sabato 31 maggio 2008

2 giugno


Festa della Repubblica: la Costituzione ai diciottenni30.05.2008 - ore 14:07 - Per il 2 Giugno una copia della carta costituzionale ai giovani ternani

Per il 2 giugno, la Festa della Repubblica, un calendario di iniziative a Terni, organizzate da Comune, la Prefettura, la Provincia e l' Esercito Italiano.
Il polo di mantenimento delle armi leggere apre al pubblico il museo storico dalle 9,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 18, anche con una mostra fotografica con una sezione dedicata al lavoro femminile nel Novecento. Alle 10,30, a Palazzo Spada, la cerimonia di commemorazione del 62° anniversario della Repubblica Italiana con una cerimonia, nella sala consiliare, che vedrà la presenza delle autorità civili, militari, religiose e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche. E' prevista la consegna della di una copia della costituzione ai cittadini che compiono diciotto anni. Alle 11 il corteo con la deposizione delle corone al monumento ai caduti con la partecipazione dell'orchestra d'Armonia città di Terni. Alle 19 a piazza della Repubblica l'esibizione del gruppo degli Sbandieratori di Sangemini.

mercoledì 28 maggio 2008

nuova illuminazione a Casali

"A Casali di Papigno ora c'è la nuova luce"28.05.2008 - ore 11:44 - Il presidente della Velino: "Soddisfazione per la riqualificazione effettuata"
In merito all'intervento effettuato a Casali di Papigno, il presidente della circoscrizione Velino, Fiorenzo Cipolla, ha diffuso una nota.
Eccone una sintesi: "Esprimo soddisfazione per quanto effettuato dalla pubblica amministrazione nei giorni scorsi a vocabolo Casali di Papigno. Nei giorni scorsi è stato completata l'opera di riqualificazione della pubblica all'interno del vilaggio. I lavori hanno riguardato la realizzazione di un nuovo tratto di illuminazione nel parco a Verde lato Valnerina. Sono stati spostati e sostituiti alcuni pali che erano stati oscurati dall'accrescimento della giunta. Detti lavori migliorano notevolmente la fruibilità degli spazi a verde e soprattutto la sicurezza all'interno del villaggio".

martedì 27 maggio 2008

Proposta per destinare la Sala Montesi a sede delle Associazioni di Marmore

• Al Presidente della VII° Circ.ne “Velino”

MOZIONE

Oggetto: Proposta per destinare la Sala Montesi a sede delle Associazioni di Marmore

Egregio Presidente,
lo scorso 23 maggio si sono riunite in un’Assemblea pubblica le Associazioni di Marmore per discutere principalmente del problema delle sedi e degli spazi polifunzionali nel paese.
È un problema molto sentito anche dai cittadini e del quale se ne discute da circa dieci anni.
L’Assemblea ha dato mandato ai Presidenti di rivedersi e di presentare una proposta comune.
Nel corso della riunione sono state avanzate diverse ipotesi, è stata anche ripresa l’idea di chiedere l’utilizzo gratuito della Sala Montesi per i gruppi associativi presenti.
In precedenza il Centro Sociale di Marmore chiese di poter utilizzare la Sala per le proprie attività. La proposta fu respinta perché quella Sala attualmente viene utilizzata soprattutto per le attività istituzionali della Circoscrizione.
Visto e considerato che, con la legge finanziaria 2008 sono previste nel nostro Comune un massimo di tre circoscrizioni e che, con molta probabilità, la Sala Montesi non sarà più sede fissa per i consigli circoscrizionali,

Chiedo

che l’Amministrazione Comunale stipuli una convenzione con le Associazioni di Marmore per concedergli come sede la Sala Pietro Montesi.

La Sala sarà gestita dalle Associazioni, che potranno usarla per le loro attività gratuitamente.
La Sala rimarrà a disposizione anche per le attività istituzionali, per le iniziative organizzate da cittadini, altre associazioni e forze politiche che ne faranno richiesta.

Le Associazioni di Marmore potrebbero anche utilizzare, come proprio ufficio, le stanze poste in fondo al Salone.

