pubblichiamo la mozione presentata dal Gruppo sul traffico a Marmore
• Al Presidente della Circoscrizione
MOZIONE
Oggetto: Richiesta di interventi per alleviare i disagi causati dal traffico nell’abitato di Marmore
Ogni giorno centinaia di camion e di automobili rendono sempre meno tranquilla la vita degli abitanti di Marmore.
Alta velocità, rumori assordanti e gas di scarico hanno creato una situazione ormai insostenibile, alla quale bisogna dare delle risposte in tempi brevi, non si può certo attendere il completamento del tratto Terni-Piè di Moggio della superstrada Terni-Rieti.
In quest’arco di tempo è necessario trovare soluzioni tese a diminuire i disagi che la popolazione deve sopportare tutti i giorni: più di venti minuti per andare a Terni se s’incontra un mezzo pesante lungo la propria corsia, automobili che sfrecciano a velocità elevate soprattutto nel rettilineo davanti alla sede dei servizi comunali e degli uffici postali, rischi continui di tamponamento lungo la Via Faggetti, esattamente in prossimità del ponte sul canale Enel, ponte che necessita oramai di un adeguamento imminente.
La situazione non è certo degna di un paese frequentato da migliaia di turisti, vista anche la mancanza di marciapiedi in alcune zone del paese, come nel tratto di strada del ponte regolatore e della Via Faggetti.
I sottoscritti consiglieri: Sabatini Tommaso, Malatesta Stefano e Moscatelli Emiliano del Gruppo “PRC-SD per l’Unità della Sinistra” chiedono all’Amministrazione Comunale interventi per alleviare i disagi subiti quotidianamente dai marmoresi.
Chiediamo la realizzazione entro il 2008 dei marciapiedi lungo Via Faggetti, un intervento atteso da anni; la realizzazione di passerelle pedonali sul ponte del Canale Enel e sul ponte del regolatore del Fiume Velino, quest’ultima auspichiamo che venga realizzata al più presto vista anche la presenza nelle vicinanze della Scuola Materna; la realizzazione di parcheggi davanti all’ufficio postale e a fianco della Sala Montesi; l’installazione di nuovi attraversamenti pedonali segnalati nel centro del paese; l’installazione di un autovelox nel rettilineo di Via Montesi, davanti alla sede circoscrizionale, oppure, in alternativa, la sperimentazione del sistema “Speed Check”, un ‘innovativa cabina multifunzionale che sarà sperimentata dal prossimo anno nella nostra provincia, e che, attraverso dispositivi segnalatori, induce l’automobilista a ridurre la velocità.
Tommaso Sabatini
Capogruppo”PRC-SD per l’Unità della Sinistra”
Stefano Malatesta
Vicepresidente Circoscrizione “Velino”
Emiliano Moscatelli
Consigliere
martedì 29 gennaio 2008
lunedì 14 gennaio 2008
comunicato stampa su adsl
Terni, lì 15 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA
Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica della Circoscrizione Velino disapprovano l’atteggiamento della Telecom, unico attuale gestore della rete telefonica, la quale è venuta meno ad accordi verbali con cui ci assicurarono l’attivazione del servizio ADSL, entro l’estate scorsa, in tutto il territorio della circoscrizione.
Purtroppo siamo arrivati ad una situazione a dir poco paradossale: la Telecom ha rispettato gli impegni per quanto riguarda le utenze telefoniche di Piediluco, laddove chiunque può oggi attivare la connessione veloce ad internet, mentre a Marmore, a Papigno, a Larviano e a Miranda, questo servizio ancora oggi non è attivo. Ci sembra un danno e una grave mancanza di rispetto verso tutti questi utenti lasciati senza un servizio fondamentale nell’era dell’informatica e di internet.
La Telecom ha deciso evidentemente di trascurare il nostro territorio, penalizzandolo, sebbene molti sarebbero i potenziali nuovi abbonati al servizio ADSL ben contenti di sottoscrivere al più presto un contratto con l’azienda telefonica: il ritardo e il disinteresse con cui viene trattato il problema ci appare incomprensibile, a noi come anche ai cittadini del territorio
I consiglieri di Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica della VII^ Circoscrizione Velino, facendo seguito agli impegni presi dalla Telecom e solo parzialmente realizzati, si appella ulteriormente alla Telecom affinché riprenda in considerazione le richieste da noi fatte per l’estensione del servizio ADSL in tutta la Circoscrizione Velino, con indubbio vantaggio per i cittadini e l’azienda stessa.
Siamo ben consapevoli del fatto che la Telecom non è più un’azienda pubblica, che può quindi rifiutarsi di offrire un servizio ai cittadini, ma non disperiamo che voglia cambiare idea per non perdere il vantaggio di poter sottoscrivere contratti con nuovi utenti per l’ADSL, qualora adeguasse la rete telefonica.
