lunedì 30 giugno 2008

ad agosto niente treni tra marmore e terni

ad agosto, per lavori sulla linea ferroviaria, niente terni tra terni e marmore.
i collegamenti saranno garantiti con gli autobus

domenica 29 giugno 2008

Ritorno A CASA CERVI - LEZIONE PARTIGIANA PER L'ITALIA DI OGGI


da "il manifesto" 28giugno
Tre giorni di politica e storia nella prima festa nazionale dell'Anpi. Chiusa a Gattatico, di fronte all'abitazione della famiglia Cervi, sterminata dai nazisti nel novembre 1943. Migliaia di persone per ricordare e rivivere
Orsola Casagrande
GATTATICO (REGGIO EMILIA)


Si respira una certa emozione in questa domenica mattina. C'è già tanta gente a casa Cervi e il girotondo di parole e di accenti rivela che sono arrivati da tutta Italia. Perché attraversare il podere dove vissero e furono arrestati i sette fratelli Cervi, entrare nelle stanze di questa famiglia resistente non è come visitare un museo qualunque. Qui si respira la storia che è presente. Trovarsi di fronte Adelmo (indaffarato nei preparativi della festa) figlio di Aldo, e i nipoti degli altri Cervi, i figli di Maria, figlia di Antenore Cervi e mancata l'anno scorso, mozza il respiro. Non è romanticismo è che a entrare e uscire da queste stanze ti pare di vederli i sette figli di Alcide, che cospirano, tramano, lavorano la terra, ridono. Fino a quegli ultimi momenti, quel «fatale 25 novembre 1943» come lo chiama Alcide Cervi nel suo libro I miei sette figli.
«Era notte, pioveva a dirotto, e noi dormivamo tutti. A un certo punto ci svegliano i lamenti del bestiame e colpi di fuoco. Che è? - dico io - e scendo dal letto. Nel corridoio c'è Aldo, e gli altri aprono le porte, ci mettiamo a guardare dalle finestre. Sparano dai campi intorno alla casa, altro non vediamo. Poi viene una voce forte dalla campagna: 'Cervi, arrendetevi!' Non diciamo parola e prendiamo subito le armi. Le donne trascinano nelle stanze le cassette delle munizioni. Genoeffa stava vicino alla porta della camera da letto, muta. La vedo come se fosse adesso, pallida e con gli occhi accesi. Poi si scuote e si mette a calmare i bambini. Intanto noi abbiamo infilato le pistole tra gli scuri. Aldo ha un mitra e apre il fuoco. Anche gli stranieri sparano con noi. Ci rispondono altri colpi e il fuoco dura qualche minuto. Poi noi cominciamo a scarseggiare nei tiri finché ci guardiamo tutti e ci parliamo nelle stanze, le munizioni sono finite. Aldo guarda dalla finestra verso il fienile, vede un bagliore, e dice: 'brucia, non c'è più niente da fare'. Io dico: Non mi arrendo a quei cani, andiamo giù tutti quanti e meglio morti che vivi. Aldo mi ferma e dice: 'No papà, che ci sono le donne e i bambini. Meglio arrendersi'. Così scendiamo le scale, piano per l'ultima volta».
E' con queste parole sempre in testa che si attraversa casa Cervi. E' anche con queste parole in testa che l'Anpi ha deciso di tenere la sua prima festa nazionale. Non a caso quest'anno. «Ce n'è bisogno di questi tempi - dice una vecchia partigiana di Cuneo - e per fortuna che ci sono tanti giovani». Infatti, di giovani ce ne sono molti in questa torrida giornata padana. Tre giorni di festa. Domenica scorsa ci saranno state diecimila persone. Tantissime. Nemmeno gli organizzatori se l'aspettavano e sono costretti a riciclare i vassoi tanti sono i pranzi da servire. Visibilmente emozionata, Fulvia Alidori, ricorda Maria, la sorella dei sette Cervi, che è morta lo scorso anno. «E' stata lei a volere fortemente questa festa - dice Fulvia - instancabile andava in giro per l'Italia a raccontare la sua storia ma soprattutto a cercare le persone che avrebbero potuto aiutarla in questa impresa». Se Maria fosse qui, lo dicono in tanti, sarebbe felice di vedere quanta gente è accorsa a casa Cervi. Ci sono stage e seminari, musica e cibo. Si sta insieme, si fa capannello. C'è quello con la chitarra che suona il repertorio della resistenza. Ci sono le donne e gli uomini della resistenza. Dalla Toscana, dal Piemonte, dal Veneto e naturalmente dall'Emilia Romagna. Tre partigiani, classe 1926, si danno di gomito e ridacchiano di fronte ai cartelli che il soccorso medico ha appeso a tutti gli alberi, 'si raccomanda di bere tanta acqua'. «Non siamo morti contro i fascisti - dicono - ti pare che moriamo per un po' di caldo». E in effetti tengono botta per tutta la giornata. Intrattengono i giovani con i loro racconti. Cercano riparo sotto gli alberi e aprono ancora una volta il cassetto dei ricordi. Che hanno il sapore di realtà, sempre attuali. Qualcuno tra i ragazzotti nota che i vecchi della resistenza sono più allegri degli altri anziani. «La lotta partigiana - dice Nella che viene dal Piemonte - ci ha segnato per tutta la vita. E' come stare sempre in una grande famiglia. Magari - aggiunge - ci si ritrova solo una volta l'anno, il 25 aprile, ma è come se ci si vedesse tutti i giorni». Lei ha cominciato facendo la staffetta ma poi ha preso il fucile. «Eh figurati - dice - i miei non volevano, avevano paura e il mio fidanzato mi aveva detto di non andare sulle montagne. Sai che cosa gli ho risposto? Che poteva anche non farsi più vedere». Nella ride a ricordare. Canta tutte le canzoni. Si commuove quando Ivana Monti e il coro delle mondine di Novi cantano la storia dei fratelli Cervi.
Alcide Cervi sposa Genoeffa Cocconi nel 1899. Hanno nove figli, sette maschi e due femmine: Gelindo, Antenore, Diomira, Aldo, Ferdinando, Rina, Agostino, Ovidio ed Ettore. In casa di Alcide e Genoeffa era comune veder circolare libri ed opuscoli; nonostante la scolarizzazione nelle campagne fosse molto bassa a quel tempo, i loro figli erano stati allevati con l'amore per la lettura e il sapere. Tra i Cervi, il primo a conoscere le pene del carcere è Aldo, il terzogenito, per una ingiusta condanna durante il periodo di leva. Mentre la famiglia continua a chiedere giustizia, Aldo passa 25 mesi dietro le sbarre a Gaeta, dove ha modo di conoscere i prigionieri politici: intellettuali e esponenti dei movimenti antifascisti che sono in carcere per le proprie idee contro il nuovo potere dittatoriale. E' proprio il carcere che porta Aldo a conoscere le teorie politiche antifasciste, e a interpretare il proprio impegno per la libertà in modo più maturo e consapevole. Essere antifascisti durante il regime significa agire in stretta clandestinità, e al ritorno dalla detenzione nel 1932, Aldo Cervi è ben consapevole del rischio, insieme ai fratelli e ai familiari che iniziano da subito a condividere quell'impegno. Anche la cultura, a cui i Cervi sono tanto appassionati, è caduta sotto i colpi del regime. La famiglia istituisce una biblioteca popolare, allo scopo di diffondere liberamente libri e riviste di ogni tipo. Aldo e la sua famiglia sono consapevoli che lo studio e la circolazione delle idee sono il primo antidoto contro la propaganda e l'arroganza della dittatura. Nell'ottobre del 1943 i Cervi danno vita alla prima formazione partigiana della regione, anticipando un movimento che, nei mesi successivi anche se con ritardi, difficoltà e differenze da zona a zona riesce a radicarsi in modo non paragonabile a nessu'altra realtà regionale.
L'Anpi ha voluto chiamare la sua festa «democrazia e/è antifascismo». Ha chiamato Rita Borsellino a raccontare la «nuova resistenza» cioè «la lotta contro la mafia». E lei ha risposto, commossa, durissima nel suo giudizio della mafia e ancor più dello stato che consente che «un terzo del paese sia in mano alla mafia».
Con lei anche don Gallo, della comunità di San Benedetto al porto di Genova. Sigaro in bocca, fazzoletto dell'Anpi e sciarpa rossa al collo, ha invitato tutti ad «alzare la testa e a tenerla ben alta» in questi tempi cupi. E' intervenuto anche Luigi Ciotti, anche lui durissimo, contro i cpt, i centri di detenzione per stranieri, da chiudere. Ci sono stati interventi di storici. E le donne hanno raccontato la loro resistenza. Vinicio Capossela ha regalato due canzoni a questa festa straordinaria. Il coro trentino ha intonato le canzoni che tutti sanno e cantano felici, brindando con il lambrusco.
«Il futuro dell'Anpi è ora», recitava lo slogan che ha accolto le decine di migliaia di persone giunte da tutta Italia. E che se ne vanno a casa convinte a sera, ancora cantando, negli occhi i volti di partigiane e partigiani, dei sette fratelli Cervi, dei tanti che hanno dato la vita per la libertà.
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i Cervi furono fucilati non a novembre, ma il 28 dicembre 1943