In questa maniera si potrebbe dare una risposta ad alcune esigenze delle Associazioni e far tornare quella Sala, costruita dai marmoresi più di ottanta anni fa, ad essere il centro della vita sociale e culturale di Marmore.

Distinti saluti


Marmore 27/05/2008

Tommaso Sabatini
Consigliere gruppo “PRC – SD per l’Unità della Sinistra”

domenica 25 maggio 2008

articolo di Padre Alex Zanotelli - "il manifesto" 24maggio


Sicurezza
Belpaese 2008: grida nel silenzio
Alex Zanotelli

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese. I campi rom di Ponticelli in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una impressionante fotografia dell'Italia 2008.
«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, nel 2002, all'approvazione della legge Bossi-Fini.
Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento nella società italiana, con la xenofobia cavalcata dalla Lega, vera vincitrice delle elezioni e incarnata oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici). Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza.
Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale( l'11% della popolazione consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L'Onu prevede che entro il 2050 avremo un miliardo di rifugiati per i cambiamenti climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando loro?
Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare , ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai rom come se fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano rom!). Noi abbiamo fatto dei rom il nuovo capro espiatorio.
Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all'estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos'è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro «Paradiso»? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell'Africa all'Europa.
Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le «adozioni da vicino»? Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste? E quand'è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, che da una vita si è impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo . Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler: «Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom non ho protestato perché non ero un Rom.Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo... Quando alla fine sono venute ad arrestare me non c'era più nessuno a protestare».
Non possiamo stare zitti, dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese, ma soprattutto quello dell'umanità, anzi della vita stessa. Diamoci da fare perché vinca la vita.