Continueremo ad impegnarci affinché le attese dei cittadini vengano soddisfatte, e se la Telecom non dimostrerà interesse, abbiamo già sollecitato l’Amministrazione Comunale a farsi carico di questo problema all’interno del piano di cablatura dell’intero territorio comunale: chiediamo solamente che questo avvenga il prima possibile in modo che l’attesa dell’ADSL non diventi estenuante per tutti i cittadini che ne hanno bisogno.
Tommaso Sabatini
Consigliere SD
Stefano Malatesta
Vicepresidente VII^ Circoscrizione Velino- Consigliere PRC
Emiliano Moscatelli
Capogruppo PRC
COMUNICATO STAMPA
Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica della Circoscrizione Velino disapprovano l’atteggiamento della Telecom, unico attuale gestore della rete telefonica, la quale è venuta meno ad accordi verbali con cui ci assicurarono l’attivazione del servizio ADSL, entro l’estate scorsa, in tutto il territorio della circoscrizione.
Purtroppo siamo arrivati ad una situazione a dir poco paradossale: la Telecom ha rispettato gli impegni per quanto riguarda le utenze telefoniche di Piediluco, laddove chiunque può oggi attivare la connessione veloce ad internet, mentre a Marmore, a Papigno, a Larviano e a Miranda, questo servizio ancora oggi non è attivo. Ci sembra un danno e una grave mancanza di rispetto verso tutti questi utenti lasciati senza un servizio fondamentale nell’era dell’informatica e di internet.
La Telecom ha deciso evidentemente di trascurare il nostro territorio, penalizzandolo, sebbene molti sarebbero i potenziali nuovi abbonati al servizio ADSL ben contenti di sottoscrivere al più presto un contratto con l’azienda telefonica: il ritardo e il disinteresse con cui viene trattato il problema ci appare incomprensibile, a noi come anche ai cittadini del territorio
I consiglieri di Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica della VII^ Circoscrizione Velino, facendo seguito agli impegni presi dalla Telecom e solo parzialmente realizzati, si appella ulteriormente alla Telecom affinché riprenda in considerazione le richieste da noi fatte per l’estensione del servizio ADSL in tutta la Circoscrizione Velino, con indubbio vantaggio per i cittadini e l’azienda stessa.
Siamo ben consapevoli del fatto che la Telecom non è più un’azienda pubblica, che può quindi rifiutarsi di offrire un servizio ai cittadini, ma non disperiamo che voglia cambiare idea per non perdere il vantaggio di poter sottoscrivere contratti con nuovi utenti per l’ADSL, qualora adeguasse la rete telefonica.
Continueremo ad impegnarci affinché le attese dei cittadini vengano soddisfatte, e se la Telecom non dimostrerà interesse, abbiamo già sollecitato l’Amministrazione Comunale a farsi carico di questo problema all’interno del piano di cablatura dell’intero territorio comunale: chiediamo solamente che questo avvenga il prima possibile in modo che l’attesa dell’ADSL non diventi estenuante per tutti i cittadini che ne hanno bisogno.
Tommaso Sabatini
Consigliere SD
Stefano Malatesta
Vicepresidente VII^ Circoscrizione Velino- Consigliere PRC
Emiliano Moscatelli
Capogruppo PRC
venerdì 11 gennaio 2008
Sinistra Unita su ex Scuola Piediluco
"Bloccare la vendita delle ex elementari di Piediluco"11.01.2008 - ore 12:39 - Lo chiedono i consiglieri Botondi e Guerra che propongono di accorparvi le sedi dei servizi pubblici
“Abbiamo chiesto al Comune di Terni, con una mozione già presentata, una urgente discussione in Consiglio comunale per riconsiderare la scelta di vendere lo storico edificio già sede delle scuole elementari a Piediluco”. Lo dicono i consiglieri del gruppo della Sinistra Unita Simone Guerra e Guido Botondi. “Siamo da sempre contrari alla vendita dello storico palazzo in Piediluco che consideriamo un patrimonio della cittadinanza, di cui il Ministero dei Beni Culturali ha già riconosciuto il notevole interesse storico-culturale, e che può essere valorizzato come sede unica di tutti i servizi pubblici ora presenti nel centro del paese, con grossi vantaggi sia per gli abitanti che per il Comune stesso. Ricordiamo, infatti, che a Piediluco i servizi pubblici, come il distretto sanitario, si trovano adesso in locali vecchi e disagevoli, con spazi angusti e accessi scomodi per gli utenti, spesso anziani, né sono serviti da un adeguato numero di parcheggi: i locali della delegazione comunale non sono addirittura a norma di legge, come certificato da un recente sopralluogo dei Vigili del fuoco, cosicché l’unica sala per le assemblee pubbliche è inagibile”.
“A fronte di queste carenze e di questi disagi – proseguono Guerra e Botondi - è impensabile mettere in vendita l’unico palazzo di proprietà comunale a Piediluco che potrebbe ospitare confortevolmente, data l’ampiezza dei locali e la disponibilità di parcheggi antistanti, tutti i servizi pubblici ( delegazione, distretto sanitario, servizi postali, vigili urbani, farmacia, centro anziani etc.). Inoltre la situazione è molto cambiata da quando il Consiglio comunale votò l’alienazione dell’edificio in questione: le ex scuole elementari di Piediluco sono state messe due volte all’asta, in data 7 novembre e 28 dicembre scorsi, alla cifra base di 821.000 €, ma in entrambe le occasioni non è stata presentata alcuna offerta d’acquisto.
