precipitato la SPD in una crisi gravissima. La constatazione è lapalissiana ma non esaurisce certo l’ambito delle riflessioni.

In realtà la grande coalizione ha agito su uno scenario denso che ha profilato una nuova stagione di doppia crisi. Quelle della globalizzazione liberista e quella dell‘integrazione europea. Quest’ultima in particolare è ben lontana dalla spinta entusiastica che seppe darle una leadership per altro moderata come quella di Kohl. Anzi si può dire che tutta la ultima fase tedesca sia stata sempre più rivolta ad una rinazionalizzazione della propria politica. Ciò anche sull’onda di un crescente malessere interno da parte di quello che resta il principale Paese a modello sociale europeo, il modello renano, che soffre sempre più le ingerenze della globalizzazione trainate anche da questa politica europea. A conferma anche la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca che ha posto un freno al trasferimento di sovranità verso l’Europa.

Richiamo questo quadro perché è quello ancora in atto e su cui si dovranno misurare, dopo questo voto, le forze poltiche. Si va alla coalizione tra la Merkel e i liberali e non sarà semplice darsi una direzione di marcia. Certo ci sono sempre le “tasse da tagliare” e le “pensioni da riformare”. Ma in che direzione si andrà ad esempio sull’Europa? I Liberali sono europeisti e favorevoli all’ingresso della Turchia e questo pone probemi ad una Merkel che vuole una manovra di classe ma in casa propria ed ha posto l’alt alla Turchia. Per di più il voto ha visto si uno spostamento a destra ma ha premiato molto due forze, diverse tra loro ma entrambe a sinistra della SPD come Linke e Verdi. Ponendo dunque un argine a derive populiste o xenofobe. E ponendo le condizioni per una ripresa di un cammino di alternativa. Naturalmente la condizione indispensabile è che queste tre forze rimuovano veti incrociati e pianifichino una discussione possibilmente vera. Ancora più urgente in quanto in molti land dopo le recenti elezioni sono possibili governi imperniati su di loro che sarebbero ora ancora più importanti a fronte del nuovo quadro nazionale. Ma la discussione da fare è vera e riguarda proprio la natura del futuro tedesco legato però all’Europa.

La crisi della SPD sta proprio, come quella di tutto il socialismo europeo, nell’aver perso l’egemonia nella costruzione di un’Europa che si è omologata alla globalizzazione liberista invece che proporre il proprio modello a riferimento di un’altra globalizzazione.

Linke e verdi, su versanti diversi, più sociali e più progettuali hanno colto questo problema. Ma anche per loro si apre il tema di lavorare all’alternativa. E questo ci porta al voto portoghese dove il presidente socialista uscente Socrates ha mantenuto una ampia maggioranza relativa col 37% andando assai meglio che alle Europee ma perdendo quella assoluta datagli allora dal 45% delle precedenti politiche.

Anche qui a frenare il calo della sinistra socialista interviene un fatto nuovo e cioè il buon risultato dell’altra sinistra qui composta da due forze assai diverse. L’una è un partito comunista storico ma assai ortodosso anche se con vocazioni nazionali reali. Presentatosi con un alleato verde mantiene un significativo 8%. L’altra è una forza assai innovativa, nata dalla confluenza di storie di varie sinistre, e che in poco più di dieci anni di vita arriva a sfiorare il 10% dei voti triplicando i deputati della scorsa legislatura. E’ il Bloco de Isquierda, formazione fresca ed agile che ha saputo in questi anni conquistare voti nuovi di operai ma anche di giovani e di intellettuali. Una forza a base progettuale non astrattamente ideologica che ha saputo incalzare il governo di Socrates su temi sociali e civili. Cioè entrando nelle sue contraddizioni che sono pesanti se si pensa che dopo aver posto al primo punto la lotta alla disoccupazione Socrates si trova per la prima volta con più di 500 mila disoccupati.

Il punto è sempre lì: la natura delle politiche Europee. Non basta a Socrates aver appoggiato la presidenza del connazionale conservatore Barroso per avere ritorni utili sufficienti. Non basta cercare un occhio di riguardo in Europa per non subire le conseguenze della sua crisi di cui Barroso è l’emblema. Ora è al bivio. Dopo il voto, non avendo più maggioranza assoluta, ha detto che si guarderà intorno. Potrà costruire una grande coalizione con i socialdemocratici, forza di destra, rimasti al palo anche percè incalzati a destra dai popolari divenuti terza forza, ma sarà bene che pensi a ciò che è avvenuto in Germania. O potrà guardare a sinistra dove naturalmente bisognerà che anche gli altri non pensino solo a se stessi ma guardino avanti.

* ex parlamentare europeo - Sinistra e Libertà
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domenica 27 settembre 2009

"MicroPolis" di Settembre



Domenica 27 Settembre è uscito il nuovo numero di "Micropolis", mensile umbro allegato a "il manifesto".
in questo numero articoli di Marco Vulcano sulle diossine di Vascigliano, di Valeria Cerasoli sull'immigrazione a Terni e di Renato Covino ancora sul libro "i giustizieri"


il sito di "Micropolis"
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giovedì 24 settembre 2009

Sulle tracce del Grand Tour alla Cascata e a Carsulae - Video sul Lago di Piediluco




dal sito del Comune di Terni

Organizzata per domenica un’iniziativa nei luoghi turistici più importanti del ternano