venerdì 23 maggio 2008

Il confronto è partito, ora bisogna trovare forme e contenuti nuovi

Si è svolta a Roma la prima assemblea del Movimento romano per la Sinistra, a un mese di distanza dalla Assemblea convocata a Firenze dalla Associazione per una Sinistra unita e plurale. Si è svolta alla presenza dei rappresentanti più importanti della sinistra politica e dell’associazionismo, presso l’associazione culturale Baobab, un coloratissimo locale tra Piazzale delle Province e Via Tiburtina. La folla di militanti e il nutrito gruppo di giornalisti riempiono tutti gli spazi dell’ampio locale in attesa di sentire i promotori dell’incontro e i big presenti, da Nichi Vendola a Claudio Fava, da Paul Ginsborg a Maurizio Acerbo e Paolo Cento.
La platea è attenta alle parole pronunciate dal palco, è carica, non risparmia qualche critica e qualche “battutaccia” nei confronti dei leader, sommerge di applausi l’intervento di Paul Ginsborg, ma si scalda moltissimo anche per Don Roberto Sardelli.
Quello che è emerso dagli interventi più rilevanti, a un mese dalla riunione di Firenze e dalla sconfitta elettorale, è la mancanza di novità nelle forme, nei contenuti, nei linguaggi; nonché nei metodi che presiedono all’organizzazione di questi eventi. L’urgenza di cambiare questa realtà ieri è stata ancora più evidente per l’assenza pressoché totale di under 30, un difetto che sta diventando strutturale e congenito a questo tipo di iniziative. Un dato ancor più grave se pensiamo all’importanza dell’incontro.
E questo non lo dice solo chi scrive, ma anche alcuni dei più insigni relatori.
Claudio Fava apre il suo intervento parlando degli ultimi fatti di cronaca – Ponticelli – e di cronaca politica – decreto sicurezza –. “L’Italia ha ricevuto fondi dall’Unione Europea per creare le condizioni per dare accoglienza e integrazione ai rom. Fondi che, tuttavia, non sono mai stati utilizzati. Il centrosinistra – Fava non si riferisce solo al governo nazionale, ma anche alle amministrazioni locali – non ha voluto usare quelle risorse perché considerava quelle problematiche marginali”. Critica Fassino che si è schierato contro le proteste del governo spagnolo di Zapatero sul decreto sicurezza, non rendendosi conto che la posizione spagnola era la posizione che avrebbe dovuto assumere il Pd. Definisce il suo incontro con Veltroni “un atto di cortesia personale e politica”, ma avverte: “abbiamo il dovere di indagare sulla possibilità di un centrosinistra diverso, e basato sulle affinità di progetti e di proposte".
Allo stesso tempo, però, "deve essere chiaro che se questa indagine non sarà possibile la responsabilità non sarà certo nostra”. Il coordinatore nazionale di Sd afferma che “bisogna ripartire da noi stessi per capire che c’è un problema della Sinistra. I conflitti sociali e le contraddizioni non possono essere affrontati per titoli, restando nei nostri recinti, mentre fuori il Paese cambia. L’infelicità è un tema complesso, che non abbiamo voluto affrontare”. Lamenta linguaggi vecchi: “Anche oggi non ho sentito la parola dubbio. E’ necessario modificare lo sguardo con cui decifriamo questo paese. Bisogna guardare prima alla comunità che alle sue forme, costruire una comunità di sinistra, mettersi in marcia e navigare in mare aperto. Non possiamo rimanere fermi e autosufficienti”.
Ad aprire il dibattito è stato Adriano Labbucci, esponente di Sinistra Democratica ed ex presidente del Consiglio provinciale di Roma: “Di fronte al tracollo della Sinistra Arcobaleno sarebbe sbagliata e velleitaria una risposta che veda il ritorno di ognuno nei propri accampamenti, alle proprie insegne e alle vecchie appartenenze, anche perchè quello che c'era prima, in larga parte, non c’è più. Evitiamo- sollecita Labbucci- di aggiungere al tracollo elettorale anche il nostro tracollo politico”. Serve insomma, per Labbucci, "un processo costituente della sinistra, che allarghi e che includa, che chiami a partecipare non soltanto quel milione e più che ha votato Sinistra Arcobaleno, ma anche tanti di quelli che non l’hanno votata. Ci sono ragioni, motivi e spazi per la Sinistra: la giustizia, la libertà, i diritti delle donne, i diritti dei lavoratori, le questioni etiche: sono questi gli spazi che la sinistra, con un progetto ambizioso, deve tornare ad occupare. Ma soprattutto – conclude Labbucci – bisogna reagire, dare segni di vitalità, riprendere a fare politica. Bisogna partire costruendo un profilo di opposizione qui a Roma”.
Ma è Don Roberto Sardelli a riscuotere i primi applausi, con un’analisi appassionata e lucida della situazione, lui che più di ogni altro si è battuto per i poveri, i diseredati e gli esclusi nella Capitale e che assiste ora allo scempio del decreto sicurezza del nuovo governo, non risparmiando critiche a Veltroni che, dice, da sindaco di Roma lo volle incontrare, ma che poi non fece niente di concreto e non diede alcun seguito a quell’incontro. “Per risolvere la crisi attuale della politica occorrono terapie d’urto che riescano a denotare una discontinuità chiara e tonda. Per questo le leadership politiche, oggi più che mai, devono essere scelte dal basso e non devono essere elargizioni delle segreterie di partito. L’essere di sinistra – conclude Don Sardelli – è a costruire perché parla all’intelligenza, laddove l’essere di destra è istintivo perché parla al ventre”.
Paul Ginsorg, con la pacatezza e l’ironia che lo contraddistinguono, è ancora più analitico. Richiama i militanti alla calma e alla lucidità, perché questo è ancora il momento degli interrogativi, non delle risposte. Con una provocazione efficace esorta i leader presenti ad essere all’altezza della sconfitta scioccante che abbiamo subito, perché rappresenta un’occasione irripetibile dalla quale ripartire in forme nuove, superando i vecchi modelli del Novecento. Se questo non verrà fatto, avverte, la Sinistra non riuscirà più a tornare in Parlamento. Plaude alle iniziative e agli incontri autoconvocati che si stanno moltiplicando in tutta Italia e pone a se stesso quattro interrogativi come tracce di riflessione da seguire per provare a ricostruire. “Finora, la prima reazione alla sconfitta è stata ampliare le divisioni: non credo che abbiamo perso perché miravamo a un processo unitario, anzi. Dobbiamo andare avanti sul cammino di un processo costituente e per farlo dobbiamo ripensare a come stare insieme, partendo da questioni di genere e di generazione, superando anche forme di riunione un po’ antiquate come quella di questa sera: bisogna essere più attivi e meno riflessivi, perché i giovani vogliono fare qualcosa, non ascoltare soltanto. Bisogna abbracciare nuove forme di democrazia: la democrazia deliberativa – che aumenta il grado di partecipazione attiva dei militanti alle decisioni –, la democrazia in movimento, sulla strada di riforme che partano dal basso”. E conclude con un’altra provocazione delle sue, citando proprio uno dei padri del liberalismo, John Stuart Mill: “Vogliamo cittadini attivi, critici, istruiti, pronti a intervenire”.
Nichi Vendola è in sintonia con Fava. Esorta a modificare i luoghi in cui la sinistra è cresciuta e vuole fare un discorso di metodo. Vorrebbe scrivere un saggio intitolato “Per la critica del verbo tornare”, che è impedimento alla rinascita della sinistra. “Si sente parlare di tornare alla base, tornare al territorio, tornare al lavoro: in queste espressioni vedo una pericolosa torsione demagogica, una distorsione dei problemi”.
L'invocazione del ritorno alla base, ad esempio, “ha un retrogusto oligarchico, soprattutto per chi per base intende un recinto ristretto: noi dobbiamo rompere il recinto che non ci consente di allargarci, altrimenti la base è come una curva sud che ognuno si porta dove vuole”. Ancora più “distorta”, per Vendola, l'espressione “Tornare al territorio: non può esistere un territorio mummia, il territorio vive e si trasforma.
E noi dobbiamo attraversarlo, non tornare a un territorio mitico.
Il verbo tornare, indica il rifugio in una nicchia identitaria, vista come un conto in banca da preservare, un bene da esibire dentro un ipotetico museo delle glorie del passato. Per me invece è altro, è ansia di conoscere e andare avanti”. E riguardo al nuovo ruolo della sinistra afferma: “siamo una minoranza, ma non vogliamo parlare come una minorità. Siamo una minoranza che vuole essere maggioranza e vogliamo far sentire a tutti la nostra voglia di cambiare il mondo”.