“Chiediamo pertanto, nella mozione che verrà discussa in Consiglio comunale, al Sindaco e alla Giunta del Comune di Terni di recuperare l’immobile in questione per valorizzarlo come sede unica in cui accorpare tutti i servizi pubblici presenti a Piediluco, razionalizzando la spesa e migliorando al contempo la qualità dei servizi stessi: facciamo notare che anche a Marmore il Comune sta procedendo all’accorpamento dei servizi, delegazione e distretto sanitario, all’interno dell’edificio già sede delle scuole elementari. Perché non fare altrettanto a Piediluco?” “Chiediamo direttamente al Sindaco constatato l’esito delle due aste pubbliche andate deserte, che non si proceda ulteriormente nel tentativo di vendere l’immobile, magari con una trattativa privata: questo favorirebbe il rischio di speculazioni immobiliari, con la possibilità di svendere il palazzo a poco prezzo, ben al di sotto della base d’asta di 821.000 €. Più che un ricavo –concludono i consiglieri - si tratterebbe di un danno al Patrimonio e alle casse comunali, mentre noi proponiamo che il Comune metta in vendita i locali di sua proprietà nel centro di Piediluco per reperire risorse utili a coprire le spese necessarie agli interventi di manutenzione e adeguamento dello stabile delle ex scuole elementari”.
“Abbiamo chiesto al Comune di Terni, con una mozione già presentata, una urgente discussione in Consiglio comunale per riconsiderare la scelta di vendere lo storico edificio già sede delle scuole elementari a Piediluco”. Lo dicono i consiglieri del gruppo della Sinistra Unita Simone Guerra e Guido Botondi. “Siamo da sempre contrari alla vendita dello storico palazzo in Piediluco che consideriamo un patrimonio della cittadinanza, di cui il Ministero dei Beni Culturali ha già riconosciuto il notevole interesse storico-culturale, e che può essere valorizzato come sede unica di tutti i servizi pubblici ora presenti nel centro del paese, con grossi vantaggi sia per gli abitanti che per il Comune stesso. Ricordiamo, infatti, che a Piediluco i servizi pubblici, come il distretto sanitario, si trovano adesso in locali vecchi e disagevoli, con spazi angusti e accessi scomodi per gli utenti, spesso anziani, né sono serviti da un adeguato numero di parcheggi: i locali della delegazione comunale non sono addirittura a norma di legge, come certificato da un recente sopralluogo dei Vigili del fuoco, cosicché l’unica sala per le assemblee pubbliche è inagibile”.
“A fronte di queste carenze e di questi disagi – proseguono Guerra e Botondi - è impensabile mettere in vendita l’unico palazzo di proprietà comunale a Piediluco che potrebbe ospitare confortevolmente, data l’ampiezza dei locali e la disponibilità di parcheggi antistanti, tutti i servizi pubblici ( delegazione, distretto sanitario, servizi postali, vigili urbani, farmacia, centro anziani etc.). Inoltre la situazione è molto cambiata da quando il Consiglio comunale votò l’alienazione dell’edificio in questione: le ex scuole elementari di Piediluco sono state messe due volte all’asta, in data 7 novembre e 28 dicembre scorsi, alla cifra base di 821.000 €, ma in entrambe le occasioni non è stata presentata alcuna offerta d’acquisto.
“Chiediamo pertanto, nella mozione che verrà discussa in Consiglio comunale, al Sindaco e alla Giunta del Comune di Terni di recuperare l’immobile in questione per valorizzarlo come sede unica in cui accorpare tutti i servizi pubblici presenti a Piediluco, razionalizzando la spesa e migliorando al contempo la qualità dei servizi stessi: facciamo notare che anche a Marmore il Comune sta procedendo all’accorpamento dei servizi, delegazione e distretto sanitario, all’interno dell’edificio già sede delle scuole elementari. Perché non fare altrettanto a Piediluco?” “Chiediamo direttamente al Sindaco constatato l’esito delle due aste pubbliche andate deserte, che non si proceda ulteriormente nel tentativo di vendere l’immobile, magari con una trattativa privata: questo favorirebbe il rischio di speculazioni immobiliari, con la possibilità di svendere il palazzo a poco prezzo, ben al di sotto della base d’asta di 821.000 €. Più che un ricavo –concludono i consiglieri - si tratterebbe di un danno al Patrimonio e alle casse comunali, mentre noi proponiamo che il Comune metta in vendita i locali di sua proprietà nel centro di Piediluco per reperire risorse utili a coprire le spese necessarie agli interventi di manutenzione e adeguamento dello stabile delle ex scuole elementari”.
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