mercoledì 25 giugno 2008

novità dalla Velino

il nostro gruppo ha chiesto alle istituzioni locali un impegno per riaprire il prima possibile la piscina di Piediluco (vedi articolo uscito su "il messaggero" il 27giugno).

con una lettera al Sindaco, abbiamo chiesto un accellerazione sui lavori in corso ai Campacci e una maggiore illuminazione pubblica della zona.

il capogruppo Tommaso Sabatini ha chiesto, alla direzione locale di Poste Italiane, l'installazione di uno sportello Bancoposta presso l'uffcio postale di Marmore.

dopo una richiesta avanzata dal Presidente Cipolla, verranno rilasciati, a tutti i residenti della Circoscrizione, dei Pass per accedere all'area della Cascata, senza dover prima passare in biglietteria e ritirare il ticket omaggio.
i Pass sono disponibili presso la biglietteria dei Campacci

giovedì 19 giugno 2008

Dal primo luglio chiude la Valnerina

La decisione per permettere la costruzione di un ponte sulla Terni-Rieti
Dal primo luglio prossimo chiuderà al traffico la ex statale Valnerina per permettere la costruzione di un ponte sulla Terni-Rieti. La mappa della viabilità alternativa è stata definita nel corso di un incontro l'Ufficio di presidenza della Provincia di Terni. Hanno partecipato alla
riunione il presidente, Andrea Cavicchioli, l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Terni, Alberto Pileri, il vice prefetto, Salvatore Grillo, i sindaci di Arrone, Montefranco, Ferentillo, Polino e Scheggino, i tecnici degli enti interessati, rappresentanti dei vigili del fuoco, dell'Atc, del 118, Polizia stradale, dell'Anas e della società Tecnis. E' stato deciso di fare utilizzare la galleria di Fondo valle sulla ex Valnerina alle autovetture e a tutti i mezzi con un limite di massa di sei tonnellate, con esclusione di carichi pericolosi, dei motocicli e delle biciclette.

Per quanto riguarda gli autobus è in corso di verifica l'utilizzazione per il trasporto pubblico locale con mezzi che garantiscano sicurezza per ciò che concerne le dinamiche di utilizzazione e di evacuazione della galleria, mentre i pullman turistici utilizzeranno i percorsi alternativi
previsti. Verrà prevista una idonea segnaletica per i percorsi alternativi e per l'utilizzazione della galleria di Fondo Valle che sarà dotata di adeguata illuminazione e di sistemi di sicurezza gestiti dall'Anas con l'accesso a senso unico alternato regolato da un semaforo ''intelligente''. ''La durata dei lavori per la costruzione del ponte è prevista in circa dodici mesi -ha spiegato Cavicchioli- secondo le indicazioni fornite dall'Anas e dall'impresa esecutrice e l'intera opera
vedrà la conclusione entro il 2011, consentendo di raggiungere un obiettivo fortemente perseguito dalle comunità locali e in grado di rispondere alle esigenze di primario interesse sotto vari profili. I disagi che dovranno essere sopportati nel corso di quest'anno sono diretti
a favorire questi risultati e si cercherà di alleviarli ponendo in essere tutti gli accorgimenti necessari e con un'informazione puntuale nei confronti della popolazione e degli esercenti le attività economiche''.

lunedì 16 giugno 2008

La Terni-Rieti-L'Aquila è passata alla Fcu

Nuovi servizi e maggiore confort per chi viaggia
E' partito ieri mattina alle sette, il nuovo servizio ferroviario della Fcu sulla linea Terni-Rieti-L'Aquila. L'iniziativa rientra nell'accordo siglato tra Rfi e Fcu. La linea e il relativo trasporto, che prima veniva garantito dalle Fsm è passata sotto le gestione dellla Fcu, come del resto fanno parte della Ferrovia centrale umbra, altre tratte a livello regionale.