"Itineraria: Carsulae e la cascata delle Marmore. Storie di viaggi e racconti d'autore". E’ il titolo dell’iniziativa organizzata dalle cooperative Sistema Museo, Alis e Actl insieme all’associazione temporanea d’impresa “165 Marmore Falls”, gestori le prime del Centro visita di Carsulae, la seconda (“165 Marmore Falls”) dei servizi turistici della Cascata delle Marmore, con il patrocinio del Comune di Terni.
L'appuntamento è per domenica 27 settembre nell'area archeologica di Carsulae, alle ore 16. Alle 19.30 poi è in programma la seconda parte dell’evento alla Cascata delle Marmore. Il tema che legherà le due parti dell’iniziativa – spiegano gli organizzatori – è costituito dai racconti e dalle descrizioni dei viaggiatori del passato, poeti, scrittori, pittori.
Guide specializzate mostreranno i luoghi, racconteranno - supportate da video e diapositive - le impressioni dei viaggiatori famosi, guideranno i partecipanti sul filo dei ricordi legati ai viandanti, soprattutto quelli che nel XVIII secolo consideravano "l'orribile bellezza" delle Marmore tappa fissa del Grand Tour. Finale sulla terrazza “Belvedere Pennarossa”, dove interverranno il sindaco Di Girolamo, il presidente della Provincia Polli, gli assessori alla Cultura, al Turismo e ai Lavori pubblici del Comune di Terni, per presentare i nuovi interventi legati alla valorizzazione dei servizi turistici nell’area. A seguire ci sarà un aperitivo offerto dai produttori locali "Cantina dei Marchesi Fezia" e "Solo Carni Umbre". Si paga solo l’ingresso nelle due aree (i residenti nel comune di Terni entrano gratis a Carsulae, con biglietto ridotto - euro 2.50 - alle Marmore).

infoline Sistema Museo
tel. 199 151 123 (lunedì-venerdì 9.00/17.00)
infoline@sistemamuseo.it
www.sistemamuseo.it

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Un video sul lago di Piediluco

E' stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, a Corso Tacito, nella ex foresteria della Terni, un video incentrato sul lago di Piediluco. Un girato di circa 30 minuti che sarà trasmesso, nel corso del programma Laghi d'Italia, piccola e grande Italia, sul canale Italia Channel Sk (830), martedì 29 settembre, alle 12,30; giovedì 1° ottobre, alle 12,30, e sabato 3 ottobre, alle 21,15.

mercoledì 23 settembre 2009

“NON C’È SINISTRA SENZA NUOVE GENERAZIONI”


27/09 “NON C’È SINISTRA SENZA NUOVE GENERAZIONI”

Il cammino con cui un popolo torna a convivere dopo una diaspora non può che essere un cammino in salita, faticoso, percorso lungo una strada impervia. La ricerca della terra promessa è una ricerca gravosa che impegna tanto il corpo quanto la mente. Le nostre storie, le storie dei ragazzi che sottoscriveranno questo documento, ma anche le storie dei partiti e dei movimenti protagonisti di questa avventura, raccontano la nostra diaspora politica e la frammentazione di una comunità. Una storia di divisioni e separazioni, di matrimoni falliti e casa piccole costruite in fretta attorno a uomini e donne spesso soli, luoghi pensati per individui e non per comunità, luoghi adatti a ragioni particolari, locali o tematiche, inadeguati a fornire risposte complete degne della complessità del mondo in cui viviamo, della crisi che dobbiamo affrontare.

Il bisogno di rispondere alla complessità, alla moltitudine di necessità, di bisogni e paure, ci muove e spinge verso nuovi lidi, fuori dai nostri recinti, verso terre ormai all’orizzonte. Per noi, Sinistra e Libertà è frutto della ricerca gravosa, delle sforzo di corpo e mente. Per noi, Sinistra e Libertà è la terra promessa dove costruire risposte complete, chiare e forti, capaci di governare un presente precario e ridisegnare un futuro incerto, spesso buio. Nuove risposte che meritano, rinnovate pratiche dell’agire politico e dell’organizzazione.

Vogliamo che Sinistra e Libertà sia la casa di tanti, ma sia soprattutto la casa di una sinistra nuova, di una sinistra giovane, di una sinistra che sperimenta e che rinnova. Il nostro paese ha bisogno di una sinistra che raccolga le eredità, i meriti e le sconfitte, delle molte culture di riferimento, della cultura socialista e comunista, di quella ambientalista e di quella movimentista. Il nostro paese ha bisogno di una sinistra che raccolga e riprenda battaglie storiche, conquiste oggi messe in discussione, conquiste dei movimenti femministi, ecologisti, sindacali e operai. La sinistra che serve al paese è una sinistra che metta al centro il lavoro, l’ambiente e i giovani. E proprio sui giovani vogliamo portare il nostro contributo, avanzare una proposta che raccolga le esigenze di una generazione e che assicuri strumenti adeguati per coltivare e raccogliere i frutti del rinnovamento. Il nostro contributo alla nuova sinistra italiana, una sinistra capace di stare al governo come di condurre un’opposizione di merito, un’opposizione d’altri tempi, non solo antiberlusconiana, un’opposizione che non sia soggiogata alla politica della destra, innamorata di un vocabolario che non le appartiene, capace solo di rincorrere ogni vento di conservatorismo, di intolleranza, insofferenza, ogni alito di cattiveria ed egoismo, ogni ondata di moralismo e perbenismo. Vogliamo una sinistra che sia avanguardia, che esplori i terreni della spregiudicatezza e del coraggio. Vogliamo una sinistra che trovi forme nuove per difendere i diritti di tutti, dei lavoratori e degli studenti, delle donne e degli uomini, degli anziani e dei giovani. Una sinistra cosciente del fatto che se i giovani non possono più immaginare un futuro di indipendenza e determinare la propria vita, è un intero paese ad essere scacco della precarietà, condannato alla paralisi e alla regressione.

