domenica 28 giugno 2009

PER IL POPOLO IRANIANO, PER NEDA


Come si possa star fermi, zitti e buoni quando a Teheran squadracce di polizia segreta ammazzano impunemente la meglio gioventù del Paese è un mistero che devo ancora scoprire. Le immagini che filtrano attraverso la censura ma che non possono essere fermate dal network globale che non a caso i governanti del mondo (anche in Italia, beninteso) stanno tentando di imbrigliare sono agghiaccianti nella loro attualità. Ma a noi italiani quei fotogrammi rinnovano ferite non ancora rimarginate. Ricordano i morti di Melissa, di Battipaglia, gli eccidi di Reggio Emilia e di Portella della Ginestra. Immagini in bianco nero, seppiate, sepolte nell’oblio o in qualche targa di marmo lasciata sui muri. E a noi che abbiamo vissuto Genova nel luglio 2001 quelle immagini sono ancora più incise nella nostra pelle, nella nostra testa.

Quella tragica storia - stavolta a colori e con l’alta definizione delle dirette tv e del web - che mi ispirò il “Lamento in morte di Carlo Giuliani” è sicuramente incomparabile con la lotta di un intero popolo contro lo scippo di democrazia che sta avvenendo. Eppure ogni rivoluzione ha in sé segni diversi ma uguali, che ci fanno gridare contro le ingiustizie da qualsiasi parte provengano.
Mi fa molto pensare la serenità di quei ragazzi e di quelle ragazze iraniane che affrontano le pallottole a petto nudo, quasi senza rispondere, senza organizzarsi. Le rivoluzioni nel mondo che vogliamo possibile le vorremmo gentili, con molte più similitudini con le feste che con l’odio. Resteremo sempre dalla parte di tutte le Neda del mondo che un giorno saluteranno i genitori uscendo di casa come quando si va scuola o all’università e scenderanno in piazza per rivendicare la vita.

Nichi Vendola
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mercoledì 24 giugno 2009

Buon Lavoro, Leo!


Elezioni '09, Leopoldo Di Girolamo ha vinto il ballottaggio

il candidato del centro-sinistra ha raggiunto il 53,01%, contro il 46,99 di Antonio Baldassarre

Il risultato ufficioso del ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco di Terni con tutte le sezioni scrutinate (131 su 131) vede la vittoria di Leopoldo Di Girolamo con il 53,01% (28.719 voti), contro il 46,99 di Antonio Baldassarre (25.457 voti).

mercoledì 17 giugno 2009

per Leo Di Girolamo Sindaco

Ai cittadini di Marmore

Cari cittadini,
nelle ultime elezioni Circoscrizionali “Sinistra e Libertà” ha raggiunto un buon risultato, a Marmore il 16% dei consensi.
Tommaso Sabatini è stato il candidato di “Sinistra e Libertà” più votato in tutte le Circoscrizioni (98 preferenze, 78 a Marmore).
Un risultato sorprendente, raggiunto con un soggetto politico che si è costituito da circa due mesi.

Purtroppo per pochi voti non avremo nostri rappresentanti nel Nuovo Consiglio Circoscrizionale, ma il nostro impegno nel territorio continua. Nei prossimi mesi metteremo in campo una serie di iniziative per Marmore.


Invitiamo tutti i Marmoresi a

VOTARE LEO DI GIROLAMO
al Ballottaggio e a
NON VOTARE per i Referendum

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L'altra Thyssen


L'altra Thyssen
di Stefania Maurizi
Polveri nell'aria. Rifiuti che finiscono in un affluente del Tevere. Laghetti di veleni. L'acciaieria di Terni nel mirino delle inchieste


È una patina grigia, chiarissima, che si deposita ovunque: la noti accumulata ai margini della strada, ma soprattutto sulla chioma degli alberi, sui tetti delle case, sui cartelli stradali, nei giardini. Ovunque.

