lunedì 23 febbraio 2009

"più tutela per il lago e per il Velino, coinvolgere il territorio nelle scelte"

• Al Presidente della Provincia di Terni
• Al Sindaco del Comune di Terni


Oggetto: Situazione lago di Piediluco, fiume Velino e convenzione Endesa

Gentile Sig. Presidente,
Gentile Sig. Sindaco,

Mi rivolgo a voi perché credo che sia giunto il momento di dare ulteriormente una svolta allo sviluppo turistico della zona della Circoscrizione “Velino”, anche con una maggiore tutela ambientale.

In questi ultimi anni molte cose sono state fatte e sono sotto gli occhi di tutti, dagli interventi migliorativi per la ricezione turistica nella zona della Cascata, fino al lungolago di Piediluco.
Credo però che vadano fatti anche degli interventi per migliorare la situazione delle acque e dell’ambiente circostante il lago e il fiume Velino.

Purtroppo sappiamo che la situazione del Lago è veramente preoccupante e non fa certo onore ad un territorio frequentato da migliaia di turisti e sede di un importante Centro di Canottaggio.
Anche la situazione del fiume Velino non è certo delle migliori, per questo chiedo che venga effettuato un intervento di pulizia delle sponde dell’ultimo tratto del fiume Velino, e in modo particolare il tratto che va dalla diga del Canale Enel fino al salto della Cascata.

Le sponde dell’ultimo tratto in questione sono piene di rifiuti di ogni genere, causati anche da scarichi abusivi provenienti dalle abitazioni che costeggiano il Velino.

E’ quindi necessario, oltre ad una ripulitura delle sponde e ad una verifica degli scarichi, un intervento di potatura della vegetazione, al fine di garantire un maggior controllo delle sponde.

Per quanto riguarda la Convenzione Endesa, convenzione che ha permesso di realizzare numerosi interventi nel territorio, non capisco perché il testo di questa convenzione non sia mai stato sottoposto al Consiglio della VII° Circoscrizione “Velino”, credo che sarebbe stato opportuno confrontarsi con il territorio interessato.


Distinti saluti

Marmore 23/02/2009


Tommaso Sabatini

Capogruppo PRC/SD Circ.ne “Velino”

martedì 17 febbraio 2009

"Il Comune istituisca un registro per il testamento biologico"

Lo chiede Simone Guerra in una mozione presentata in consiglio comunale

Il Comune predisponga un modulo per raccogliere le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica, nel quale ogni cittadino interessato possa esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione. Lo chiede con una mozione presentata in consiglio comunale Simone Guerra di Sinistra Unita. Con la mozione s’intende anche impegnare il Comune “ad istituire un registro telematico che raccolga le dichiarazioni e a definirne il regolamento d'accesso; a trasmettere periodicamente le dichiarazioni raccolte ai soggetti istituzionali delegati per legge alla pubblicizzazione, nelle more della entrata in vigore di una normativa nazionale che regolamenti la materia”.

mercoledì 11 febbraio 2009

Il 20 febbraio l'apertura del sottopasso di via Guglielmi

L'assessorato ai Lavori Pubblici rende noto che venerdì 20 febbraio, con orario da definire, verrà aperto il sottopasso di via Guglielmi, opera rientrante nella sistemazione di Corso del Popolo. In quell'occasione verrà reso utilizzabile anche parte del parcheggio interrato su tre livelli per 260 posti auto.

lunedì 9 febbraio 2009

Presidio per Eluana

Il Movimento per la sinistra, insieme ad altre forze poliche e associazioni promuove un presidio democratico per oggi (lunedi 9) dalle ore 18 davanti alla prefettura di Terni in difesa della cosituzione e di Eluana.

Difendiamo la Costituzione

In queste settimane abbiamo vissuto con rispettoso silenzio il dolore della famiglia Englaro e ci siamo indignati per la volgare messa in scena di una politica violenta verso i corpi e sentimenti delle persone, asservita ai diktat del Vaticano e distante dal sentimento diffuso dello stesso mondo cattolico.

L'elogio della cattiveria di questo governo è l'epifenomeno di una vocazione eversiva della coscienza civile e dei diritti fondamentali delle persone.