Vogliamo un paese dove i giovani siano liberi dalla precarietà assoluta che gli impedisce di scegliere liberamente le prospettive di crescita, di studio, di lavoro e degli affetti. Un paese dei giovani liberi dalla precarietà, lavorativa e ambientale, può esser costruito solo da una sinistra che per prima riconosca la centralità della gioventù, anche come elemento di risposta alla crisi economica, come scommessa sui talenti e sulle idee. Per questo chiediamo a Sinistra e Libertà di lavorare affinché siano assicurate adeguate risposte all’enorme “questione generazionale” che attanaglia il nostro paese come la nostra sinistra. La politica e la sinistra per riconquistare il ruolo che gli compete hanno bisogno dell’impegno e della passione giovanile. È il momento di dare la possibilità ai giovani di credere ancora nella politica, nei partiti, nella possibilità di impegnarsi e di lottare per i propri ideali e per il proprio futuro. Non si può rimandare ad altri momenti e ad altre fortune la realizzazione di un forte ricambio generazionale.

La sinistra che abbiamo in mente è la sinistra dell’autonomia e dell’indipendenza. Una nuova sinistra dovrà contare spazi adatti a sviluppare le capacità dei giovani, di quei ragazzi e di quelle ragazze che, oggi più che mai, hanno il bisogno e il dovere di immaginare un futuro diverso. I giovani devono essere elemento essenziale dell’elaborazione e dell’azione politica. Crediamo che il futuro della sinistra, dipenda molto da questo: dalla capacità di coinvolgere le masse giovanili che non hanno più un punto di riferimento. Quello che vogliamo è un partito che ci rappresenti, e per farlo occorrono volontà e impegno.

Il nuovo partito della sinistra, della sinistra organizzata e diffusa, deve guardare ai giovani con attenzione e deve dunque prevedere realtà giovanile forte, radicata e soprattutto diffusa in tutta Italia. A Sinistra e Libertà chiediamo di far partire in contemporanea alla sua costituente un laboratorio dei giovani, terreno di confronto e di azione politica, luogo dell’indipendenza e dell’autonomia, delle dinamiche democratiche e dell’emancipazione. I giovani siano una realtà politica mai più terreno di lotte congressuali o valore di scambio, ma vero soggetto politico capace di guidare il partito nella giungla della “questione generazionale”.

A sinistra serve qualcuno che dica chiaramente che bisogna sì parlare di merito, nei percorsi di studio come in quelli lavorativi, ricordando però che lo si può fare solo affrontando prima quell’immensa emergenza democratica e sociale che interessa lo studio come il lavoro, che interessa il futuro del nostro paese. Bisogna affrontare i nodi dell’accesso allo studio, dei servizi agli studenti, delle mille riforme senza successo, delle baronie universitarie come della crisi dei sindacati, degli ordini professionali e delle caste del mondo del lavoro, quel mercato libero che pare però costretto dai tanti poteri forti e dalle troppe barriere in entrata. La sinistra non è niente se non difende la scuola pubblica, la laicità e i diritti negati ad un’intera generazione. La sinistra non è niente se non si organizza e risponde alle istanze dei giovani, a quel desiderio di possibilità e di autodeterminazione.

Garantire una concreta possibilità di azione politica ai giovani, vuol dire investire un intero movimento di responsabilità politiche. E sono i giovani, soprattutto, ad avere la responsabilità del futuro. Ecco perchè si è deciso e ritenuto opportuno darsi appuntamento domenica 27 a Perugia, per iniziare una discussione proficua sul futuro delle nuove generazioni connesse alla costruzione di un grande partito moderno e di sinistra

domenica 20 settembre 2009

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DI SL


Coordinamento nazionale, coordinamenti regionali, carta di adesione, data della conferenza programmatica e molto altro si è deciso al termine dell’Assemblea Nazionale di SL.

E’ costituito il coordinamento nazionale di Sinistra e libertà, composto da membri in rappresentanza dei partiti fondatori e delle tante elettrici e dei tanti elettori non iscritti ad alcun partito o movimento.

Il coordinamento e composto da: Daniela Brancati, Paolo Cento, Gim Cassano, Lisa Clark, Marco Di Lello, Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Gianni Mattioli, Gennaro Migliore, Riccardo Nencini, Mauro Palma, Michele Ragosta, Luca Robotti, Simonetta Salacone, Giuliana Sgrena, Nichi Vendola, Alessandro Zan.

All’interno del coordinamento verranno conferiti incarichi di lavoro.

Entro il 15 ottobre dovranno essere costituiti i coordinamenti regionali di Sinistra e Libertà, che potranno avere fino ad un massimo di 11 membri e scelti con gli stessi criteri.

Al fine di sostenere l’azione politica di Sinistra e Libertà, viene istituita una specifica carta di adesione del costo di 10 Euro per i giovani fino a 18 anni e 30 Euro per tutti gli altri.

Vengono istituiti 2 gruppi di lavoro (uno sul programma e l’altro su regole e partecipazione) e forum tematici inerenti le campagne già varate.

La partecipazione ai forum è libera e individuale.

I gruppi di lavoro sono costituiti da 60 membri ciascuno.

Nel mese di dicembre si terrà la Conferenza programmatica di Sinistra e Libertà.

E’ stata assunta la proposta di inserire il termine “ECOLOGIA”, in luogo dei tre simboli attualmente presenti nel semicerchio inferiore, nel simbolo di Sinistra e Libertà.

Tutte queste decisioni saranno sottoposte a verifica nella prossima conferenza programmatica di dicembre.