In passato, raccontano, ne pioveva molta di più: in un giorno del 2002 tutto si ricoprì di bianco, come se all'improvviso fosse caduta la neve. Tutti sanno da dove viene quella polvere. Vola via dai recinti della Thyssen Krupp di Terni, il polmone d'acciaio del cuore verde d'Italia: nasce dalle montagne di scorie sfornate dalla fabbrica metallurgica più importante d'Italia.

L'impianto di Torino, quello dove sette operai hanno trovato la morte tra le fiamme, è solo una filiale del colosso umbro. Qui la Thyssen è l'industria: dà lavoro a 5 mila persone, ne mantiene complessivamente 20 mila in una città che ne conta 112 mila, consuma da sola un quarto di tutta l'energia elettrica della regione. Inevitabile che tutta la vita del capoluogo ne sia condizionata, nel pubblico e nel privato.

Ma da due anni anche Terni si interroga sul suo rapporto con la 'fabbrica dei tedeschi'. Perché sul tavolo del procuratore capo Fausto Cardella, protagonista in passato delle indagini su Giulio Andreotti e sulle toghe sporche romane, si accumulano fascicoli di inchiesta sui pericoli ambientali che il gigante d'acciaio avrebbe provocato. Indagini sulle polveri che si disperdono sulle case del quartiere di Prisciano; sui rifiuti liquidi che finiscono nel fiume Nera, un affluente del Tevere che fino alla cittadina umbra appare aulico; sulla gestione della misteriosa discarica di Vocabolo Valle dove sono stati sepolti anche veleni che non dovevano trovarsi lì e dove il percolato sarebbe stato smaltito in impianti della Thyssen privi delle autorizzazioni.

E sull'ultimo inquietante episodio: la scoperta di un laghetto sotterraneo denso di cromo esavalente, agente cancerogeno pericolosissimo in concentrazioni cento volte superiori al limite. Il tutto a pochi chilometri dalla cascata delle Marmore e dai suoi paesaggi incantevoli, incastonato nella regione delle colline verdi che generano ogni anno un miliardo di litri di acqua minerale.


Offensiva giudiziaria Al centro di queste indagini c'è sempre lo stesso personaggio: Daniele Moroni, il plenipotenziario italiano della Thyssen Krupp. È il top manager sotto processo a Torino per la strage degli operai: imputato di omicidio colposo, incendio colposo e di non avere preso le cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo la procura piemontese, la casa madre tedesca dopo un rogo gravissimo che nel 2006 aveva colpito un impianto in Germania, aveva consigliato una serie di investimenti antincendio.

Sarebbe stato Moroni, però, a omettere la pianificazione di quelle misure, che avrebbero potuto salvare gli operai torinesi. A Terni, Moroni, 61 anni, è considerato una potenza. Il processo di Torino e l'orrore per il rogo non hanno minato il suo prestigio. Tanto meno è accaduto con le indagini della Procura di Terni, che cercano di fare luce sulla situazione ambientale di una città dove, secondo la denuncia dell'ex presidente umbro del Wwf Sauro Presenzini davanti alla Commissione parlamentare dei rifiuti, si registrava un quinto di tumori e leucemie in più della media nazionale, dovuta proprio "all'altissima concentrazione di industrie inquinanti".

Adesso i carabinieri del Nucleo tutela ecologica, la squadra specializzata della polizia provinciale, il nucleo investigativo della Forestale cercano di capire fino a che punto il territorio sia stato contaminato. Un'offensiva giudiziaria che non preoccupa l'azienda tedesca: "Ci risulta che solo alcune delle vicende sono confluite in fascicoli di indagine", replicano a 'L'espresso', "e pertanto doverosamente coperte dal relativo segreto.

Rimane costume della nostra società non commentare le attività dell'autorità giudiziaria, vista la fiducia che la società stessa ha sempre riposto e ripone nella serenità di giudizio della magistratura".

La montagna delle scorie L'ultima inchiesta è un inno ai paradossi italiani. Il tracciato della Terni-Rieti, un'autostrada strategica per lo sviluppo dell'Italia centrale, viene fatto passare dentro la discarica di Vocabolo Valle che da trent'anni inghiotte ogni risma di rifiuti, urbani e industriali. Si progetta di attraversarla con un tunnel, scavato in mezzo alla montagna delle scorie che da dieci anni si è deciso di bonificare, invano.