lunedì 9 giugno 2008

"Massima attenzione e diffusione per le iniziative dell'AVIS"

Votato un atto d'indirizzo: il sindaco conferma l'impegno del Comune per la pubblicizzazione della donazione del sangue. I consiglieri diventeranno donatori periodici
L’adesione del Comune di Terni alla “Giornata mondiale del Donatore del sangue” del prossimo 14 giugno, il riconoscimento dell’alto valore civico del volontariato del sangue e il sostegno alle iniziative promosse dall’AVIS. E’ quanto ha chiesto, con voto unanime, il consiglio comunale di Terni alla Giunta e al sindaco con un atto d’indirizzo approvato oggi pomeriggio all’unanimità. Con l’atto il consiglio ha anche impegnato “i singoli consiglieri comunali a diventare “donatori periodici” ed ha sostenuto la proposta dell’AVIS regionale di attivare momenti di formazione del personale addetto agli URP affinché, distribuendo materiale promozionale, sappiano comunicare la necessità che il cittadino sia nelle condizioni di diventare “donatore periodico”. Inoltre il consiglio comunale ha anche condiviso un'iniziativa secondo la quale l’Ufficio Anagrafe invierà ai diciottenni, a nome del sindaco, gli auguri di “buon compleanno” assieme all’invito a testimoniare il diritto di cittadinanza attiva, scegliendo di diventare “donatore periodico”.
Inoltre considerato anche che in Umbria, “nonostante l’azione meritoria dell’AVIS e il sostegno delle amministrazioni locali per la diffusione delle attività del volontariato, persiste ancora uno stato di non autosufficienza” e che “l’AVIS regionale ha presentato all’ANCI dell’Umbria un progetto di informazione e comunicazione sociale sul tema della donazione del sangue per la realizzazione del quale si richiede anche l’impegno delle Amministrazioni comunali, assieme a quello del complesso del sistema delle autonomie locali e delle Aziende sanitarie”, il consiglio comunale con l’atto approvato stasera ha impegnato “l’amministrazione municipale ad inviare a tutte le famiglie ternane, in allegato alle eventuali pubblicazioni comunali, materiale informativo e promozionale sulla donazione del sangue, prevedendo inoltre la presenza sul sito web comunale sia del link dell’AVIS, sia di informazioni relative alla donazione di sangue e suoi derivati” ed ha chiesto di valutare “la possibilità di esonero dalla tassa di affissione per tutto il materiale, privo di pubblicità, relativo a campagne di comunicazione sociale dell’AVIS; il posizionamento gratuito di cartelli indicatori sia delle Unità di raccolta fissa, sia della sede AVIS; la promozione, ed il successivo necessario supporto, per la costituzione di sedi AVIS nel territorio comunale, nello spirito della legge 266/91 per il volontariato”.
Il sindaco Paolo Raffaelli, prendendo la parola prima del voto sull’atto, ha assicurato che la Giunta “lo prenderà immediatamente in considerazione impegnandosi ad adottare le misure in indirizzo”.

A Roma il 10 giugno "Con l'America che cambia"


Bush è già passato
Con l'America che cambia

Roma, martedì 10 giugno, sala Ilaria Alpi
Arci Malafronte, via dei Monti di Pietralata 16

Ore 18.30: Dibattito con Anthony Sistilli (Usa Democratic Party), Antonio Padellaro (direttore Unità), Piero Sansonetti (direttore Liberazione)

Ore 20.00: Cena all'aperto

Ore 21.00: Proiezione del film Bobby, scritto e diretto da Emilio Estevez

L'11 giugno sarà a Roma Bush, in visita da Berlusconi e Alemanno. Abbiamo pensato fosse opportuno, in quest'occasione, dedicare le nostre riflessioni al cambiamento possibile negli Stati Uniti, tanto più importante di fronte alla difficile situazione politica e sociale in Europa.