All’indomani delle prossime elezioni regionali si terrà il congresso fondativo di Sinistra e Libertà.
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giovedì 17 settembre 2009

AFGHANISTAN: PAROLA RITIRO NON PUO’ ESSERE TABU’


Una strage prevista. Partiti e attrezzati per una missione di pace, i militari italiani sono stati scaraventati in un campo di battaglia

E adesso tutti a casa!Senza Se e Senza Ma!

interventi di Vendola, Fava, Nencini ed altri su www.sinistraeliberta.it
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martedì 15 settembre 2009

Contributo di Fulvia Bandoli in vista dell'Assemblea Nazionale di Bagnoli

SL tra livello nazionale e territori

di Fulvia Bandoli

Se leggiamo i documenti usciti dalle tante assemblee regionali, provinciali e cittadine promosse da Sinistra e Libertà quel che colpisce è che parlano tutti lo stesso linguaggio, chiedono tempi certi per il percorso costituente e la definizione della data del congresso, l’inizio delle adesioni alla costituente subito dopo l’assemblea del 20 settembre, una tappa intermedia a Dicembre/Gennaio che riunisca gli aderenti a quella data e che discuta le linee dello Statuto e dei principi fondativi il nuovo soggetto politico, la presentazione del simbolo di Sinistra e Libertà in tutte le Regioni alle prossime elezioni regionali (senza diritto di veto di chi riterrà di fare una scelta diversa), e organismi di dirigenti che garantiscano tutto il processo e che siano formati non solo dai rappresentanti dei piccoli partitini che hanno dato vita alla lista elettorale ma soprattutto da persone che siano l’espressione di movimenti, territori, esperienze significative.

Credo che difficilmente l’assemblea di Napoli potrà prescindere da questi pronunciamenti, perché quelle assemblee raccolgono la parte più impegnata di ciò che è oggi Sinistra e Libertà, l’inizio possibile di una nuova comunità di donne e di uomini (come ha giustamente scritto Lisa Clark). Ma in quelle assemblee, io ne ho fatte alcune, ho colto anche un po’ di diffidenza: troppe sono state le occasioni mancate, ultima tra tutte l’assemblea dell’Ambra Iovinelli. Che si svolse dando voce a tante e tanti e si chiuse poi senza alcun impegno certo.

La diffidenza dunque si spiega guardando la nostra piccola storia, fatta di tante partenze e ripartenze e di nessun approdo certo.

Mentre nei territori si tenevano queste assemblee e anche diverse feste e incontri politici (sostenute da un lavoro volontario prezioso e generoso) il livello nazionale era invece ripiombato nel silenzio più totale. Salvo la lodevole iniziativa di proporre prima dell’estate una consultazione sulle possibili campagne politiche da fare nel paese. Anche se a posteriori io credo che le nostre poche forze vadano concentrate soltanto su di una campagna o due al massimo (è partita giustamente quella sulla scuola pubblica) . Così possiamo caratterizzarci, crescere, ottenere visibilità e credibilità, e forse qualche risultato. Non possiamo pensarci e agire come se fossimo ciò che ancora non siamo, non siamo una grande forza politica e non possiamo “stare” su tutto, una iniziativa insistita e puntuale, con gesti e pratiche politiche innovative può essere più efficace di un programma onnicomprensivo che in questo momento non siamo in grado di portare avanti.

Il silenzio estivo “del livello nazionale” hanno detto in molti è dovuto alla mancanza di soggettività politica. Concordo. Ma perché vi sia una soggettività politica devono esserci analisi condivise della realtà e delle possibili soluzioni ai problemi, intenzioni comuni sulla prospettiva, un gruppo dirigente con incarichi definiti, sedi chiare e frequenti di discussione e confronto delle idee. Così non è stato e l’assemblea del 20 settembre dovrà rimuovere anche questo limite, o almeno creare le condizioni perché ciò avvenga.

Un altro ostacolo è nelle nostre teste e nelle nostre pratiche politiche, noi che non siamo mai stati “partiti” nel senso tradizionale del termine (perché Sinistra Democratica , i Verdi e il Movimento per la Sinistra sono movimenti e non piccoli partiti) siamo andati assumendo via via i modi di fare e i difetti peggiori dei partiti, il verticismo esasperato, la mancanza di partecipazione, l’assenza di luoghi di discussione e soprattutto la mancanza di qualsiasi decisione attraverso un voto democratico. Dobbiamo recuperare l’intenzione originaria che ci muoveva tutte e tutti e buttar giù muri e muretti, sentirci ed essere di Sinistra e Libertà, abbandonare le altre appartenenze che ritroveremo unite insieme nel nuovo soggetto politico. Molti dei nostri elettori lo hanno fatto votandoci, tanti nei territori lo fanno nel lavoro quotidiano, adesso è tempo che lo facciamo anche noi, tutti i dirigenti dei cosiddetti “partitini”, mettendoci un po’ di lato, in una posizione di servizio che accompagni il processo. Mettersi al servizio di un processo tanto difficile e complicato è cosa importante ma presuppone la consapevolezza che non ci sono più ruoli dirigenti che ci portiamo dietro dai luoghi di provenienza. Se vorremo assumere incarichi , come tutte e tutti, dovremo essere anche noi legittimati da un voto.

Noi abbiamo tante risorse umane ma non siamo ancora riusciti a valorizzarle. Se mi è ben chiaro che Niky Vendola è l’esponente più significativo di ciò che finora siamo stati mi è altrettanto chiaro che la miglior cosa che abbiamo fatto sono state, nell’insieme, le liste alle elezioni europee, per l’apertura e la mescolanza di percorsi che rappresentavano. Sono quelle liste ad aver raccolto un milione di voti, e l’impegno preso dai candidati a portare quei voti in un nuovo soggetto politico della Sinistra. Ecco perché a mio parere è importante che da quelle liste si riparta per individuare il gruppo dirigente provvisorio che dovrà avere il compito di seguire la fase costituente fino al primo congresso. Non abbiamo coinvolto quei candidati, e mi riferisco in primo luogo a quelli non legati ad alcun “partitino”, per usarli solo in campagna elettorale, non sono i nostri “indipendenti di sinistra”, fiori all’occhiello che una volta terminate le elezioni vengono messi da parte. Se così fosse saremmo ancora prigionieri di una pratica politica logora.