Quella che l'ex dirigente dell'Agenzia regionale per l'ambiente Filippo Emiliani ha descritto come "una situazione macroscopica", parlando di "questione delicata per la genesi della discarica inizialmente realizzata a norma di legge ma poi cresciuta un po' alla giornata e in verticale anche in virtù del fatto che operava in sinergia con la discarica delle acciaierie".

E allora, perché non è stata fermata e ripulita? La risposta è nella stessa equazione che domina tutta la vita di Terni: la Thyssen è il lavoro. "Se la discarica di Terni dovesse chiudere, le acciaierie subirebbero un duro colpo sul piano economico".

In questa discarica "alla giornata" si va a infilare la grande opera che deve creare un'alternativa all'autostrada del Sole, unendo Civitavecchia a Mestre via Orte. La Terni-Rieti viene proposta, come recita il sito dell'Anas, "da un raggruppamento di società composto dalla Gefip Holding": è la holding belga della famiglia di Vito Bonsignore, europarlamentare del Pdl, candidato in un collegio sicuro nelle elezioni della scorsa settimana e più volte coinvolto nelle inchieste giudiziarie sugli appalti più ricchi, da Mani pulite ai furbetti delle scalate bancarie.

Il piano della nuova strada è di grande effetto scenico: uscendo dalle cascate delle Marmore ci si immetterà in un ponte in stile Calatrava, tra i boschi e le acque dell'Umbria. Il tutto però infilandosi in un'area dichiarata zona da bonificare. Come è stato possibile? L'ingegnerRaffaele Spota dell'Anas spiega che tutte le autorizzazioni sono state concesse, mentre il ministero dell'Ambiente non ha risposto alle domande de 'L'espresso'.

È proprio scavando l'imbocco sud della galleria che nello scorso aprile è spuntato 'il drago': una piscina colma di liquido verde brillante, quasi fantascientifico, lunga 30 metri, larga 15 e profonda più di tre. Millequattrocento metri cubi di veleno, come hanno dimostrato le analisi: acque dense di cromo esavalente, agente cancerogeno ad altissima pericolosità.

La concentrazione, dichiara Adriano Rossi dell'Arpa, arrivava "anche a 500 microgrammi al litro", mentre il limite massimo tollerato per le acque di falda è di soli 5 microgrammi: cento volte più alta del tetto imposto dalla legge.

Immediato il blocco dell'opera e la necessità di una costosa variante per aggirare la collina avvelenata. La scoperta infatti ha spiazzato tutti: nessuno pensava che ci fossero veleni a quella profondità, perché i calcoli sulla struttura geologica erano sbagliati: "Noi ritenevamo che ci fossero le scorie e l'argilla che è notoriamente un grande isolante", spiega Rossi , "e solo sotto, a cento metri, l'acqua della falda. Invece non era vero".

Dunque le perizie idrogeologiche erano sbagliate o, addirittura, false? Ci sono altre falde d'acqua meno profonde che non si conoscevano prima e che potrebbero essere state contaminate? Su questa vicenda stanno indagando i carabinieri del Noe di Perugia e i magistrati ternani, che stanno valutando gli esiti della perizia di Alessandro Iacucci, il consulente che ha indagato sullo scandalo di rifiuti in Campania.

Tempesta di polveri Delle conclusioni del perito non filtra nulla e tutti conoscono la posta in gioco: quella discarica è vitale per le operazioni della Thyssen Krupp. L'unica cosa certa è che, se prima il cromo esavalente era stato trovato all'imbocco sud della galleriaTescino, ora è spuntato in quello nord, nella zona di Prisciano, un quartiere di poco meno di mille abitanti, schiacciato tra l'acciaieria e la nuova superstrada.