mercoledì 21 maggio 2008

Fermiamo l'onda xenofoba

da ArciReport Numero 19 del 20 Maggio 2008

È una pessima immagine dell'Italia quella che fa il giro del mondo coi rastrellamenti notturni nei campi rom, le case bruciate e intere famiglie in fuga, scene di barbarie da pulizia etnica. Preoccupa l'indifferenza del paese di fronte a un'ondata xenofoba che sembra non trovare argini, favorita dalla totale disinformazione che mette sullo stesso piano rom e zingari, rumeni di nuova immigrazione e comunità inserite da secoli nel nostro paese. Nessuno dice che metà dei rom presenti in Italia sono in realtà cittadini italiani, e che in altri paesi europei sono molto più numerosi ma solo qui vengono costretti in squallidi campi profughi.
Si demonizzano rom e immigrati come causa di tutti i mali del Paese, i nemici su cui scaricare paure e conflitti di una società incattivita, devastata dalla frammentazione sociale, dall'incertezza economica, dallo smarrimento culturale. Ma le sole misure repressive avvelenano ulteriormente il clima e provocano nuova insicurezza. Basterebbe il buon senso per capire che nel mondo globale e in una società sempre più complessa non c'è sicurezza per nessuno se non è reciproca, se libertà e diritti non vengono garantiti a tutti. Quella della convivenza non è un'opzione buonista, ma una necessità.
Invece la destra continua a incoraggiare la caccia allo straniero e prepara la mano forte. Rinunceranno al reato di immigrazione clandestina - era troppo anche per il Pdl - ma la stretta sarà pesante su visti, ricongiungimenti familiari, cittadinanza, cpt, diritto d'asilo. E magari i militari a pattugliare i quartieri, giusto per alimentare la sindrome dell'invasione.
Su queste cose l'opposizione non deve fare sconti. Il nuovo clima di dialogo col governo è un bene nell'interesse del Paese, ma ci sono limiti invalicabili. Non si può accettare l'inciviltà delle persecuzioni di massa e del nuovo razzismo. Il fatto che la gente abbia paura non giustifica la rimozione collettiva dei principi fondamentali del vivere insieme. Anziché inseguire le paure, la politica dovrebbe aiutarci a superarle indicando soluzioni per risolvere i problemi.