Chi guarderà, all’indomani della assemblea di Napoli, il coordinamento nazionale, la commissione per lo statuto e quella sui principi del nuovo soggetto politico deve trovarci dentro le persone che hanno maturato in questi anni esperienze significative in movimenti importanti come quello della pace, della scuola, dei diritti civili, della legalità,dell’informazione e dell’editoria, del lavoro e del precariato, dell’associazionismo sociale e solidale. Tutti i candidati impropriamente definiti “esterni” hanno queste caratteristiche e tutti loro, e anche altre e altri, dovranno trovare posto nel nuovo assetto dirigente con ruoli precisi. Così come devono averlo, soprattutto nella commissione che preparerà le linee dello statuto i compagni e le compagne espressi dai territori.

Se sarà composto in questo modo il gruppo dirigente comincerà fin da subito a parlare ben oltre i confini delle piccole forze politiche di partenza. E sarà un bel segnale, che darà speranza. Come lo furono le liste per le europee.

Sarà anche un modo per cominciare a mettere radici in esperienze concrete e su questioni reali, perché in alcuni dei movimenti che ho citato si riconoscono molte migliaia di persone, quella sinistra diffusa alla quale vogliamo parlare. Non mi pare, questa proposta che avanzo, un dettaglio marginale: anche se non credo che le persone da sole possano cambiare il mondo, e meno che mai persone sole al comando, penso che un gruppo dirigente di donne e di uomini in buona parte nuovi alla direzione politica, ma non nuovi alla politica, possano almeno tentare di far meglio di quanto si è fatto finora. Perché finora, tutti noi che abbiamo in qualche modo diretto, non siamo giunti all’obiettivo che ci eravamo dati. Ecco perché è vitale cambiare, innovando i ruoli, pur mantenendo l’esperienza preziosa di tutti e tutte a disposizione e al servizio di questa nuova impresa.

Ascensore alla Cascata, completato il progetto della risalita meccanizzata


A breve i due Belvederi della Cascata saranno collegati da un Ascensore che passerà nel tracciato di una vecchia condotta forzata della dismessa centrale idroelettrica di Terni.L'investimento previsto è di circa 5 milioni di euro.
Il sindaco Di Girolamo ha inserito l'ascensore sulla Cascata nel suo programma elettorale.Si attende solo l'ok dell'Autorità di Bacino per iniziare i lavori, lavori che dovrebbero terminare entro un anno e mezzo.
Speriamo che al più presto però vengano ultimati i lavori presso il Parco Campacci...

lunedì 14 settembre 2009

Piero Calamandrei - in difesa della Scuola Pubblica



oggi si è aperto l'anno scolastico.In tutta Italia numerose manifestazione contro la Riforma Gelmini e i tagli al personale.

sabato 12 settembre 2009

Verso l'Assemblea Nazionale - Documento di SeL Umbria


DOCUMENTO SINISTRA E LIBERTA’ DELL’ UMBRIA

Il quadro politico che caratterizza oggi il nostro orizzonte, presenta una serie di elementi che rendono ancora più urgente l’avvio di una nostra iniziativa politica non più rinviabile.

Da molti mesi stiamo vivendo una diffusa difficoltà per trovare le necessarie sintesi di tanti vettori politici: il percorso di Sinistra e Libertà, pur tra mille difficoltà, si sta svolgendo lungo un cammino che raccoglie tante adesioni, anche inaspettate, divenendo il luogo in cui vengono riposte nuove speranze, antiche idealità e ritrovate aspirazioni per una società più giusta e solidale.

Questo quando assistiamo con vergogna e timori per la tenuta della democrazia ad un’azione del governo Berlusconi che, mentre non riesce a rispondere ai gravissimi effetti di una crisi globale, attua una politica razzista e xenofoba per l’immigrazione e ripropone modelli culturali pericolosi, e talvolta ridicoli, con continui attacchi alla libertà di stampa.

L’operato dell’ opposizione appare altrettanto insufficiente perché opera senza un’idea alternativa su come uscire dalla crisi economica: il Pd si affanna alla ricerca di un percorso identitario confuso e spesso contraddittorio, che anche l’attuale fase precongressuale non contribuisce a definire; l’Italia dei Valori, che acuendo la politica giustizialista, specula più sulle difficoltà della coalizione di centro sinistra, invece di contribuire a definire un organico disegno strategico di opposizione.

La crisi della politica e della sinistra può e deve avere una via d’uscita nella formazione di un nuovo soggetto politico che sappia navigare in mare aperto per ridare rappresentanza e significato alle richieste del mondo del lavoro di oggi e delle fasce più deboli, alle nuove generazioni e ai settori produttivi più attenti alla ricerca e all’innovazione, affrontando con determinazione e con spirito riformatore, le profonde trasformazioni culturali e politiche, con le relative contraddizioni, che la crisi ha prodotto.

Alcuni segnali importanti, alla luce dei recenti appuntamenti elettorali nel mondo intero, stanno investendo le forze progressiste di una nuova responsabilità politica, affidandoci il compito di rappresentare un’azione di protesta e di proposta rispetto agli effetti devastanti della crisi globale, finora contrastati dall’immobilismo delle politiche delle destre.

Questo alimenta e rafforza anche il nostro disegno politico, spingendoci a continuare nel nostro obiettivo di innovazione e di ricerca in uno scenario politico nazionale in continua evoluzione che, con l’avvento delle prossime elezioni regionali e l’imminente celebrazione dei congressi di diverse forze politiche, aprirà nuove prospettive e inesplorate possibilità di azione politica, che dovremo seguire con grande attenzione.

L’assemblea del 20 settembre dovrà rappresentare un appuntamento decisivo per le sorti di Sinistra e Libertà.

Noi chiediamo di dare un segno inequivocabile di avvio al processo costituente definendone le modalità operative, poiché consideriamo tale passaggio indispensabile ed ineludibile.