Da 15 anni a Prisciano si lotta contro le polveri che si liberano dalle lavorazioni dell'acciaio, moltiplicando esposti sui problemi respiratori dei residenti. Dopo un decennio di proteste, l'azienda ha provveduto a coprire il deposito delle scorie per limitare la tempesta di sabbia chimica. Il problema è ridimensionato, ma tutt'altro che risolto. La centralina di rilevamento del polveri sottili (PM10) di Prisciano supera sistematicamente i limiti fissati dalla legge: nel 2007 si sono registrati ben 123 sforamenti e lo scorso anno 93. "Un dato allarmante, indicatore del fatto che c'è un grosso problema", conferma a 'L'espresso' Valerio Gennaro, epidemiologo dell'Istituto per la ricerca sul cancro di Genova e consulente in inchieste di primo piano, dal caso delle acciaierie di Cornigliano all'uranio impoverito. La neve grigia di Prisciano adesso è oggetto di un processo contro Bruno Franco, responsabile della Ilserv, la società partecipata dalla Thyssen che tratta polveri e fanghi risultanti dalla produzione metallurgica. Agli atti c'è la perizia dell'università di Ancona, che definisce quelle polveri "potenzialmente patogene per la salute dell'uomo". Ma per Gennaro, se dopo tanti anni siamo ancora al "potenzialmente patogene" e non ci sono certezze sugli effetti, è perché si deve fare di più: "Bisogna incoraggiare questa gente a fare studi approfonditi, confrontando sistematicamente la popolazione esposta alle polveri con quella non esposta e, soprattutto, studiando tutte le malattie".

Investimenti ambientali Anche in questo caso la Thyssen spiega la sua posizione: "Dal marzo 2008 opera il 'tavolo ambientale', che coinvolge la Regione, la Provincia e il Comune, nonché l'Arpa e la stessa nostra società; ha come obiettivi il controllo, il monitoraggio e conseguentemente l'adozione, se necessaria, di azioni per il miglioramento dell'ambiente. Sottolineiamo che la Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni soltanto nell'ultimo triennio ha investito sull'ambiente oltre 35 milioni di euro, sostenendo comunque su base annua, in tutti i siti italiani, costi pari a 30 milioni per la gestione degli impianti ecologici e di tutela ambientale".

Ma a Terni il drago verde e cancerogeno spuntato dal cantiere dimostra che mancano informazioni attendibili. Dove finisce quel fiotto verde trovato nelle falde ? "La falda può andare al massimo giù al fiume, lì c'è il Nera", ha dichiarato a 'L'espresso' l'ingegnere Rossi dell'Arpa. Dunque entra nel Nera e di lì dritto nel Tevere, verso Roma? Tutti gli atti delle inchieste sono sul tavolo del procuratore Cardella.

Prima di formalizzare le contestazioni, il pm attende le perizie. Lunghe e spesso controverse, come accade sempre in questi casi. Intanto però la polvere grigia continua a cadere e la collina dei veleni continua a covare altri draghi, in attesa che si decida di trovare i fondi per bonificarla.

da "L'Espresso"

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giovedì 4 giugno 2009

per la Circoscrizione


Grazie a tutti quelli che mi stanno sostenendo in questa campagna elettorale.
Siamo ormai alle fasi finali e mentre c'è chi, invece di parlare di programmi, tira fuori all'ultimo minuto nuovamente la storia del voto utile(come se in Circoscrizione ci fosse un quorum da superare), io cerco di convincere la gente a sostenere la mia lista e la mia coalizione.
In questi giorni ho fatto conoscere ai miei concittadini il mio impegno nella Circoscrizione "Velino" nell'ultima legislatura e ho esposto le mie proposte per il futuro. Idee che ho condiviso con tanti amici e compagni.
Sono l'unico candidato che ha un'esperienza amministrativa,esperienza che voglio mettere a disposizione del territorio nella nuova Circoscrizione.per questo vi invito a votarmi.


Tommaso Sabatini

martedì 2 giugno 2009

Mela Voto!


"Mela voto" è l’iniziativa organizzata da Sinistra e Libertà per Terni per giovedì 4 giugno 2009. La partenza sarà dal gazebo in Largo Villa Glori alle ore 16.30 e poi si sposterà in giro per la città in bicicletta.