Le ragioni stesse della Costituzione, gli equilibri istituzionali, lo stato di diritto stesso, sono calpestati da un atto autoritario e brutale del governo Berlusconi che non ha precedenti.
Imponendo un decreto contro il parere del presidente della Repubblica e imponendo al Parlamento l'approvazione di una legge in poche ore, si va ben oltre la già praticata tirannia della maggioranza: si colpiscono i valori democratici, la sovranità del Parlamento, l'autonomia della magistratura.

Ciò che sta avvenendo non solo è umanamente spietato ma è un colpo gravissimo allo stato di diritto che Berlusconi e la maggioranza di centro destra vogliono sottomettere ad una logica proprietaria delle istituzioni.

E' una rottura costituzionale da regime.

Per queste ragioni la coscienza civile e democratica del paese si sente profondamente ferita ed angosciata.

La risposta non può non essere che un'immediata mobilitazione.

Promuoviamo per la giornata di lunedì un presidio democratico a partire dalle ore 18 davanti alla prefettura di Terni

martedì 3 febbraio 2009

Terni-Rieti: il giorno di San Valentino sarà abbattuto l'ultimo diaframma della galleria "Valnerina"

Lo ha comunicato il Presidente dell'ANAS Ciucci al Sindaco. Raffaelli: "Un segnale emblematico della crescita e dello sviluppo della città"

“Sarà un San Valentino emblematico della crescita e dello sviluppo della città di Terni: farà infatti un salto di qualità decisivo il cantiere per la realizzazione della più importante opera pubblica dell’ultimo ventennio, la superstrada Terni-Rieti”.

Così commenta il Sindaco di Terni Paolo Raffaelli la lettera inviatagli dal Presidente dell’Anas Pietro Ciucci per comunicargli che sabato 14 febbraio, Festa del Patrono della città San Valentino, verrà abbattuto il diaframma della galleria “Valnerina” lungo la superstrada Terni-Rieti.

L’opera, che ha comportato un imponente scavo nella montagna di 3865 metri, tra lo svincolo di Terni-Est della strada Statale 675 ed il confine regionale con il Lazio, rientra – come sottolinea lo stesso Presidente dell’Anas – nel più ampio progetto “per il completamento della direttrice Civitavecchia-Orte-Terni-Rieti, che rappresenta una trasversale fondamentale dell’Italia centrale tra i porti del Tirreno e quelli dell’Adriatico”.

“Il progressivo avanzamento del monumentale cantiere della Terni- Rieti – aggiunge Raffaelli – costituisce un fatto di straordinario valore per lo sviluppo ulteriore di un territorio già fortemente infrastrutturato come la Conca Ternana. Insieme al nuovo Piano Regolatore Generale, al cantiere di Corso del Popolo, alle nuove sedi universitarie e per la ricerca a Pentima, Colle Obito e Villa Palma, al recupero del ‘Tulipano’, la realizzazione della Terni-Rieti rappresenta il segno di un vero passaggio di fase per la città. Che lo si celebri proprio a San Valentino è veramente molto significativo”.

lunedì 2 febbraio 2009

interventi urgenti per Marmore

stamattina a nome del gruppo PRC/SD ho telefonato all'ASM e ad altri uffici comunali per chiedere degli interventi riguardo al degrado del giardinetto davanti alla Chiesa e per un intervento straordinario di pulizia delle strade del paese, strade che da molti giorni hanno un "colore bianco" dovuto alla polvere lasciata dal transito dei tir.

Già in passato su queste due questioni abbiamo sollecitato come gruppo anche il Sindaco.


Tommaso Sabatini
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Saltare un giro? Non si può


Scriveva Gabriele Polo, nel suo editoriale della scorsa settimana: "Visto che tanto si parla di ricostruzione dal basso, di legami col territorio, di mettere al centro il merito... allora forse - in alto, alle europee - meglio saltare un giro e concentrarsi sulla politica «dal basso». Sarebbe anche una protesta chiara contro la riduzione dell’agire pubblico a interesse privato". Chi ha partecipato al dibattito sul nostro sito si è mostrato in generale contrario a questa ipotesi, spingendo al contrario - e spesso "a tutti i costi" - per un qualche forma di lista comune della sinistra. Continuiamo perciò il dibattito pubblicando l'intervento di Rossana Rossanda - contrario a qualsiasi forma di astensione al "giro" delle elezioni europee - uscito sul "manifesto" di domenica:

La direzione del manifesto propone una non presentazione delle sinistre alle elezioni del parlamento europeo. Non sono d'accordo. Come ci si permette di tagliar fuori dalla possibilità di esprimersi tutta una fascia di società che non si sente rappresentata dal Pd? Essa era arrivata, ancora in presenza dei Ds, fino a più del 13 per cento, ma i piccoli partiti ancora in campo, segnatamente Rc, si guardarono bene dal trovare un accordo elettorale - ognuno se ne andò al voto per conto suo, con la propria più o meno grande miseria; e dopo le elezioni, in cui pesarono sempre meno, continuarono a dividersi, anzi più perdevano più si dividevano, fino a ridursi alle poche migliaia di persone che sono attorno ai gruppuscoli dirigenti.
Da queste poche gloriose vicende i citati gruppi dirigenti non hanno imparato nulla e adesso si lamentano che Pdl e Pd mettano uno sbarramento alle europee del 4 per cento, livello che nessuno di loro da solo è in grado di raggiungere e che assieme - con spasso del Pd - non vogliono raggiungere. Crepi chi vorrebbe poter votare, oppure voti Veltroni o Di Pietro, un ex ragazzo di centro o un giustizialista di destra. Se non ci sono loro, nessuno ci sia. Après moi le déluge. L'opposizione all'Europa di oggi - pressoché inesistente perché fuori della concorrenza e competizione non sa pensare altro, sulla crisi non spiaccica parola, sul Medio Oriente più che sostenere Israele nella guerra a Gaza non ha fatto - sia rappresentata al più dal Pse, cioè una specie di niente.
Non è un caso che siamo arrivati a questo. E' il risultato della convinzione di tutte le sinistre e sinistrine, e di gran parte della loro esigua base «militante», che istituzioni e partiti siano la stessa identica cosa. Non riescono a fare un partito di una qualche consistenza? La rappresentanza se la spartiscano il centro e la destra. Dal più che approssimativo tentativo della Sinistra Arcobaleno, che di colpo doveva diventare «il» partito della sinistra, non hanno dedotto che un conto è dare una voce, o una coalizione di voci, alla inquietudine critica di società complessa e un altro è dare forma a un gruppo anticapitalista che si propone di dare un nesso ai conflitti in atto fra capitale e lavoro, modo capitalistico di produzione e rapporti fra uomini e donne, logica del capitale e difesa dell'ecosistema, modo di produrre e istituzioni; le questioni irrisolte del Novecento sulle quali siamo capaci più di far lazzi che fare un'analisi. Meglio saltare un giro. Come se fosse un ballo, dove rientri quando ti pare.
Eppure il Parlamento è un osservatorio importante per capire il continente che ci determina e il perché del suo sempre più scarso peso nel mondo. Non che decida molto, ma può opporsi, sapere e far sapere. E non è ancora un'istituzione bilaterale. Bella trovata ridurla a tale.
Mi si dirà: ma quelli che anche noi chiamiamo cespugli non si mettono d'accordo. Rispondo, primo non dargli un alibi. Secondo, dove essi si danno assenti o troppo deboli per farcela, possiamo proporre che si formi un lista di candidati che non sono e non ambiscano diventare leader di questa o quella sigla, ma siano disposti a mettere a frutto competenze e volontà per dire: «Eppure una sinistra italiana esiste». Non conosciamo frotte di giuristi, costituzionalisti, economisti, lavoristi, sindacalisti, lavoratori rossi ed esperti, donne riflessive sul femminismo, ecologi, sociologi, scienziati ecc. che avrebbero molto da dire e che nessun partito più ascolta? Non ci ha fatto sempre impressione che ormai le scelte dei candidati alle istituzioni siano fatte dalle segreterie, con l'alibi delle primarie all'italiana? E si siano candidati dirigenti che abbiano altro da fare, o abbiano candidato sempre più degli acchiappavoti obbedienti? Che abbiano fatto delle europee una mera occasione per misurare i rapporti di forza interni?
Non è una lista del manifesto che propongo, non tocca a noi. Ma è nostro dovere suonare un allarme, dare una scossa, mobilitarsi e mobilitare, raccogliere e far raccogliere le persone necessarie. Fare tutti i giorni la cronaca delle impossibilità non è molto interessante. E neanche proprio del giornale seriamente di parte che diciamo di essere.

Rossana Rossanda