E' necessario organizzare tutti i livelli, da quello nazionale a quello regionale e locale, in modo flessibile ma efficace, per dare gambe al progetto, valorizzando così la grande spinta dei territori che potranno finalmente realizzare in maniera concreta la propria azione politica.

Il progetto di SeL diventerà in questo modo credibile perchè reale e perchè in grado di recepire le istanze e i bisogni che ciascun territorio esprime, in termini includenti ed aperti a tutte le pulsioni di sinistra che ancora si manifestano in maniera spontanea ma con grande vitalità, assumendo i caratteri di una moderna sinistra riformatrice e di governo.

Non si tratta di esaltare le forme a discapito dei contenuti, che invece devono essere l'humus in grado di sostanziare le nostre azioni: si tratta invece di far conoscere ed esaltare i contenuti di quella cornice interpretativa e di linea politica che deve essere la nostra identità.

Per questo a partire da una prima iniziativa pubblica a carattere regionale che si dovrà tenere nei primi giorni di ottobre, si dovrà avviare il lavoro per un programma politico da elaborare comunemente e definire, anche tenendo conto della concomitante campagna elettorale, un calendario di iniziative, regionali e territoriali, che dovranno coinvolgere anche tutti i nostri rappresentanti eletti nelle amministrazioni locali.

Le esperienze locali che in Umbria e in tutta Italia si sono prodotte in questi mesi dimostrano che i territori esprimono un alto grado di maturità, con disponibilità al confronto e grande capacità progettuale seppure con qualche criticità e con alcuni limiti, che andranno affrontati e risolti senza perdere di vista il progetto comune e superando personalismi dannosi e inutili.

Per questo l'input del livello nazionale risulta necessario per dare coerenza, continuità e garanzia a progetti singoli che rischiano di cadere nell'estemporaneità e nel frammentarismo.

E' per tutto ciò che il 20 settembre dovrà essere un momento di forte operatività e dinamismo in cui non si rinviino più scelte e decisioni.

La società civile ci guarda con interesse, in parte perchè legata a noi e alle storie politiche da cui proveniamo, in parte perchè SeL rappresenta oggi lo spazio politico che si candida ad essere il più fruibile, il più contaminabile, il più attento e curioso alle trasformazioni sociali e culturali del nostro Paese. Ebbene: non possiamo in nessun modo disattendere una tale aspettativa se crediamo davvero che la linfa vitale del progetto di SeL sia "fuori dal recinto" e non più dentro.

Dopo il milione di voti ottenuto alle elezioni Europee e dopo l’ottimo risultato che le liste di SeL hanno ottenuto alle elezioni amministrative in tutta l’Umbria, si era parlato unanimemente di un’apertura di credito da parte dell’elettorato, che non si poteva definire soltanto “nostro“: è venuto il momento di dare risposte concrete e dimostrare che SeL si sta incamminando verso un vero e proprio soggetto politico. In poco tempo, senza organizzazione, senza risorse ed in maniera spontaneista, molte donne e uomini si sono messe a disposizione e hanno dato il proprio contributo affinché anche quell’appuntamento potesse diventare l’avvio di un reale processo costituente. Non possiamo deluderli.

Per questo proponiamo:

1. partire immediatamente con la campagna di adesioni/tesseramento di SeL (per i soggetti che hanno un proprio tesseramento questo dovrà rappresentare una forma di doppia adesione);

2. fondare circoli di SeL su tutti i territori individuando sedi unificate che diventeranno lo spazio in cui elaborare comunemente proposte concrete;

3. istituire coordinamenti regionali e provinciali, in tempi brevi, secondo modalità da discutere con criteri democratici, includenti e partecipativi che abbiano anche il compito di interloquire con le altre forze politiche, sociali e sindacali in maniera autorevole e legittimata;

4. attivare un ufficio stampa che risponda alle esigenze di comunicazione all’esterno di SeL e che serva a far conoscere il suo punto di vista sugli avvenimenti più importanti della nostra regione, che risponda direttamente al coordinamento regionale, utilizzando al massimo anche le possibilità date dalle strutture di supporto istituzionali;

5. formalizzare con la sigla “Sinistra e Libertà” tutti i gruppi consiliari ove vi siano eletti, al di là delle sigle utilizzate alle ultime elezioni amministrative;

6. istituire coordinamenti degli eletti per promuovere iniziative comuni e per dare agli amministratori, a tutti i livelli, uno strumento utile di confronto per una politica amministrativa comune;

7. proporre la scrittura di una carta dei valori condivisa e la definizione di un codice etico vincolante per tutti gli iscritti di SeL;

8. utilizzare sempre, sia nella presentazione di liste alle elezioni che nell’organizzazione di iniziative comuni e quando la maggioranza delle componenti di SeL ne faccia richiesta, il simbolo “Sinistra e Libertà”, superando quella sorta di veto strumentale che ostacola ed impedisce il dispiegarsi di una trasparente azione politica.


Perugia, 10/09/09 SINISTRA E LIBERTA’ UMBRIA
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venerdì 11 settembre 2009

Il 19 in piazza. Per mio padre e per coloro che scelsero di stare dalla parte della libertà