Sinistra Democratica ricorda Pietro Montesi

Un monumento ai Campacci per ricordare Pietro Montesi

21.05.2008 - ore 00:31 - Lo richiede Sinistra Democratica

Il 20 maggio del 1944 veniva assassinato Pietro Montesi davanti alla sua abitazione, dai nazifascisti, colpevole di aver dato riparo e aiuto ai giovani Partigiani. "Il suo sacrificio e quello di altre migliaia di cittadine e cittadini -si legge in un comunicato firmato Sinistra europea- ha permesso all’Italia di diventare libera e democratica. La Resistenza e l’Antifascismo sono valori che devono essere comuni a tutti gli italiani, perché è dalla Lotta dei Partigiani, appoggiati dalla maggioranza della popolazione, che è nata la nostra Repubblica. Sinistra Democratica auspica che in tempi rapidissimi sia riposto al Parco Campacci il monumento eretto dai marmoresi in memoria di Pietro Montesi".

dal sito del Comune di Terni

martedì 20 maggio 2008

interrogazione su Piediluco

"L'ingresso a Piediluco non è decoroso"

20.05.2008 - ore 15:03 - Guerra (Sinistra Arcobaleno): "Rifiuti, depuratore ed edfici fatiscenti creano problemi"

In merito a Piediluco il consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno, Simone Guerra, ha presentato una interrogazione su Piediluco.

Eccone una sintesi: "Considerato che l'entrata dell'abitato di Piediluco presenta alcuni elementi di criticità, come l' arrivo al parcheggio nei pressi del campo di calcio in pessime condizioni con cassonetti di immondizia sparsi; i fabbricati diruti e decadenti; alcune di queste attività lavorano il pesce e i cassonetti di competenza sono spesso stracolmi e producono effluvi male odoranti, l'isola ecologica a fianco della struttura spogliatoi del campo di calcio è spesso stracolma; l'impianto di depurazione delle acque costituito da molteplici strutture fuori terra in cemento armato ed impianti vari, lavori mai ultimati, con vasce di raccolta del materiale fognario a ciepo aperto; questa situazione, costituisce un pessimo biglietto da visita per il paese lacustre già con tante difficolta', determina una situazione di disagio agli abitanti circostant che devono subire l'impatto acustico determinato dal depuratore in funzione 24 ore.

Preso atto che la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico, si chiede all'amministrazione comunale di verificare se è possibile spostare l'isola ecologica in zona piu' consona e non all'ingresso del paese;
prevedere un progetto unitario per la sistemazione esterna dei fabricati ad uso produttivo presenti.
individuare una zona protetta ove posizionare i cassonetti dell'immondizia relativa a queste attivita' produttive presenti che trattano solo pesce, ed integrare i ritiri nel periodo estivo da parte dell'asm con maggior ritmo; per l'impianto di depurazione sarebbe necessario intervenire con pannelli fono assorbenti per l'abbattimento dell'impatto acustico, con quinte verdi appropriate da posizionare lungo la recinzione dell'impianto al fine di mascherare l'impianto".

nuovo centro aggregativo a Miranda

sabato pomeriggio alle 16, a Miranda, grande Festa per inaugurare il nuovo centro d'aggregazione del paese, realizzato con il contributo della Circoscrizione e del Comune.
PRC e SD della Circoscrizione "Velino" salutano con gioia l'apertura del nuovo centro e chiedono al Comune di attivarsi per aprirne subito altri anche a vocabolo Casali e Marmore.

martedì 13 maggio 2008

Cascata delle Marmore: oggi i ternani possono entrare gratis15.05.2008



- ore 00:10 - L'evento promozionale è finalizzato a far conoscere le nuove iniziative