Il 10 giugno sera, all'Arci Malafronte, in via dei Monti di Pietralata 16, l'Arci nazionale organizza insieme all'UCCA (Circoli cinematografici Arci) una serata Obama, con un dibattito, una cena e la proiezione di un film.

martedì 3 giugno 2008

inaugurazione centro infanzia marmore

Taglio del nastro venerdì 6 giugno, alle 10, per l'edificio che ospita la scuola di infanzia statale di Marmore e il laboratorio comunale Ragazzi in arte. Il nuovo edificio è costato quasi un milione di euro, a carico del comune di Terni, di questi oltre la metà proveniente dall'attivazione dei Boc.

La vecchia scuola materna di Marmore era localizzata in un fabbricato degli anni '50. Il nuovo edificio è costituito da tre aule, uno spazio per le attività libere, uno per le attività pratiche, la mensa e la cucina, spazi per l'attività all'aperto, l'area a parcheggio.L'edificio è caratterizzato da pareti esterne a bassa trasmittanza termica e un impianto radiante a pavimento alimentato da caldaia a condensazione. E' prevista la predisposizione per i pannelli solari termici.

"Negli ultimi quindici anni è il primo edificio che viene costruito ex novo. E' una struttura di prim'ordine messa a disposizione dell'attività scolastica ma anche una importante riqualificazione architettonica e urbana che costituisce la porta di ingresso a un'area di grande pregio ambientale e turistica come quella di Marmore. L'attenzione che l'amministrazione comunale ha messo in campo nei confronti dell'edilizia scolastica del territorio circoscrizionale della Velino è stato significativo, oltre a questo edificio, siamo intervenuti per un milione e mezzo di euro sulla Don Milani a Papigno. Rimane da risolvere solo il problema dell'edificio di Piediluco", dichiara l'assessore ai Lavori Pubblici, Alberto Pileri.

Oltre all'assessore, saranno presenti all'inaugurazione il sindaco Paolo Raffaelli, l'assessore alla Scuola Alida Nardini, il presidente della Velino Fiorenzo Cipolla.

Differenziata: a giugno la partecipazione. A ottobre la raccolta

Al via le assemblee con le circoscrizioni. A fine estate la distribuzione dei kit con i contenitori

Incontri nelle circoscrizioni con i residenti per illustrare il nuovo progetto e soprattutto le nuove modalità di raccolta differenziata. A fine estate, poi, la distribuzione dei contenitori per l’umido, la plastica, la carta e il vetro. Il progetto di raccolta differenziata del comune di Terni e dell’Asm, che ha l’obiettivo di raggiungere il 45% della raccolta differenziata entro l’anno, per poi tagliare il traguardo del 65% nel 2012, sta rispettando il programma di lavoro.

In queste settimane per la sua attuazione, sono state valutate le esigenze delle varie utenze domestiche e non domestiche attraverso un censimento, sia attraverso incontri mirati con i residenti delle circoscrizioni interessate, la 3°, la 4° e l’8°, sia con i rappresentanti delle categorie. A settembre comincerà la distribuzione dei kit di contenitori necessari per effettuare la raccolta differenziata, consegnando a ciascun utenza materiali informativi con tutte le istruzioni necessarie. A fine ottobre, quindi, l'inizio della raccolta vera e propria nelle tre circoscrizioni indicate nel progetto.

“Sono stati mesi impegnativi – dichiara l’assessore all’Ambiente Gianfranco Salvati - la fase della comunicazione con i cittadini molto importante per la riuscita e la realizzazione di una raccolta differenziata domiciliare, in sintonia con le normative europee e nazionali, rispettosa delle linee guida tracciate dalla regione dell’Umbria su questa specifica materia. La campagna di sensibilizzazione e comunicazione si basa su momenti di forte coinvolgimento attraverso una vasta iniziativa promozionale, l’organizzazione di numerosi incontri pubblici, punti informativi nelle piazze e l’attivazione di un progetto eco-volontario”.

Le prime assemblee con i residenti delle circoscrizioni si terranno il 12 e 13 di giugno. Per ulteriori informazioni www.asmterni.it , alla voce Progetto per i nuovi servizi di raccolta differenziata nel comune di Terni.