Il 19 in piazza. Per mio padre e per coloro che scelsero di stare dalla parte della libertà

di Bice Biagi

Quest’estate, per la prima volta, ho avuto la possibilità di tenere tra le mani e poi leggere un giornale di tanti anni fa, per l’esattezza del 1944. ‘Patrioti’ si chiamava quel foglio, modesto per foliazione e scarso di collaboratori o firme illustri; in pratica tutto era fatto dal direttore e da pochi sconosciuti giovani, magari con qualche difficoltà di grammatica e sintassi, che raccontavano le proprie esperienze. Chi aveva voluto, ideato e poi realizzato quel foglio era un ragazzo di 23 anni, redattore di ‘Carlino Sera’ e si chiamava Enzo Biagi: la sua redazione era composta più o meno da coetanei e le riunioni le tenevano nei boschi dell’Appennino, lungo l’argine dei torrenti o al riparo di un casolare, non avevano stipendio, spesso poco da mangiare ma l’orgoglio di chi capiva di fare qualcosa per il suo Paese. ‘Patrioti’, infatti, era il giornale della Brigata Giustizia e Libertà e i ragazzi che volevano informare gli italiani di quello che stava succedendo, dell’andamento della guerra di Liberazione dal nazifascismo, erano partigiani. Qualcuno di loro non è tornato, qualcuno, più fortunato, ha poi vissuto la trafila di un sanatorio o della corsia di un ospedale: tutti, però, indistintamente hanno portato per tutta la vita l’orgoglio di aver consegnato ai loro figli un mondo diverso, migliore, un mondo dove le idee e le opinioni potevano circolare liberamente. Ecco perché mi sembra non solo importante, ma doveroso, dopo le intimidazioni, gli attacchi e le querele del Presidente del Consiglio a tanti colleghi, essere sabato 19 settembre in piazza del Popolo: sento di doverlo, oltre a mio padre e a tutti coloro che nel 1944 scelsero di stare dalla parte della libertà, anche a mia figlia perché vorrei, come diceva Giosué Borsi, che vivesse in un mondo ‘più giusto e più buono’.

fonte: http://www.articolo21.info/8927/notizia/il-19-in-piazza-per-mio-padre-e-per-coloro-che.html

martedì 8 settembre 2009

8 Settembre


l'8 Settembre a Marmore di Bruno Zenoni

Alle 17,30 del giorno 8 settembre 1943, mio fratello Aristeo che tornava in bicicletta dal lavoro alle Acciaierie di Terni mi disse: "Attorno ai monti della conca Ternana ci sono innumere­voli falò, come mai?".
Intuì subito che era stato firmato l'armistizio con le forze alleate; ciò non perché mi ritenessi un indovino bensì perché da molti giorni circolavano voci circa la firma dell' armistizio.
Avevo partecipato alle giornate del 25 luglio e nei 45 giorni del governo Badoglio noi antifascisti avevamo intensificato i contatti e le riunioni per trovarci preparati ad ogni evenienza.
Anch'io accesi un falò al centro dell'abitato di Marmore a pochi metri dal mio negozio di barbiere; si radunarono parecchie per­sone, alcuni antifascisti collaborarono a ravvivare il fuoco. Nel frattempo si cercava di spiegare il significato dell'iniziativa per orientare la gente sulla fine della guerra, dei bombardamenti, delle sofferenze.
Ma le cose, çome si sa, non filarono così lisce!
Mentre si parlava attorno al falò, un tenente di fanteria in servizio a Marmore - dove vi erano un centinaio di soldati di fanteria di presidio alle opere idrauliche delle centrali elettriche e delle Acciaierie e nel contempo addetti ai reparti fumo geni per celare gli impianti ai bombardamenti aerei - cercò di spe­gnere il fuoco disperdendone i tizzoni con i piedi.
Gli astanti cercarono di difendere il falò.
Intervenne il brigadiere dei carabinieri con un milite chie­dendo il nome di colui che aveva acceso il fuoco. Il compagno Terenzi Tesildo, cercando di proteggermi, sapendomi persegui­tato politico, si fece avanti e pronunciò il proprio nome addossandosene la responsabilità.Io però dissi la verità e cioè che avevo acceso io il fuoco!
Il brigadiere mi intimò di seguirlo in caserma e al mio rifiuto e alle mie grida rivendicanti la libertà mi afferrò per un braccio insieme ad un altro milite per arrestarmi e condurmi nella vici­na caserma che distava circa 40 metri.
La folla si strinse attorno a me ed ai carabinieri ed urlava per ottenere la mia liberazione. Giunti sulla soglia della caserma, essendosi la folla fatta più pressante, i carabinieri scapparono abbandonando la preda, che in quel caso ero io, senza fare più ritorno a Marmore.
Per me non era altro che la continuità della lotta per la libertà, per la democrazia e per la pace iniziata 20 anni prima e per la quale avevo subito persecuzioni, carcere e confino. Infatti iniziò così la collaborazione per la lotta armata contro l'invasore nazi­fascista.
Successivamente feci parte della brigata garibaldina A.Gram­sci, nel 1945 partì volontario con il gruppo di combattimento della divisione "Cremona", per contribuire alla liberazione del resto d'Italia. In seguito, quale pubblico amministratore, conti­nuai a lavorare per la ricostruzione del paese e per il consoli­damento della democrazia.
Nei vari incarichi pubblici, politici, cooperativistici, sindacali e ovunque operai continuò a sostenermi lo stesso spirito di libertà e democrazia con il quale avevo sì lungamente com­battuto.

dal sito ProfiliPartigiani
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martedì 1 settembre 2009

Alle Regionali tedesche stravince La Sinistra


Sorpresa, vincono i rossi
di Graziella Mascia - da L'Altro (01/09/2009)

Giallo/nero o rosso/rosso? Titolano i giornali tedeschi. La Linke vince, la Cdu perde. E la signora Merkel è avvertita: le elezioni legislative nazionali del 27 settembre si annunciano particolarmente difficili, sia per i risultati del suo partito, sia per la politica delle alleanze.

La Merkel aveva sperato che nelle elezioni regionali del 30 agosto il suo partito potesse confermare la lunga storia di governo in quei Lander, e soprattutto che dalle urne uscissero dei numeri che consentissero alla Cdu di allearsi solo con i liberali. Il voto di domenica, in sostanza, doveva essere una prova per il governo nazionale e la maggioranza nel Bundestag. Invece le cose sono andate diversamente: se queste elezioni rappresentano una tendenza nazionale, cosa di cui sono tutti convinti, i democratici-cristiani per governare devono rifare la Grande Coalizione.