Oggi giovedì 15 maggio i residenti in provincia di Terni potranno accedere gratuitamente alla Cascata delle Marmore e conoscere così i nuovi servizi aggiuntivi proposti da 165 Marmore Falls, l’associazione di imprese che gestisce l’area naturalistica. L'evento promozionale, è finalizzato a far conoscere meglio le nuove iniziative e attività per bambini e adulti, che Marmore Falls sta già proponendo con un ottimo riscontro. Oltre all’ingresso gratuito dalle 10 alle 18, orario di apertura nei giorni feriali, la proposta si sviluppa in una serie di iniziative, anch’esse gratuite. Il programma è imperniato su due punti forti: la “fantapasseggiata dello Gnefro”, visita animata per bambini, capace di riscuotere grande successo soprattutto tra le scolaresche, con calendario di prenotazioni già fittissimo, e l’orto botanico, in fase di allestimento ma parzialmente attivo grazie al Centro direzionale didattico ad esso collegato. E si comincia proprio dalla flora: alle ore 11 e alle 15.30 sono fissate le visite botaniche aperte a tutti i residenti della provincia. Visite svolte con gli operatori dello staff e adatte a un pubblico di qualsiasi età. Si va dalla proiezione di diapositive a carattere storico-naturalistico, in grado di fornire una conoscenza completa dell’habitat Cascata, all’uscita lungo i sentieri del Parco per vedere da vicino le specie più rare. Dopo l’uscita nei sentieri sarà possibile svolgere attività di laboratorio presso il Centro direzionale didattico. Con l’ausilio delle guide si potranno utilizzare microscopi ottici e stereoscopi, osservare cellule e materiale “fresco”, visionare erbari con piante essiccate, guardare video sul Parco fluviale del Nera e sulle grotte della Cascata. Due di esse, la “grotta morta” e la “grotta delle condotte”, sono diventate fruibili su prenotazione e a numero chiuso. Sono previste anche attività ludiche per bambini. Sarà poi la volta dello “Gnefro”, vera attrazione della Cascata. Alle ore 16,30 è fissata la “fantapasseggiata”, capace di riscuotere talmente tanto successo da costringere gli operatori a un super lavoro. La storia del folletto e della ninfa che, secondo la leggenda, dimorano tra il Nera e il Velino, viene rivissuta tramite una visita guidata dagli animatori della “Marmore Falls”. I travestimenti sono ottenuti grazie a costumi fedelmente riprodotti.

sabato 10 maggio 2008

per il monumento a Montesi

• Al Sindaco del Comune di Terni

Gentile signor Sindaco, il nostro gruppo le chiede che venga riposizionato al più presto il monumento a Pietro Montesi presso il Parco Campacci.
Il monumento, eretto dai democratici e antifascisti di Marmore, ricorda a tutti noi il sacrificio di Montesi, assassinato barbaramente la sera del 20 maggio 1944 dai nazifascisti.

Distinti saluti

Marmore 09/05/2008

Tommaso Sabatini

Capogruppo SinistraArcobaleno “Velino”

venerdì 9 maggio 2008

FAVA VERSO IL COORDINAMENTO DI S.D.