E se il 2 giugno diventasse una grande festa di cittadini e cittadine?


di Lidia Menapace

Una volta Salvemini, irritato da non ricordo quale fatto, sbottò con la veemenza che caratterizzava alcuni grandi vecchi liberali antifascisti:"Questa repubblica monarchica dei preti!" E l'invettiva rimase famosa. Voleva esprimere il disagio, il fastidio, la delusione che lo aveva preso dopo i primi passi della repubblica e della sua Costituzione, schifato dai pasticci istituzionali che vedeva intorno a sè. Le sue parole saranno di un buon mezzo secolo fa: figurarsi che cosa direbbe oggi.

Ma che intendeva con "repubblica monarchica"? forse che la repubblica trattava troppo bene, pur dopo il referendum istituzionale che li aveva cacciati, i Savoia? certo no, i Savoia erano trattati severamente, ma non certo male e i monarchici erano anche un bel po'.

No, Salvemini voleva dire che la nuova forma dello stato italiano non era coerente in se stessa, che non aveva comportamenti costumi stile repubblicani: esiste dunque uno stile repubblicano?

Sono convinta di sì e per dimostrarlo racconto un episodietto infantile senza fare lunghi discorsi. Da bambina mentre studicchiavo un po' di francese, scoprii che la portinaia si deve chiamare "madame la concierge", la signora portinaia, mentre la nostra era la Rosina. Chiesto a mia madre il perchè di così diversa denominazione, lei mi rispose:"Eh, ma i Francesi hanno fatto la rivoluzione e sono tutti e tutte cittadini uguali e della stessa cittadinanza". La questione rimase per me oscura con parole non consuete (rivoluzione cittadinanza) ma me ne ricordai e infine mi resi conto che chiamare madame la portinaia e la regina era un fatto simbolicamente fortissimo e importante. Ancora adesso mi irrito moltissimo quando sento che qualsiasi tassista o ferroviere o agente di polizia da del tu a qualsiasi immigrato o immigrata cui si rivolge e non li considera perciò eguali, ma un po' di meno di sè , non cittadini ma sudditi. Salvemini era offeso perchè nella repubblica permanevano comportamenti e stili di rappresentanza da stato assoluto, frasi retoriche titoli roboanti salamelecchi aristocratici e insomma sembrava di vivere in uno stato assoluto, in una monarchia nemmeno costituzionale.

Persino il presidente abitava in quella che era stata la reggia dei papi (la più fastosa d'Europa, 700 stanze) e poi dei Savoia, sicchè un po' di monarchismo gli restava attaccato. A mia volta ricordo che più d'un presidente considera il Quirinale il luogo dove lavora e di rappresentanza dello stato e abita altrove.

Ma perchè la repubblica deve essere celebrata con parate militari che sprecano soldi e inquinano e sono pericolose per la stabilità delle zone archeologiche senza prezzo dentro cui marciano?

E mostrano un volto dello stato aggressivo prepotente e gerarchico? per stare sempre alle memorie personali (partire da sè), mi ricordo che di tutte le canzoni partigiane quella che mi piaceva di più faceva:"Non c'è tenente, nè capitano, nè colonnello o general: questa è la marcia dell'ideal: un partigiano vorrei sposar", testo letterariamente e concettualmente modesto e anche la musica non è sublime, ma a me piaceva e piace perchè mette da parte le gerarchie, ci collocava sullo stesso itinerario e persino ammetteva che le ragazze potevano dire chi volevano sposare invece di stare ad aspettare di essere scelte.

Quanto mi piacerebbe invece che il 2 giugno fosse una grande festa popolare con balli e canti in tutte le strade e piazze, e pranzi nei giardini e parchi pubblici con scambio di cibi con gli immigrati! E che ogni anno si facesse in onore di una regione o di una categoria di cittadini.

Si capirebbe perchè durante la Resistenza noi dovemmo cancellare la retorica patriottarda, superare la mancanza di libertà, le gerarchie e le divisioni, i razzismi per avere chi chiamare patria, dopo che avevamo attivamente lottato perchè Italia e Germania perdessero la guerra che avevano scatenato. E' stile repubblicano avere verso la repubblica un legame di lealtà e giudizio, non un vincolo feudale.

Dunque un territorio ordinato secondo una legge fondamentale, amato e non dilapidato, un governo che agisca secondo le leggi per il bene comune, una convivenza civile critica e dialettica , insomma una repubblica repubblicana libera eguale giusta pacifica e laica, non dei preti.

Avere un 2 giugno durante il quale si potesse dire che tutto ciò esiste e nessuno lo insidia sarebbe una bella e possibile meta repubblicana.