Infatti, in tutti e tre i Lander in cui si è votato la Cdu della Merkel perde voti, con percentuali che arrivano fino al 12% in meno, e rischia di perdere il governo, almeno in due realtà. Mentre in Sassonia può avvalersi dei soli voti liberali per formare la maggioranza, nella Saar e in Turingia non può fare a meno dei voti della Spd. Le trattative sono aperte ma gli esiti dipenderanno dai rapporti a sinistra. Nella Saar il governo rosso/rosso sembra una ipotesi possibile. Si tratta della regione di Oskar Lafontaine, dove egli ha governato dal 1985 al 1998 ma, mentre i suoi rapporti a livello nazionale con il suo ex-partito non sono splendidi, nel suo Land il dialogo è aperto già dalla campagna elettorale. I candidati della Linke sono quarantenni popolari e competenti, con esperienze di governo locale.
E i programmi dei due partiti consentono di lavorare seriamente per definire un programma comune, anche con i Verdi, che la Linke ha già dichiarato di considerare un alleato importante. In Turingia, invece, i numeri favorirebbero la stessa soluzione: i verdi entrano nel parlamento regionale superando lo sbarramento del 5%, e Linke e Spd guadagnano. Una coalizione rosso/verde supererebbe abbondantemente, anche qui, il 50%.

Ma la Spd non ha ancora deciso, anzi, fino a ieri ha dichiarato di non voler governare con la Linke. La ragione non riguarda il programma, ma il governatore, che spetterebbe al partito di maggioranza relativa, cioè alla Linke. Insomma, la Spd dice che non intende riconoscere alla Linke questo evidente diritto di indicare il nome del ministro-presidente e di aprire le trattative.

Una pregiudiziale legata ai posti di governo, prima ancora che ai contenuti, pur sapendo che anche in Turingia i candidati della sinistra hanno caratteristiche di primissimo livello. In ogni caso, la Linke è considerata da tutti il vero partito vincitore, sia per il risultato veramente spettacolare in un Land dell'ovest (21,3% nella Saar), sia perché costringe la Spd a tornare a ragionare sulla sua strategia. Se la Cdu ha bisogno della Spd per continuare a governare, la Spd non se la può cavare semplicemente confermando il governo di grande coalizione.

La crisi del partito socialista europeo non risparmia nessuno, e prescinde dalla collocazione al governo o all'opposizione: il partito socialista francese è impegnato in un confronto interno quasi drammatico, Zapatero prova a fare i conti con la crisi dopo aver sperimentato alcune innovazioni, ora però insufficienti, i laburisti inglesi non sanno più come uscirne da un'eredità come quella di Blair, che viene criticato, a posteriori, anche da cugini italiani come D'Alema e Prodi. La Germania rappresenta un ulteriore test che interroga la socialdemocrazia europea.

Il welfare universalista è considerato il modello di riferimento per paesi come la Cina, gli Stati Uniti e l'America Latina, mentre in Europa si assiste a un lento processo di smantellamento dello stesso. E in ogni caso, da anni non c'è un'idea, un progetto delle sinistre che, non solo si opponga ai processi di privatizzazione, ma ipotizzi uno stato sociale che faccia i conti con le nuove realtà del lavoro, e avanzi proposte alternative alle politiche liberiste e di precarizzazione del mercato del lavoro. A fronte della crisi economica e finanziaria mondiale, l'industria tedesca è quella più robusta, e anche dal punto di vista occupazionale è il paese che sta meglio.

Ma i cittadini tedeschi, con questo voto, ancora una volta mandano un messaggio di sinistra. Forse anche per il sistema elettorale di cui dispone, si può dire che la politica in Germania non è ancora screditata, e il rapporto con le istituzioni è piuttosto solido. Nessuno pensa di doversi arrangiare da solo, come avviene da noi, e, anzi, c'è una idea del bene comune che consente a ognuno di pretendere dallo Stato i servizi che gli competono, e allo stesso tempo sentirsi parte di una comunità nazionale che ragiona su sé stessa.

Il limite, semmai, è proprio nel confine nazionale cui i tedeschi guardano, e non a caso il voto europeo aveva visto un'affluenza al voto molto basso. D'altra parte, la crisi politica europea non aiuta certo un processo di "europeizzazione" dei suoi residenti. Chi non si può permettere un approccio nazionalistico è invece la politica, e nella fattispecie la sinistra.

La dimensione europea è il campo di azione indispensabile, non solo per analizzare i processi sociali e politici, ma anche per tornare a progettare a sinistra. La Linke vince perché ha saputo unire due storie politiche diverse, e il patto Bisky - Lafontaine è fondamentale sia nelle dinamiche interne di gestione del partito, sia nel messaggio unitario che si manda all'esterno. Ma la credibilità di questo partito sta anche nell'investimento che ha fatto nel partito della sinistra europea, di cui Lothar Bisky è oggi presidente, e nella grande apertura che hanno sempre dimostrato nel confronto con gli altri.

I rapporti con le organizzazioni sindacali più di sinistra ( V.e.r.d.i.) e con quelle più storiche (alcuni dei quali arrivati al partito con Lafontaine) ne sono la conferma. Il forte interesse per l'ambiente e l'ecologia, il femminismo, il pacifismo completano il quadro di un partito che ha attraversato un processo di innovazione politica e culturale straordinari, e si misura allo stesso tempo con la formazione di gruppi dirigenti all'altezza del compito.

La loro esperienza di governo, per ora, si limita al livello regionale, ma nella consapevolezza che si tratta di un nodo tra i più scottanti nel dibattito a sinistra. Insomma, i risultati elettorali della Linke ci interessano anche per il contributo che portano nel dibattito a sinistra in tutta Europa. Se si guardano da questo punto di osservazione, anche in Italia le cose potrebbero essere più interessanti.