Fine settimana all'insegna della riorganizzazione per due componenti la sinistra-Arcobaleno sconfitta nelle recenti elezioni politiche. Domani sinistra democratica (Sd), il movimento nato da una costola degli ex Ds, riunisce il proprio Coordinamento. Rifondazione (Prc), sempre domani, convoca il proprio Comitato politico nazionale che ha all'ordine del giorno i temi del prossimo congresso che si svolgera' a luglio.
Sd ha come primo problema quello di sostituire il portavoce nazionale Fabio mussi, che nelle scorse settimane si e' dimesso dal suo incarico per ragioni di salute e per favorire il rinnovamento al vertice del movimento. La scelta del nuovo portavoce, dopo che Pasqualina Napoletano e Betty Leone hanno declinato la proposta, cadra' su Claudio Fava, uno dei tre parlamentari europei del movimento insieme a Giovanni Berlinguer e alla stessa Napoletano. L'idea e' quella di affiancarlo con un direttivo snello, composto da rappresentanti delle realta' territoriali di Sd, che guidi il movimento fino al suo congresso nazionale previsto entro la fine dell'anno.
Fava, cinquantuno anni, nato a Catania, figlio del giornalista Pippo Fava fondatore del mensile 'I siciliani' ucciso dalla mafia nel 1984, e' un politico di lungo corso.
Tra i fondatori della Rete (il movimento promosso a Palermo da Leoluca Orlando negli anni ottanta), e' stato deputato all'Assemblea regionale siciliana nel 1991 e poi alla Camera dal 1992 al 1994. Quando Walter Veltroni venne eletto segretario dei Ds nel 1999, fu scelto dal futuro leader del Pd per andare a dirigere il partito in Sicilia. Eletto deputato per la prima volta al Parlamento europeo nel 2001, e' stato rieletto nel 2004 (fa parte del Gruppo del Partito del socialismo europeo) con oltre duecentomila preferenze e malgrado il suo nome non fosse stato collocato nella testa di lista. Nel 2006, Fava e' stato relatore della Commissione d'inchiesta del Parlamento europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Assieme a Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, e' anche autore della sceneggiatura del film 'I cento passi' premiata nel 2001 con il Leone d'Oro al Festival del cinema di Venezia.
A parte l'elezione di Fava, il parlamentino di Sd dovra' mettere a punto anche la propria linea politica. Mentre l'ex senatore Cesare Salvi e' tornato a parlare nei giorni scorsi della necessita' di riunificare la sinistra guardando anche al Partito socialista, Fabio mussi - in un'intervista apparsa ieri su 'il manifesto' - ha sostenuto che 'l'anno prossimo, alle europee, va fatto il tentativo di una lista che si proponga come ponte tra le forze del socialismo europeo e le forze di sinistra alternativa'. Ancora diversa la posizione dell'ex sottosegretario Alfiero Grandi: 'Giudico molto interessante quanto vanno dicendo Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema nel Pd, sulla necessita' di recuperare le alleanze.
Io sono pronto a fare la mia battaglia contro l'arroccamento della sinistra per recuperare i tanti che potrebbero rimanere delusi dopo aver espresso il cosiddetto voto utile. Sono pronto perche' so distinguere: per me l'avversario e' il Pdl, che e' cosa diversa dal Pd, interlocutore fondamentale per ricostruire una sinistra moderna che non sfugga alla responsabilita' di governo'.
Il Comitato politico nazionale del Prc, che si riunisce domani nel Centro congressi di via dei Frentani a Roma, prendera' invece atto che, in previsione del congresso del partito, ci sono almeno due documenti contrapposti: quello che fa riferimento all'ex ministro Paolo Ferrero e all'ex senatore Claudio Grassi e quello che dovrebbe recare come primo firmatario il nome di Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia. Dopo la debacle nelle elezioni del 13 e 14 aprile, quando sinistra-Arcobaleno non ha raggiunto il quorum del 4% per accedere alla Camera, sono stati messi in minoranza il segretario Franco Giordano e il gruppo dirigente che faceva tradizionalmente riferimento alle posizioni di Fausto Bertinotti. Dal 23 aprile 2008, a seguito delle dimissioni da segretario di Giordano, il Prc e' retto da un 'comitato di gestione' di cui e' portavoce l'ex deputato Maurizio Acerbo.
Se il documento di Ferrero punta alla 'ricostruzione di Rifondazione' e scarta l'ipotesi del superamento del Prc in nome dell'unita' della sinistra (l'ex ministro ha sempre parlato di un 'modello federativo' in stile Federazione lavoratori metalmeccanici), quello alternativo (alla cui stesura finale stanno lavorando Rina Gagliardi e Alfonso Gianni) ruota intorno alle idee innovative di cui ha bisogno la sinistra alternativa per rilanciare il proprio ruolo. Non la riproposta pura e semplice di sinistra-Arcobaleno bocciata dalle urne - dicono i promotori - ma neppure una sinistra chiusa in se stessa o in antiche certezze che nega la possibilita' di tornare a governare.
I due candidati alla segreteria del Prc nel prossimo congresso di luglio sono quindi Paolo Ferrero e Nichi Vendola. Quanto a Bertinotti, non sono ancora chiare le modalita' di partecipazione alla fase congressuale. Vi prendera' parte da semplice iscritto al partito, o si fara' promotore di specifiche iniziative?.