Durante l’iniziativa saranno distribuite alla cittadinanza mele a Km zero della Lista, come simbolo di attenzione di Sinistra e Libertà per Terni nei confronti del caro vita e in particolare del forte aumento del costo di frutta e verdura.



venerdi pomeriggio chiusura della campagna elettorale con Franco Giordano
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Prgramma di "Sinistra e Libertà" per Terni


C'è bisogno di sinistra! il 6 e 7 giugno dai forza alla nuova sinistra italiana!

C'è una sinistra che non è rimasta a contemplare le proprie macerie. Dalla sconfitta dell’anno scorso ci siamo mossi in tanti, socialisti, comunisti, ambientalisti, donne, uomini di sinistra per ricostruire una sinistra nuova, di cambiamento che sappia rimettere la questione morale, il valore del lavoro e il primato della laicità delle istituzioni al centro del proprio progetto. Una sinistra capace di immaginare un Paese diverso, meno diseguale, non più oppresso dal carrierismo politico, sottratto alle ragioni del cemento, impegnato a ritrovare una nuova sensibilità ambientale.

Una sinistra determinata a rimettere il NOI al posto dell’io, disposta a distinguersi per i comportamenti ancora prima che per i programmi.

Una Sinistra unita e utile


Terni città di tutt@
Terni è la città di tutte le persone: la parità dei diritti e delle opportunità sono affermate nelle scelte amministrative; nella lotta contro ogni discriminazione; nel riconoscimento dell’identità di genere; delle diversità di sensibilità e punti di vista; nell’accoglienza dei nuovi cittadini.

Una nuova sinistra per un nuovo centro-sinistra: basta con le logiche di potere, liberare le energie innovative
Terni dovrà “pensare e costruire” il suo futuro, dando forza ad un grande progetto aperto al contributo di tutti. Governate Terni vorrà dire accrescere la qualità strategica nell'azione di governo e la partecipazione attiva dei cittadini nelle scelte programmatiche. E' necessario un salto di qualità, anche rispetto alla Giunta Raffaelli. Le città sono il luogo della massima concentrazione di ricchezza, di servizi, di cultura e di divertimento, di lavoro. Questo modello è sempre più al limite e propone nuove contraddizioni: attività energivore inquinanti e rumorose, crescenti problemi di convivenza e di adeguatezza dei servizi, finitezza delle risorse, del suolo e del territorio, occupazione precaria e nuovi sfruttamenti.
Terni deve fronteggiare questa crisi a viso aperto proponendo una trasformazione economico/energetica del modo di produrre, proponendo un nuovo rapporto tra ricerca e produzione, tra Università, Istituzioni ed Imprese, estendendo il senso egualitario e solidaristico che l'hanno sempre contraddistinta anche contrastando le lobbi dominanti che non vogliono cambiare.
Terni deve aprirsi all'innovazione generazionale, economica e sociale.

Terni città della trasparenza della democrazia della partecipazione
La politica torni sobria, i rappresentanti del popolo devono essere stimati, non privilegiati, gli enti si riducano (e anche i guadagni dei manager!).
I sindaci non siano imperatori: il territorio deve essere protagonista, attraverso il bilancio partecipato si dovrà dare a ciascun cittadino la possibilità di sapere come si spende e di contribuire alle decisioni.
E’ indispensabile mettere in discussione la pratica diffusa degli “appalti al massimo ribasso”. Chiediamo che la trasparenza, i parametri di qualità, la salvaguardia e il miglioramento ambientale, la tutela di diritti dei lavoratori, la qualità del servizio siano i punti cardine della politica degli appalti.

Terni città ecologica. Tutela dell’ambiente: qualità della vita e risorsa per
lo sviluppo

Il futuro inizia ora, priorità al lavoro verde!
Terni deve ridurre il consumo energetico, far partire dal mese di settembre la raccolta differenziata porta a porta, il compostaggio e il riciclo della materia, chiudere la stagione dell'incenerimento, puntare sul risparmio energetico negli edifici, mettere un freno al consumo del territorio, predisporre il Bilancio Ambientale. La pubblica amministrazione deve dare l’esempio: mense delle scuole biologiche e a chilometro zero,agricoltura biologica a filiera corta e orti urbani, acquisti verdi, potenziamento delle piste ciclabili, del bike sharing, della metropolitana Borgorivo Terni - Narni Scalo.Realizzare il bilancio energetico degli edifici. Dare spazio all’ urbanistica partecipata per incontrare i bisogni degli abitanti e non dei costruttori: ristrutturare è meglio che costruire! Difesa dei beni comuni ad iniziare dall’acqua, che è necessario riportare sotto il controllo del pubblico.

Nella crisi cambiano le priorità: Terni città del buon lavoro e della formazione
La crisi economica e occupazionale deve essere al centro della politica.
Per costruirsi un futuro è necessario un lavoro stabile, dignitoso e sicuro.
Per questo riteniamo che sia necessario mantenere e innovare il patrimonio produttivo e industriale valorizzando soprattutto le produzioni di eccellenza nel settore dei materiali (dai metalli alle bioplastiche) e delle energie rinnovabili. Le nostre priorità riguardano: creare una filiera della conoscenza che connetta scuole superiori, università, centri di ricerca, piccole medie e grandi imprese innovative del territorio. Favorire l’apprendimento e la riqualificazione sul campo attraverso borse lavoro e formazione retribuita; sperimentare nella pubblica amministrazione nuovi modelli di lavoro attraverso l’inserimeto di norme rigorose negli appalti pubblici sul rispetto dei contratti di lavoro: stop alle esternalizzazioni selvagge e al global service! Un esempio: nella manutenzione del verde si potrebbe tornare al coinvolgimento delle circoscrizioni affidando ciascun area verde a una sola impresa capace di coinvolgere le energie locali sia rispetto ai soggetti da impegnare, sia rispetto all’uso degli spazi verdi (orti, biodiversità, riforestazione urbana).
Ciò garantisce una buona prassi anche sulla sicurezza sul lavoro con l’introduzione del vigile di cantiere.

Liberiamo le energie: cultura e turismo come promozione sociale e del territorio

Diritto alla cultura non solo come consumo passivo di eventi ma come promozione sociale del benessere delle persone e delle comunità, occasione di formazione permanente e popolare, di relazione, di stimolo e di arricchimento personale. L’amministrazione comunale deve promuovere attività culturali diffuse come forma di rigenerazione urbana, riconoscendo il protagonismo dell’associazionismo culturale, promuovendone l’incontro e la crescita con gli stimoli culturali nazionali e internazionali. Anche uno sviluppo turistico è possibile se si propone un’offerta originale che parta dalle proprie vere vocazioni e peculiarità, senza rincorrere la clonazione di eventi scollegati dal territorio. Bisogna puntare su un distretto turistico integrato e di qualità che valorizzi ambiente, natura, sport e saperi, puntando anche sulla convegnistica di settore. Costruire un‘offerta turistica sistemica, unitaria in grado di creare sinergie tra tutti gli attori locali integrando i siti turistici esistenti: Cascata delle Marmore, Lago di Piediluco, Valserra, Carsulae.

Welfare il fondamento di una società più giusta

Un welfare moderno mette le persone a riparo dei rischi e accresce le loro dotazioni di mezzi, risorse e opportunità. Priorità alla tutela dei bisogni fondamentali e alla promozione del benessere delle persone. È necessario aumentare il grado di libertà ed autonomia di individui e famiglie ampliando l'offerta dei servizi. Rimuovere gli ostacoli che impediscono le libere scelte dei cittadini, incluso il desiderio di maternità e le cure a bambini e non-autosufficienti, affinché i compiti che sono in capo all'Ente pubblico non vengano scaricati sulle famiglie e sulle donne. Ridefinire la composizione trasparente e misurabile della spesa sociale per arrivare ad una programmazione e razionalizzazione condivisa con utenti, operatori e privato sociale che non corrisponda a tagli e
disinvestimento sui servizi.