lunedì 5 maggio 2008

Lettera a L'Unità che quel giornale non ha pubblicato

Cara Unità,
vogliamo dirci qualche verità, che può farci solo che bene?
1) La nostra famiglia, 4 persone, ha votato PD, dopo un estenuante e sofferto conflitto tra cuore e cervello.
2) I nostri voti sono stati dati in prestito al PD per l’occasione elettorale, per queste elezioni.
3) I nostri voti appartengono a noi , al nostro tormento, alle nostre scelte.
Il 33 % dei voti del PD non esprimono, caro Walter, il consenso reale a quel partito, ma sono il frutto di origini, percorsi e prospettive diverse.
4) La storia ci ha insegnato ( vedi le vittorie del PCI del ’75 e ’76 ), che i voti non sono un bagaglio da usare per scelte e tattiche politiche, che non esprimono i valori ,il clima, il senso di quel voto stesso.
5) Vorremmo sapere la verità, su tutti quei discorsi sulla rimonta, sul possibile sorpasso, sulla sorpresa che avremmo potuto avere il 14 aprile? Ci siamo sentiti presi in giro, per averci fatto credere che si possedevano sondaggi e dati che avvaloravano questa ipotesi!
6) Il nostro voto, e quello di molti altri, in qualche maniera è stato condizionato da una verità non vera. Dare il voto più utile per battere Berlusconi è diventato un assillo, Ci siamo sentiti come quelli che avevano in mano le sorti delle elezioni. Ognuno di noi.
7) Il timore che avevamo, di indebolire la sinistra, mettendo a repentaglio il percorso unitario appena abbozzato, si è rivelato drammaticamente vero. Ci siamo sentiti traditori di noi stessi.
8) L’assenza della Sinistra in Parlamento, è una cosa così forte che chiunque abbia fatto militanza negli anni e nei decenni passati, non può non sentire un dolore interiore. A tanti dirigenti del PD, provenienti dai DS e oltre, non sembra gliene freghi più di tanto. Pensiamo che avranno modo di ricredersi.
9) Prodi è l’unico che ha vinto contro Berlusconi, perché ha vinto con il centrosinistra unito, Rutelli rifiutò i voti di Di Pietro, Veltroni ha rifiutato la sinistra e qualcun altro.
10) La nascita del PD ha creato 2 livelli decisionali. Il governo non ha mai lavorato in maniera collegiale, la sinistra ha subito una deriva economicista, che ha di fatto messo in secondo piano le sofferenze e i disagi del popolo, dando per riacquisito poi il suo consenso alla fine del mandato. (sic!)
11) La destra ha vinto in valori, modelli, stili di vita, Ha svolto una funzione egemonica sulla cultura, non quella elitaria, ma quella diffusa, popolare; ha creato un senso comune. La sinistra da oltre venti anni, ( ma forse dalla fine del PCI ) ha abdicato al suo ruolo, rinunciando a valori, progetti, idee, a rivendicare una società migliore, delle pari opportunità per tutti. La fine dell’ideologia è stata la fine di idealità, sogni, passioni. E’ da lì che si deve ripartire!

Noi, i genitori, che abbiamo scritto queste righe, come forse si capirà, veniamo da lontano, dal PCI dei primi anni 70, abbiamo attraversato il PDS, e poi i DS. E lì ci siamo fermati.
Coltiviamo ancora il sogno di una sinistra nuova, che unisca valori forse antichi, ma non vecchi, la difesa dei diritti delle persone, a partire dai più deboli, a quella della salvezza della Terra dal disastro ambientale, della salvezza e dignità di intere popolazioni, da fame, malattie, miseria e soprusi. Per questo siamo disposti ancora ad impegnarci.

di Maurizio, Rosalba, Stefano, Andrea Pietropaoli

domenica 4 maggio 2008

Richiesta di un consiglio di Circoscrizione sui temi dello sviluppo turistico

IL GRUPPO CONSILIARE “PRC-SD PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA” DELLA VII° CIRCOSCRIZIONE “VELINO”, HA CHIESTO AL SINDACO, AL PRESIDENTE DELLA CIRCOSCRIZIONE, AGLI ASSESSORI AL TURISMO, ALL’AMBIENTE, ALLA CULTURA E AI LAVORI PUBBLICI, LA CONVOCAZIONE, ENTRO IL MESE DI MAGGIO, DI UN CONSIGLIO DI CIRCOSCRIZIONE SUI TEMI DELLO SVILUPPO TURISTICO DEL TERRITORIO